Istanbul – Da più di quarant’anni, una curva dell’Indice di Massa Corporea (BMI) nei bambini viene interpretata come un segnale importante per il rischio futuro di obesità. Il fenomeno si chiama adiposity rebound, in italiano “rimbalzo adiposo”.
Funziona così: dopo la nascita, il BMI del bambino aumenta rapidamente fino a circa un anno di età. Poi diminuisce, raggiunge un punto più basso intorno ai 4 anni e infine ricomincia a salire. Verso i 6 anni, il bambino torna più o meno al BMI che aveva a 2 anni. Questo “rimbalzo” è stato a lungo interpretato come un ritorno dell’adiposità, cioè del grasso corporeo.
Ma un nuovo studio presentato all’European Congress on Obesity, in programma a Istanbul dal 12 al 15 maggio, e pubblicato su The Journal of Nutrition, propone una lettura diversa: quel rialzo del BMI non sarebbe il segno che il grasso sta tornando, ma il risultato della crescita della massa muscolare e magra. A sostenerlo è il professor Andrew Agbaje, medico e professore associato di epidemiologia clinica e salute infantile all’Università della Finlandia orientale, a Kuopio.
Perché conta il “rimbalzo adiposo”
La questione non è solo teorica. Dal 1984, quando la ricercatrice francese Marie Françoise Rolland-Cachera e colleghi proposero il concetto di adiposity rebound, molti studi hanno collegato un rimbalzo precoce del BMI a un rischio più alto di obesità negli anni successivi. L’idea era questa: se il BMI smette di scendere e ricomincia a salire troppo presto, per esempio prima dei 5 anni e mezzo, il bambino potrebbe essere più esposto al rischio di avere un BMI più alto in adolescenza.
Secondo Agbaje, però, questa interpretazione potrebbe essere fuorviante. Il problema starebbe nello strumento usato: il BMI, cioè l’indice di massa corporea, che mette in rapporto peso e altezza ma non distingue tra massa grassa e massa magra. Il ricercatore spiega: «La pubertà è un momento decisivo nella biologia umana che modifica tutto il corpo, ma il rimbalzo adiposo non lo è; è un processo naturale di crescita non collegato ad alcun problema, che sia precoce o tardivo. Quindi le precedenti associazioni tra rimbalzo adiposo basato sul BMI e obesità in età successiva sono analisi fuorvianti. Le associazioni statistiche positive non equivalgono sempre a plausibilità biologica».
Il BMI può ingannare
Il BMI è uno strumento molto usato perché semplice: basta conoscere peso e altezza. Ma proprio questa semplicità è anche il suo limite. Due bambini con lo stesso BMI possono avere composizioni corporee diverse: uno può avere più massa grassa, l’altro più massa muscolare. Per questo Agbaje ha scelto di usare un altro indicatore: il rapporto tra circonferenza vita e altezza, noto come WHtR, waist-to-height ratio. Questo parametro misura meglio l’adiposità e, secondo lo studio presentato al Congresso di Istanbul, ha un’accuratezza di circa il 90% rispetto alla DEXA, considerata uno standard di riferimento per la misurazione della massa grassa.
Il nuovo studio ha analizzato i dati di 2.410 bambini e adolescenti multietnici, tra i 2 e i 19 anni, provenienti dal ciclo 2021-2023 del National Health and Nutrition Examination Survey, NHANES, negli Stati Uniti. I ricercatori hanno confrontato le misure basate sul BMI con quelle basate sul rapporto vita-altezza.
Cosa ha scoperto lo studio
Quando Agbaje ha guardato al BMI, la curva sembrava confermare la teoria classica. Il valore medio del BMI a 2 anni, pari a 17,1 kg/m², diminuiva tra i 2 e i 6 anni e poi veniva recuperato intorno ai 6 anni. Esattamente ciò che ci si aspetterebbe secondo l’idea del “rimbalzo adiposo”.
Ma quando lo stesso andamento è stato osservato con il rapporto vita-altezza, la storia è cambiata.
Il valore medio del WHtR a 2 anni, pari a 0,54, non veniva mai recuperato né a 6 anni né più avanti, durante l’infanzia o l’adolescenza. In generale, il rapporto vita-altezza diminuiva fino a circa 7 anni e poi aumentava lentamente, ma senza tornare ai livelli dei 2 anni.
