Farmaci anti-obesità, nuovo studio mostra che una pillola al giorno è efficace anche negli over 65

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Istanbul – I farmaci anti-obesità stanno cambiando rapidamente il modo in cui si affronta il peso in eccesso. Ma una domanda resta centrale: funzionano e sono tollerati anche nelle persone più anziane?

Una nuova analisi che sarà presentata al Congresso europeo sull’obesità, ECO 2026, in programma a Istanbul dal 12 al 15 maggio, prova a rispondere. Lo studio ha valutato l’uso quotidiano di orforglipron, un farmaco orale contro l’obesità, negli adulti di 65 anni e oltre, con obesità, con o senza diabete di tipo 2.

I risultati indicano una riduzione significativa del peso corporeo rispetto al placebo e un profilo di sicurezza coerente con quello già osservato nella popolazione generale dei trial clinici ATTAIN-1 e ATTAIN-2.

L’analisi post-hoc è guidata dalla dottoressa Deborah Horn, direttrice del Center for Obesity Medicine and Metabolic Performance alla McGovern Medical School di UTHealth Houston, in Texas, insieme ai colleghi.

Perché lo studio è importante

Gli over 65 rappresentano una popolazione particolarmente rilevante. L’obesità in età avanzata può associarsi a diabete, ipertensione, problemi cardiovascolari, ridotta mobilità e minore qualità della vita. Allo stesso tempo, però, i medici devono valutare con attenzione sicurezza, tollerabilità, perdita di massa muscolare, fragilità e possibili altre patologie presenti.

Il punto è che i dati clinici sull’uso dei farmaci incretinici per la gestione dell’obesità negli anziani sono ancora limitati. Questa mancanza di evidenze specifiche può rendere più prudenti sia i pazienti sia i professionisti sanitari.

Per questo un’analisi dedicata agli over 65 è utile: aiuta a capire se i risultati osservati nella popolazione generale valgano anche per le persone più anziane.

Cos’è orforglipron

Orforglipron, sviluppato da Eli Lilly and Company, è un nuovo agonista orale del recettore GLP-1. A differenza di altri farmaci della stessa classe, che spesso vengono somministrati per iniezione, orforglipron è una piccola molecola non peptidica da assumere per bocca una volta al giorno. E’ stato approvato dalla Food and Drug Administration statunitense per la gestione cronica del peso il 1° aprile 2026.

Negli studi clinici di fase 3 ATTAIN-1 e ATTAIN-2, randomizzati, in doppio cieco e multinazionali, orforglipron aveva già mostrato una riduzione significativa del peso rispetto al placebo in persone con obesità e in persone con obesità e diabete di tipo 2. La nuova analisi si concentra solo su un sottogruppo: i partecipanti con almeno 65 anni.

Come è stata condotta l’analisi

Gli studi ATTAIN-1 e ATTAIN-2 hanno valutato orforglipron una volta al giorno ai dosaggi di 6 mg, 12 mg o 36 mg, rispetto al placebo. Il trattamento era associato a dieta sana e attività fisica. In questa analisi, i dati di efficacia sono stati valutati separatamente per i due studi, mentre i dati di sicurezza sono stati aggregati. L’obiettivo principale era misurare la variazione percentuale del peso corporeo dall’inizio dello studio alla settimana 72.

Nel complesso, i partecipanti randomizzati di età pari o superiore a 65 anni erano 616: 196 nello studio ATTAIN-1 e 420 nello studio ATTAIN-2. Di questi, 613 hanno ricevuto il trattamento. In particolare, 118 persone hanno assunto orforglipron 6 mg, 135 persone il dosaggio da 12 mg, 146 persone quello da 36 mg, mentre 214 partecipanti hanno ricevuto il placebo. Una quota molto alta dei partecipanti aveva anche ipertensione: il 79,1% in ATTAIN-1 e l’86,2% in ATTAIN-2.

I risultati sul peso

Dopo 72 settimane, nei partecipanti over 65 con obesità ma senza diabete di tipo 2, inclusi nello studio ATTAIN-1, la riduzione del peso rispetto all’inizio dello studio è stata del 7,9% con orforglipron 6 mg, dell’11,3% con il dosaggio da 12 mg e del 13,0% con il dosaggio da 36 mg. Nel gruppo placebo, invece, la riduzione è stata dell’1,6%.

Anche negli over 65 con obesità e diabete di tipo 2, inclusi nello studio ATTAIN-2, i risultati sono stati significativi. La perdita di peso è stata del 7,5% con orforglipron 6 mg, dell’8,3% con 12 mg e del 12,2% con 36 mg. Nel gruppo placebo, il calo è stato del 2,3%. In entrambi gli studi, quindi, la perdita di peso è stata nettamente maggiore nei gruppi trattati con orforglipron rispetto al placebo.

