Olimpiadi 2026, Niguarda si prende cura della salute dei giornalisti

Irma D’Aria, giornalista scientifica

Non solo atleti e medaglie. In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ospedale olimpico di riferimento, avvia uno studio osservazionale prospettico internazionale dedicato alla prevenzione cardiometabolica dei giornalisti accreditati. Lo studio coinvolgerà i professionisti presenti a Milano dal 2 al 12 febbraio 2026, presso il Main Media Centre, trasformando l’evento sportivo in un’occasione concreta di prevenzione.

Screening rapidi, non invasivi e risultati immediati

Un team multidisciplinare composto da cardiologi, diabetologi e personale infermieristico specializzato valuterà i principali parametri di salute: rischio cardiovascolare, pressione arteriosa, metabolismo glucidico e fattori di rischio cardiometabolico. Gli screening saranno effettuati con strumenti scientificamente validati, non invasivi e di rapida esecuzione. Ogni partecipante riceverà una restituzione immediata dei risultati, in italiano e in inglese. In caso di valori alterati o rischio cardiovascolare elevato, sarà possibile attivare percorsi di approfondimento e consulenze specialistiche, anche attraverso strumenti di telemedicina.

Perché partire dai giornalisti

L’obiettivo del progetto è intercettare precocemente fattori di rischio in una popolazione professionale particolarmente esposta a stress, ritmi intensi e stili di vita irregolari, come quella dei giornalisti impegnati nella copertura di un grande evento internazionale. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di Niguarda per garantire prevenzione, sicurezza e tutela della salute dell’intera popolazione olimpica: non solo atleti, ma anche giornalisti, staff, volontari e pubblico.

Grandi eventi, grandi sfide sanitarie

Un’Olimpiade rappresenta una sfida complessa anche sul piano sanitario. L’elevata concentrazione di persone, i turni irregolari, lo stress lavorativo e la mobilità internazionale rendono essenziale affiancare alla gestione dell’emergenza un solido sistema di prevenzione primaria e secondaria. Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Italia e in Europa, responsabili del 35–40% dei decessi nella popolazione adulta. A livello globale, oltre il 50% degli adulti presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare.
Il diabete mellito colpisce oggi circa 1 adulto su 9 nel mondo, spesso senza una diagnosi. Il prediabete, condizione silente, rappresenta una preziosa finestra di intervento precoce.

Salute dei giornalisti e valore sociale

Il progetto ha anche una forte valenza culturale. I giornalisti svolgono un ruolo centrale nella comunicazione verso il grande pubblico: investire sulla loro salute significa amplificare il messaggio della prevenzione. “Progetti come questo – spiega Alberto Zoli, Direttore Generale di Niguarda e Medical Care Manager dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 – dimostrano come un grande evento internazionale possa diventare un laboratorio di innovazione e legacy, sperimentando nuovi modelli di sanità pubblica basati su prevenzione diffusa, integrazione tra specialità e utilizzo della telemedicina”.

Un’eredità che va oltre i Giochi

“Con questa iniziativa – prosegue Zoli – Niguarda conferma il proprio ruolo di centro di eccellenza non solo nella cura, ma anche nella prevenzione, nella ricerca e nella promozione della salute pubblica. Le Olimpiadi diventano così non solo una vetrina sportiva, ma un’occasione concreta per lasciare un’eredità duratura in termini di salute, innovazione e consapevolezza”.

Il sostegno dell’Ordine dei Giornalisti

L’iniziativa è patrocinata dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. “Il progetto del Niguarda è particolarmente prezioso – sottolinea Riccardo Sorrentino, Presidente dell’Ordine – sia per i singoli colleghi sia perché può aiutarci a comprendere meglio le correlazioni tra lo stile di vita imposto dalla nostra professione e le malattie cardiovascolari. Rappresenta un vero salto di qualità”.

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Si occupa da anni di salute, medicina, prevenzione e innovazione scientifica, con particolare attenzione alla qualità dell’informazione medico-scientifica e alla divulgazione. Firma gli articoli di Salute per Repubblica e ha maturato esperienze anche in Rai con cui continua a collaborare.