C’è una sfida che si gioca ogni giorno nelle nostre città, quella della salute. Driving Change Arena, l’incontro che si è svolto a Bologna il 13 novembre 2025, nell’ambito della 42ª Assemblea Nazionale ANCI, ha acceso i riflettori proprio su questo tema, riunendo amministratori, esperti e rappresentanti delle istituzioni per discutere come rendere le città luoghi di prevenzione, benessere e sostenibilità. Promossa da Novo Nordisk, è stato un’occasione di confronto concreta e partecipata, dove sanità, ambiente e politiche urbane si sono intrecciate in una visione comune: costruire città che non solo curano, ma che aiutano a non ammalarsi.
La prevenzione come chiave del cambiamento
Nel corso dell’incontro, il concetto di prevenzione è emerso come la vera priorità del nostro tempo. In Italia, dove diabete e obesità colpiscono milioni di persone, puntare sulla prevenzione significa ridurre l’impatto delle malattie croniche, migliorare la qualità della vita e alleggerire la pressione sul sistema sanitario. Ma prevenzione, oggi, vuol dire anche creare le condizioni per vivere in modo più sano: rendere le città più verdi, più accessibili, più a misura di persona. “Con la prevenzione si gioca la battaglia più grande per l’uomo”, ha dichiarato Alfredo Galletti, General Manager di Novo Nordisk Italia, ricordando che la salute nasce prima di tutto dai comportamenti quotidiani e dagli ambienti che abitiamo.
Tre pilastri per città più sane e inclusive
Il confronto di Bologna si è articolato attorno a tre concetti chiave – prevenzione, stili di vita e sostenibilità – che rappresentano la base del programma internazionale Cities for Better Health, sviluppato da Novo Nordisk insieme ad ANCI e all’Health City Institute. L’obiettivo è costruire un nuovo modello urbano che integri salute e sviluppo sostenibile, valorizzando le buone pratiche già avviate in molte realtà italiane. Una città che promuove la salute è una città che invita a camminare, che garantisce spazi verdi e servizi accessibili, che tutela l’ambiente e riduce le disuguaglianze. È una città che si prende cura dei suoi abitanti, prima ancora che essi abbiano bisogno di cure.
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Il ruolo degli amministratori nel guidare il cambiamento
Sindaci e amministratori locali, protagonisti dell’incontro, hanno sottolineato come la salute debba entrare a pieno titolo tra le priorità delle politiche urbane. Sono le città, infatti, il luogo dove le decisioni amministrative possono tradursi in azioni concrete: piste ciclabili, parchi, mense scolastiche con alimenti sani, programmi di educazione al movimento. Ma per ottenere risultati duraturi serve un lavoro di squadra tra istituzioni, mondo clinico e privato. Solo unendo risorse, competenze e visioni diverse è possibile creare un impatto reale sulla vita dei cittadini e promuovere un nuovo modello di benessere urbano.
Un impegno condiviso per la salute delle comunità
Dall’incontro di Bologna è emersa una direzione chiara: la salute pubblica è una responsabilità collettiva e passa attraverso la collaborazione. Come ha spiegato Galletti, “la sfida delle malattie croniche richiede soluzioni condivise e un approccio integrato alla salute, in una visione ampia in cui prevenzione e innovazione assumono un ruolo centrale”. La costruzione di città più sane e inclusive non è più un obiettivo astratto, ma un percorso già avviato, fatto di esperienze, alleanze e buone pratiche che dimostrano come la prevenzione possa diventare il motore di un cambiamento reale, capace di migliorare la vita delle persone e il futuro delle nostre comunità.
di Giulia Ippolito