Secondo Agbaje, questo significa che non c’è un vero rimbalzo della massa grassa. Il rialzo del BMI osservato intorno ai 5-7 anni sarebbe piuttosto dovuto all’aumento della massa magra e muscolare. «I bambini in effetti attraversano un reset della composizione corporea intorno al plateau dei 4 anni, che li prepara alle fasi di crescita successive», spiega il ricercatore.
Non un problema da curare, ma crescita normale
Il messaggio più forte dello studio è che il cosiddetto adiposity rebound non dovrebbe essere considerato di per sé una condizione patologica o un momento critico da trattare.
Agbaje è netto: «Non abbiamo bisogno di continuare a promuovere la teoria del rimbalzo adiposo nella letteratura pediatrica, perché non è un vero stato di malattia né un periodo critico che richieda un intervento clinico. È un’anomalia statistica. La crescita della massa priva di grasso o massa magra è probabilmente la spiegazione fisiologica accurata del reset della composizione corporea che avviene nella prima infanzia».
E aggiunge: «È un fenomeno naturale per la sopravvivenza, che abbiamo erroneamente considerato un processo di malattia e che abbiamo cercato di trattare o prevenire per 42 anni. Quindi il termine “rimbalzo adiposo” è sbagliato, è una fallacia del BMI, è semplicemente accumulo o crescita della massa muscolare».
Il paragone con il “paradosso dell’obesità”
Agbaje paragona questa possibile falsa interpretazione al cosiddetto “paradosso dell’obesità” osservato negli adulti. In alcune condizioni, persone con BMI più alto sembravano avere una mortalità più bassa rispetto a persone con peso normale. Per anni questo è stato letto come un apparente effetto protettivo del BMI alto.
Studi successivi hanno però suggerito che il vero fattore protettivo non fosse il grasso, ma la maggiore massa muscolare nascosta dentro quel valore di BMI. Quando invece si usano misure più vicine alla massa grassa, come il rapporto vita-altezza, il rischio cardiovascolare aumenta in modo più lineare: più grasso, maggiore rischio. Il punto, ancora una volta, è che il BMI può confondere due cose molto diverse: grasso e muscolo.
Serve un nuovo modo di misurare il grasso nei bambini?
Secondo Agbaje, questo studio potrebbe aprire una fase nuova nella valutazione del sovrappeso e dell’eccesso di grasso in età pediatrica. «Questo è un momento cruciale nella storia della definizione e della diagnosi accurata dell’eccesso di grasso corporeo nei bambini, con la possibilità di adottare il rapporto vita-altezza come strumento universale pratico e clinicamente utile per diagnosticare l’eccesso di grasso in bambini e adolescenti», afferma. Il suo gruppo ha anche pubblicato un calcolatore gratuito del rapporto vita-altezza per individuare l’eccesso di grasso in bambini e adolescenti.
Cosa significa per genitori e pediatri
Lo studio non dice che l’obesità infantile non sia un problema. Lo è, e resta una delle grandi sfide di salute pubblica. Non dice nemmeno che la crescita del peso nei bambini vada ignorata. Il messaggio è più preciso: non tutto ciò che fa salire il BMI è grasso. In alcune fasi della crescita, un aumento del BMI può riflettere anche sviluppo muscolare, massa magra e normale maturazione corporea.
Per questo, secondo Agbaje, usare solo il BMI per interpretare la composizione corporea dei bambini può portare a conclusioni sbagliate. La sua conclusione è volutamente provocatoria: «La nostra nuova analisi suggerisce che questo fenomeno del rimbalzo adiposo non è un problema di obesità; è un aumento della massa muscolare, ed è una cosa positiva per una crescita sana e normale. Non è necessario alcun intervento clinico per affrontare un problema inesistente nei bambini. Lasciamo che i bambini crescano in pace».
Una teoria da riscrivere
La notizia, quindi, è che una delle idee più citate sulla crescita del BMI nei bambini potrebbe essere stata costruita su un equivoco: confondere il ritorno del BMI con il ritorno del grasso. Il nuovo studio invita a guardare meglio dentro quel numero. Perché il peso non racconta tutto, il BMI racconta ancora meno, e nei bambini la crescita è un processo dinamico, fatto di proporzioni che cambiano, muscoli che si sviluppano e corpo che si prepara all’adolescenza. Il “rimbalzo adiposo”, così come lo abbiamo chiamato finora, potrebbe non essere adiposo affatto. Potrebbe essere semplicemente crescita.