Migliorano anche glicemia e altri parametri

Nei partecipanti con diabete di tipo 2, orforglipron è stato associato anche a una riduzione dell’emoglobina glicata, HbA1c, un indicatore del controllo della glicemia.

Il calo dell’HbA1c è stato dell’1,5% con orforglipron 6 mg, dell’1,6% con 12 mg e dell’1,7% con 36 mg. Nel gruppo placebo la riduzione è stata molto più contenuta, pari allo 0,1%.

Secondo l’analisi, nei gruppi trattati con orforglipron sono migliorati anche BMI, circonferenza vita, trigliceridi, colesterolo non-HDL e qualità della vita legata alla salute, sia nei partecipanti con diabete sia in quelli senza diabete. I risultati ottenuti negli over 65 sono risultati coerenti con quelli osservati nella popolazione complessiva degli studi ATTAIN-1 e ATTAIN-2.

Gli effetti indesiderati dei farmaci anti-obesità

Come per altri farmaci della classe GLP-1, gli eventi avversi più comuni sono stati gastrointestinali. Le interruzioni del trattamento dovute a eventi avversi sono state più frequenti con orforglipron rispetto al placebo: 12,3% contro 5,5%. Gli eventi gastrointestinali sono stati riportati nel 64,7% dei partecipanti trattati con orforglipron, rispetto al 37,5% nel gruppo placebo. Nella maggior parte dei casi sono stati lievi o moderati.

Non sono emerse differenze statisticamente significative per alcuni eventi particolarmente osservati negli anziani, come quelli potenzialmente legati alla perdita di massa muscolare. Le fratture sono state riportate nel 6,6% dei partecipanti trattati con orforglipron e nel 4,3% del gruppo placebo. Gli eventi renali emersi durante il trattamento sono stati osservati nel 3,5% con orforglipron e nel 2,6% con placebo. Gli eventi cardiovascolari maggiori confermati sono stati il 3,0% con orforglipron e il 2,3% con placebo. Sono stati riportati sei decessi, tre nel gruppo orforglipron e tre nel gruppo placebo, ma nessuno è stato considerato correlato al trattamento.

“L’età non dovrebbe essere una barriera”

Gli autori affermano: «Negli adulti di 65 anni e oltre con sovrappeso o obesità, con o senza diabete di tipo 2, orforglipron una volta al giorno è stato associato a riduzioni significativamente maggiori del peso corporeo e dei marcatori della glicemia rispetto al placebo alla settimana 72. Il profilo degli eventi avversi negli anziani è stato generalmente coerente con quello osservato nelle popolazioni complessive degli studi ATTAIN-1 e ATTAIN-2 e in altri studi sui farmaci GLP-1».

La dottoressa Horn aggiunge: «Questi dati dei partecipanti di 65 anni e oltre degli studi ATTAIN-1 e ATTAIN-2 supportano ciò che abbiamo visto in precedenti trial con persone anziane, come lo studio sugli esiti cardiovascolari SELECT con semaglutide».

E conclude: «Le persone di 65 anni e oltre possono considerare la terapia con GLP-1 insieme al proprio medico, dato che i profili di sicurezza sono simili a quelli della popolazione più ampia, riconoscendo però che possono avere anche altri problemi di salute che devono essere monitorati quando iniziano e proseguono una terapia GLP-1. In breve, l’età non dovrebbe essere una barriera nel considerare orforglipron».

Cosa significa per i pazienti

Il dato più interessante è che una terapia orale quotidiana, quindi senza iniezioni, ha mostrato risultati significativi anche negli over 65. Questo potrebbe essere rilevante per una fascia di età in cui obesità, diabete e ipertensione spesso convivono e rendono più complessa la gestione clinica.

Allo stesso tempo, il messaggio non è “farmaco per tutti”. Negli anziani la perdita di peso deve essere seguita con attenzione, perché non conta solo ridurre i chili, ma preservare massa muscolare, forza, autonomia e qualità della vita.

Per questo la decisione va sempre presa con il medico, valutando benefici, rischi, eventuali altre malattie, terapie già in corso, alimentazione e attività fisica. La notizia, quindi, è questa: anche dopo i 65 anni l’obesità può essere trattata con strumenti farmacologici moderni, ma dentro un percorso controllato e personalizzato. L’età da sola non basta a escludere una terapia. Ma proprio l’età rende ancora più importante monitorarla bene.

 

 

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Si occupa da anni di salute, medicina, prevenzione e innovazione scientifica, con particolare attenzione alla qualità dell’informazione medico-scientifica e alla divulgazione. Firma gli articoli di Salute per Repubblica e ha maturato esperienze anche in Rai con cui continua a collaborare.