Patient Advocacy Network 2025. Per una sanità partecipata, equa e inclusiva

Lavinia Sdoga

Una sanità che ascolta, include e condivide. È questa l’istanza avanzata dalle associazioni di pazienti nella decima edizione del Patient Advocacy Network, iniziativa promossa da ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore, con il supporto non condizionato di AstraZeneca. Uno spazio di confronto – tra rappresentanti del mondo sanitario, istituzioni, università e cittadini –, per discutere di inclusione, equità e accesso alle cure e costruire proposte concrete per una sanità più partecipata e vicina ai bisogni reali delle persone.

Il Patient Advocacy Network
In dieci anni di attività, il Patient Advocacy Network si è consolidato come un laboratorio di partecipazione e co-progettazione. «Dieci anni di lavoro comune rappresentano un grande risultato per la crescita delle competenze e del dialogo del mondo delle associazioni civiche – sottolinea Giuseppe Arbia, direttore di ALTEMS –. È un patrimonio che continueremo a coltivare per lo sviluppo del nostro Servizio sanitario nazionale». L’edizione 2025 ha posto l’accento sulle differenze territoriali nei percorsi di diagnosi e cura, evidenziando come, ancora oggi, l’accesso ai servizi vari sensibilmente da una Regione all’altra.

Orientare il cambiamento: le 5 aree di intervento
Al fine di rendere il sistema sanitario più efficiente e inclusivo, sono stati individuati cinque aspetti chiave sui quali orientare il cambiamento.
In primis, il ripensamento della governance e l’organizzazione dei percorsi di cura, così da rendere i PDTA – Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali – più coordinati, aggiornabili e trasparenti nella valutazione delle performance.
Secondo poi, il tema della comunicazione e della fiducia tra cittadini e istituzioni: le associazioni chiedono sportelli di orientamento, maggiore accessibilità ai servizi e una rendicontazione chiara dei risultati per rafforzare la relazione con il sistema pubblico. Sul fronte dell’accesso e della presa in carico, si punta invece alla creazione di modelli d’assistenza integrati e al potenziamento delle Case di Comunità, oltre che a una semplificazione delle procedure di prenotazione e dei percorsi di cura.
Grande importanza viene attribuita anche alla partecipazione e al capitale sociale, con la proposta di coinvolgere in modo stabile cittadini e associazioni nei tavoli di confronto e nelle iniziative di co-progettazione e educazione sanitaria. Infine, si chiede la valorizzazione delle competenze e dell’attrattività delle professioni sanitarie, così da migliorare le condizioni di lavoro, i percorsi di carriera e la formazione manageriale e garantire un sistema salute capace di rispondere in modo adeguato alle sfide del futuro.

Verso una sanità di prossimità e corresponsabilità
Il messaggio del Patient Advocacy Network 2025 è chiaro: la partecipazione dei cittadini e delle associazioni non è più un’opzione, ma una necessità. L’ascolto dei pazienti è un elemento chiave per costruire un sistema sanitario più equo, efficace e sostenibile, capace di rispondere non solo ai bisogni clinici, ma anche ai valori e alle aspettative delle persone. «Equità, accesso alle cure e lotta alle disuguaglianze rappresentano i grandi must per la sanità del futuro – afferma Maria Teresa Petrangolini, direttrice del Patient Advocacy Lab (PAL) di ALTEMS –. Una sanità sostenibile dev’essere anche amorevole, capace di prendersi cura delle persone con bisogni di salute. Il ruolo delle associazioni di pazienti è fondamentale, soprattutto per ricordare che il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, deve essere garantito a tutti, nessuno escluso». Francesca Patarnello, VP Market Access & Government Affairs di AstraZeneca Italia, concorda: «Le associazioni pazienti sono attori chiave, ma devono essere messe nelle condizioni di incidere davvero, attraverso strumenti e luoghi di confronto adeguati. Solo una collaborazione strutturata e costruttiva può far sì che l’innovazione resti una priorità condivisa».

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