Glioma di basso grado. Approvata in Europa la prima terapia per le forme IDH mutate

Lavinia Sdoga

Una nuova speranza per i pazienti con glioma di grado 2 con mutazione IDH. La Commissione europea ha approvato Vorasidenib – farmaco orale che agisce bloccando le mutazioni nei geni IDH1 e IDH2 – come prima terapia mirata per il trattamento del glioma di grado 2 con mutazione IDH.
La decisione è arrivata a seguito dei risultati emersi dallo studio INDIGO di fase 3, che ha mostrato la superiorità (in termini di efficacia) di Vorasidenib rispetto al placebo. «È da moltissimo tempo che i pazienti con glioma di grado 2 attendevano una nuova opzione terapeutica – ha commentato  Arnaud Lallouette, vicepresidente globale dell’azienda farmaceutica Servier –. Finalmente, con questa approvazione si apre un percorso diverso, più mirato e adatto alle loro esigenze».

Vorasidenib: come agisce e chi può prenderlo

Vorasidenib, inibitore dell’isocitrato deidrogenasi 1 (IDH1) e 2 (IDH2), è stato approvato come monoterapia per il trattamento dell’astrocitoma o oligodendroglioma di grado 2, prevalentemente non captanti, con mutazione IDH1 R132 o IDH2 R172. Può essere somministrato in pazienti adulti e adolescenti – di età pari o superiore a 12 anni di età e di peso pari o superiore a 40 kg –, trattati solo con intervento chirurgico e che non necessitano nell’immediato di radioterapia o chemioterapia. «Le persone che convivono con un glioma IDH-mutato si trovano spesso nel pieno della loro vita, impegnate a crescere una famiglia, a costruire una carriera e a guardare al futuro. Una diagnosi di questo tipo sconvolge completamente tutto, ma oggi grazie a Vorasidenib hanno una speranza concreta», ha detto Bec Mallett, Fondatrice e CEO di Peace of Mind Foundation.
Il profilo di sicurezza del farmaco è stato considerato gestibile: tra gli effetti collaterali più comuni ci sono stanchezza, disturbi gastrointestinali e alterazioni temporanee degli enzimi del fegato, nella maggior parte dei casi di lieve o moderata entità.

Lo studio INDIGO
La decisione europea è arrivata a seguito dei risultati ottenuti nello studio INDIGO in fase 3. Randomizzato e in doppio cieco, vi hanno preso parte 331 pazienti con gliomi di grado 2 residui o recidivi, con mutazione IDH1 o IDH2, che avevano già subito solo l’intervento chirurgico. I pazienti coinvolti, al momento della partecipazione, erano divisi in due gruppi: il primo (168 partecipanti) assumeva Vorasidenib, il secondo (163 partecipanti) placebo. La durata media, dal momento dell’intervento chirurgico al momento della randomizzazione, era di circa 2-3 anni. I principali risultati hanno riguardato il tasso di crescita del tumore – ogni 6 mesi, il volume tumorale nel gruppo trattato diminuiva del 2,5%, mentre nel placebo aumentava del 13,9% –, il Time to Next Intervention (tempo prima di dover fare un altro intervento) – nel gruppo placebo era mediamente 17 mesi, nel gruppo Vorasidenib non è stato ancora raggiunto  – e il tasso di sopravvivenza – 28 mesi nel gruppo con Vorasidenib, a fronte degli 11 del placebo.

Disponibilità e prospettive

Vorasidenib sarà disponibile in tutti i Paesi dell’Unione Europea, oltre che in Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Il farmaco è già stato approvato anche negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Regno Unito, mentre altre richieste sono al vaglio delle autorità sanitarie in Asia e in altre aree del mondo.
Secondo gli esperti, questa approvazione segna un passo importante verso terapie sempre più personalizzate nei tumori cerebrali, pensate con l’obiettivo non solo di prolungare la vita dei pazienti, ma anche di migliorarne la qualità.

Glioma: cos’è
I gliomi sono tumori che si sviluppano da cellule gliali o precursori nel sistema nervoso centrale (SNC). La classificazione OMS del 2021 distingue quattro categorie principali di gliomi, compresi i gliomi diffusi degli adulti. I gliomi diffusi sono i tumori cerebrali maligni primari più comuni negli adulti. La patogenesi e la prognosi di questi tumori sono strettamente legate alla presenza (o assenza) di mutazioni in un enzima metabolico, l’isocitrato deidrogenasi (IDH). Per formulare una corretta diagnosi sono necessari test molecolari. Dal 2021, i gliomi diffusi dell’adulto sono stati suddivisi in sole tre categorie.

 

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