Pressione, glicemia e colesterolo: parte la prima Settimana europea di screening

Irma D’Aria, giornalista scientifica

Sapere quanto abbiamo di pressione, glicemia e colesterolo può sembrare un dettaglio da visita di routine. In realtà può essere il primo passo per scoprire in anticipo un rischio cardiovascolare o metabolico che, per anni, potrebbe non dare alcun segnale. È da questa idea che nasce “Know your numbers – Conosci i tuoi valori”, la prima Settimana europea di screening, lanciata oggi in occasione del Congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD) in corso a Milano e in concomitanza con la Giornata mondiale del cuore.

A promuoverla sono tre delle principali società scientifiche europee impegnate nella salute cardiometabolica: la Società Europea di Cardiologia (ESC), l’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) e l’Associazione Europea per lo Studio dell’Obesità (EASO), insieme allo European Diabetes Forum. L’obiettivo è semplice: spingere i cittadini a controllare prima i principali fattori di rischio e ad agire quando è ancora possibile prevenire complicanze.

Tre malattie, un unico rischio cardiometabolico

Malattie cardiovascolari, diabete e obesità sono sempre più considerate parti di uno stesso continuum cardiometabolico. Possono presentarsi insieme, condividono numerosi fattori di rischio e si alimentano reciprocamente. I numeri aiutano a capire la dimensione del problema. Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte e malattia nell’Unione europea: nel 2022 sono state associate a 1,7 milioni di decessi, circa uno su tre, e interessano complessivamente circa 62 milioni di persone.

Il diabete riguarda invece 35,3 milioni di cittadini europei, mentre circa un adulto su sei convive con l’obesità. Il problema è che ipertensione, colesterolo elevato e alterazioni della glicemia possono restare a lungo silenziosi. In molti casi la diagnosi arriva soltanto quando compaiono sintomi o quando si sono già sviluppate complicanze.

Da qui il messaggio della campagna: conoscere i propri numeri prima che compaiano problemi.

Dalla cura alla prevenzione

La Settimana europea di screening punta proprio a spostare il baricentro della sanità da un approccio reattivo a uno più precoce e preventivo. La campagna si inserisce nel Piano europeo “Safe Hearts”, che mira a ridurre del 25% le morti cardiovascolari premature entro il 2035 e individua nei controlli periodici di pressione arteriosa, glicemia e colesterolo uno degli strumenti principali di prevenzione.

L’iniziativa è inoltre collegata alla proposta della Commissione europea per una raccomandazione del Consiglio UE sui controlli di salute cardiovascolare, che incoraggia gli Stati membri a rafforzare lo screening e la diagnosi precoce. «La prevenzione non può aspettare», ha dichiarato il Commissario europeo per la Salute e il benessere animale Olivér Várhelyi. «Sensibilizzando l’opinione pubblica e rendendo lo screening più visibile e accessibile, possiamo contribuire a individuare i rischi in anticipo e prevenire gravi malattie cardiometaboliche prima che insorgano complicazioni». L’invito ai cittadini è diretto: conoscere pressione, colesterolo e glicemia e, quando necessario, confrontarsi con un professionista sanitario.

Il rischio cardiovascolare non è uguale per tutti

Lo screening ha anche un’altra funzione: ridurre le disuguaglianze nella prevenzione. «Per troppo tempo, le possibilità di una persona di prevenire le malattie cardiovascolari sono state influenzate da fattori al di fuori del proprio controllo, tra cui il luogo di residenza, il genere o le condizioni socioeconomiche», sottolinea Cecilia Linde, presidente della Società Europea di Cardiologia. «Individuando precocemente i rischi e garantendo alle persone un’assistenza tempestiva, possiamo contribuire a garantire che tutti abbiano pari opportunità di vivere una vita più lunga e più sana».

Diabete, troppe diagnosi arrivano tardi

Il tema della diagnosi precoce è particolarmente importante per il diabete di tipo 2. «Troppe persone convivono ancora con il diabete di tipo 2 senza saperlo, a volte fino a quando non si sono già sviluppate complicanze», spiega Francesco Giorgino, presidente dell’EASD. Lo screening, aggiunge, permette di individuare prima le persone a rischio e di intervenire tempestivamente. Un aspetto cruciale perché il diabete di tipo 2 aumenta in modo importante anche il rischio cardiovascolare.

La prevenzione, però, riguarda anche il diabete di tipo 1. «Le persone con diabete di tipo 1 affrontano a loro volta un rischio cardiovascolare crescente nel tempo. Un intervento precoce e una migliore prevenzione possono ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita», sottolinea Giorgino.

Obesità: non basta salire sulla bilancia

Tra i parametri da tenere sotto controllo ci sono anche peso e circonferenza della vita, ma per gli esperti la valutazione dell’obesità non può fermarsi al solo indice di massa corporea. «L’obesità è al centro della salute cardiometabolica», osserva Volkan Yumuk, presidente dell’Associazione Europea per lo Studio dell’Obesità. «È una malattia cronica a sé stante e uno dei principali fattori che determinano il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e altre gravi complicanze».

La sfida, secondo Yumuk, è integrare lo screening e la diagnosi dell’obesità nei sistemi sanitari e adottare valutazioni più complete rispetto al semplice BMI.

Dallo slogan ai controlli reali

La Settimana europea di screening vuole tradurre le strategie europee in un gesto concreto: fare un controllo. «Questo è un momento storico», afferma Chantal Mathieu, presidente dello European Diabetes Forum (EUDF). «La Commissione europea ha chiaramente colto lo slancio necessario per presentare all’Europa un piano volto a prevenire, individuare precocemente e gestire meglio tutte le forme di diabete, obesità e malattie cardiovascolari».

Per le società scientifiche europee, però, il passaggio decisivo è ora quello dell’attuazione nei singoli Paesi. Durante la settimana sono previste iniziative locali di screening e sensibilizzazione in diversi Stati membri. ESC, EASD ed EASO invitano i cittadini a partecipare ai controlli disponibili o a rivolgersi al proprio medico per conoscere almeno alcuni valori fondamentali: pressione arteriosa, glicemia, colesterolo, indice di massa corporea e circonferenza della vita. Perché, prima ancora di curare una malattia, può fare la differenza sapere che il rischio esiste.

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Si occupa da anni di salute, medicina, prevenzione e innovazione scientifica, con particolare attenzione alla qualità dell’informazione medico-scientifica e alla divulgazione. Firma gli articoli di Salute per Repubblica e ha maturato esperienze anche in Rai con cui continua a collaborare.