Tumori del sangue e CAR-T: al Gemelli di Roma la mostra fotografica con le storie di chi è guarito

Celeste Ottaviani

Aurelia, Luigi, Americo, Eliana, Ida e Renato. Sei persone diverse, con vite differenti e futuri che avrebbero seguito strade separate, che si sono invece trovate a condividere una stessa diagnosi di tumori del sangue. E che il destino ha accomunato anche per la prognosi dopo il ciclo di terapie tradizionali.

Per ciascuno di loro è infatti arrivato un momento in cui le cure non bastavano più, ma con esso si è anche presentata una nuova possibilità, la terapia CAR-T. Sono loro i protagonisti di “Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia”, la mostra fotografica itinerante di Gilead-Kite con il patrocinio dell’Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL) e La Lampada di Aladino ETS, arrivata al Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma. Un progetto che racconta, attraverso gli scatti dei giovani fotografi dell’Istituto Italiano di Fotografia, come le terapie CAR-T stiano cambiando le prospettive di cura per i pazienti con tumori ematologici.

Cosa sono le CAR-T e come funzionano

Le terapie CAR-T sono un tipo di immunoterapia cellulare che modifica geneticamente i linfociti T del paziente, cellule del sistema immunitario, per renderli capaci di riconoscere e distruggere le cellule tumorali con precisione. Il processo prevede il prelievo delle cellule immunitarie, la loro riprogrammazione in laboratorio e la reinfusione nel paziente dopo un breve ciclo di chemioterapia.

Arrivate in Italia tra il 2019 e il 2020, le CAR-T sono indicate per alcuni dei tumori ematologici più difficili da trattare nelle forme recidivate o refrattarie alle terapie convenzionali. Prima del loro arrivo, per questi pazienti le opzioni erano pochissime. Oggi, in molti casi, è invece possibile ottenere risposte durature nel tempo.

Tra il 2024 e il 2026 il numero di pazienti trattati in Italia è cresciuto del 14%, con 51 centri autorizzati su tutto il territorio nazionale. Uno dei più attivi è il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, accreditato dal 2019 e con circa 240 pazienti trattati fino a oggi.

Arte e medicina per restituire speranza

I sei protagonisti della mostra sono stati ritratti nei luoghi vissuti durante la malattia e in quelli in cui la quotidianità è rifiorita. Il percorso espositivo attraversa l’Italia da nord a sud, da Humanitas di Milano all’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, dalle Molinette di Torino al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, fino al Gemelli di Roma.

Il progetto di una mostra aperta a tutti, nei corridoi dell’ospedale, nasce dalla convinzione che raccontare la malattia attraverso le storie reali delle persone sia uno strumento potente per avvicinare il pubblico a realtà spesso invisibili e per restituire speranza a chi oggi si trova ad affrontare una diagnosi simile.

 

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