Una nuova opzione terapeutica entra nella pratica clinica italiana per le pazienti con tumore del seno avanzato. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti approvato la rimborsabilità di capivasertib, una terapia mirata che agisce sulla via molecolare PI3K/AKT/PTEN, spesso alterata nei tumori mammari HR-positivi e HER2-negativi, il sottotipo più comune. La decisione arriva dopo i risultati dello studio internazionale CAPItello-291, pubblicato sul New England Journal of Medicine. In associazione a fulvestrant, capivasertib ha ridotto del 50% il rischio di progressione della malattia o di morte e più che raddoppiato la sopravvivenza libera da progressione rispetto al trattamento standard. Un risultato rilevante per un tumore che in Italia registra oltre 53mila nuove diagnosi l’anno.
«La gestione dei pazienti con tumore in progressione a CDK4/6i rappresenta un’importante sfida clinica», spiega Valentina Guarneri, Direttore di Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto. «In questo scenario, i risultati dello studio CAPItello-291 sono estremamente interessanti e aprono nuove prospettive nella pratica clinica».



