In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, il Senato ha ospitato un’iniziativa dedicata a un tema centrale ma ancora sottovalutato dell’assistenza oncologica: la nutrizione. L’evento “Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione medica specializzata in oncologia”, promosso dalla senatrice Licia Ronzulli in collaborazione con FAVO, ha acceso i riflettori sul ruolo della nutrizione medica come parte integrante del percorso di cura e come strumento capace di migliorare gli esiti clinici e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
La malnutrizione: una criticità diffusa e impattante
La malnutrizione colpisce fino all’80% dei pazienti oncologici e incide in modo significativo su sopravvivenza, tolleranza alle terapie e qualità di vita. In Italia, circa il 60% dei pazienti è a rischio già al momento della diagnosi, mentre cachessia e sarcopenia arrivano a interessare fino all’80% dei malati in fase avanzata. Le conseguenze sono rilevanti: aumento della mortalità fino al 250%, triplicazione delle complicanze e un prolungamento delle degenze ospedaliere di circa il 30%.
ONS e AFMS: quando nutrirsi diventa curarsi
In questo scenario, la nutrizione medica specializzata con Alimenti a Fini Medici Speciali (AFMS), e in particolare i Supplementi Nutrizionali Orali (ONS), rappresenta una risposta clinica efficace. Formulati per pazienti con capacità compromesse di assumere o metabolizzare alimenti comuni, gli ONS consentono di contrastare la malnutrizione e migliorare lo stato nutrizionale, funzionale e la qualità di vita, sotto supervisione medica.
Evidenze cliniche ed economiche
La recente revisione europea dell’Italian Intersociety Working Group for Nutritional Support in Cancer Patients conferma il valore degli ONS. «Un supporto nutrizionale personalizzato nei pazienti oncologici ospedalizzati è associato a benefici clinici documentati, tra cui una riduzione della mortalità a 30 giorni e un miglioramento della qualità di vita», spiega Riccardo Caccialanza, Direttore della SC Dietetica e Nutrizione Clinica del Policlinico San Matteo di Pavia. Accanto ai benefici clinici, emergono quelli economici: risparmi medi fino al 12% in ambito ospedaliero e al 9% in ambito territoriale, grazie alla riduzione di complicanze, degenze prolungate e riospedalizzazioni.
Disuguaglianze territoriali e politiche sanitarie
Nonostante le evidenze, l’accesso agli ONS in Italia resta frammentato e disomogeneo, spesso demandato alle singole Regioni. Un esempio virtuoso è la Lombardia, che dal 2021 garantisce gratuitamente gli ONS ai pazienti oncologici in terapia attiva e ha introdotto lo screening nutrizionale obbligatorio. «Le recenti iniziative legislative, dalla mozione parlamentare all’emendamento della Legge di Bilancio 2026, rappresentano una svolta per superare le disuguaglianze e favorire l’inserimento strutturale degli AFMS nei LEA», sottolinea Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO.
Nutrizione come diritto di cura
Il messaggio condiviso dalle Istituzioni è chiaro. «Il supporto nutrizionale non può dipendere dal luogo di residenza», afferma l’on. Maria Elena Boschi, mentre la senatrice Licia Ronzulli ribadisce la necessità di riconoscere la nutrizione come parte integrante dei percorsi oncologici. A rafforzare il messaggio, le testimonianze di Rosanna e Lino Banfi, che hanno ricordato come la malnutrizione rappresenti spesso “una malattia nella malattia”.



