Dieci anni fa IBSA compiva un passo audace: entrare nel mondo della medicina estetica con una visione pionieristica e una tecnologia destinata a lasciare il segno. Era il 2015 quando veniva lanciata la NAHYCO® Hybrid Technology, un’innovazione brevettata che ha rivoluzionato l’approccio al ringiovanimento cutaneo, introducendo un nuovo modo di prendersi cura della pelle: non più semplice correzione estetica, ma rigenerazione profonda.
Nata dall’intuizione di applicare l’acido ialuronico in modo nuovo, la tecnologia NAHYCO® ha segnato l’inizio di un percorso che ha condotto IBSA a diventare uno dei riferimenti internazionali nella medicina estetica rigenerativa. Al centro di questa rivoluzione, i complessi ibridi cooperativi (HCC), in cui catene di acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare si combinano in una struttura stabile e altamente biodisponibile. È da questa matrice che prende vita Profhilo®, la linea che ha riscritto le regole del settore.
Grazie a un processo termico brevettato, NAHYCO® consente di ottenere un prodotto altamente concentrato, sicuro, privo di agenti chimici e capace di stimolare il tessuto cutaneo dall’interno. Un’innovazione che non si limita alla superficie, ma lavora nei diversi strati della pelle, ripristinando la funzionalità della matrice extracellulare e attivando il potenziale rigenerativo del corpo. “L’approccio NAHYCO® consente di agire in profondità, potenziando la rigenerazione dei tessuti con un effetto naturale e progressivo”, spiega Antonello Tateo, chirurgo plastico all’Istituto Auxologico Italiano.
Nel tempo, Profhilo® ha superato i confini del trattamento del viso per arrivare a rimodellare anche il corpo, spingendosi fino ai tessuti adiposi più profondi. Una crescita continua, alimentata da una solida base scientifica e da un dialogo costante tra ricerca e pratica clinica. “È stato un cambio di paradigma: non più la rincorsa al difetto, ma la costruzione di un benessere globale, che rispetta l’unicità di ogni persona”, sottolinea Michela Zazzaron, medico estetico e membro del Comitato Scientifico di Agorà.
La medicina estetica, nel frattempo, ha attraversato una trasformazione culturale. Da disciplina riservata a una nicchia, si è aperta a un pubblico ampio e diversificato. “Oggi si comincia molto presto e si continua a lungo. Ma attenzione – avverte Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica – perché non tutto è necessario. A 18 anni si può trattare un’acne, non rifare le labbra. Serve consapevolezza, serve educazione, e serve una medicina estetica che accompagni, non che trasformi.”
E proprio accompagnare è la parola chiave che riassume l’approccio IBSA: guidare ogni paziente in un percorso su misura, costruito con responsabilità, sicurezza e attenzione alle reali necessità. I trattamenti basati sulla NAHYCO® Technology si sono dimostrati altamente tollerabili e ripetibili, senza alterare l’integrità dei tessuti. Questo ha permesso di lavorare su obiettivi più ambiziosi: prevenzione, skin longevity, qualità della vita.
“La nostra avventura è cominciata ben prima del 2015”, racconta Andrea Giori, responsabile della ricerca preclinica e clinica di IBSA. “Abbiamo portato la nostra esperienza sull’acido ialuronico – già consolidata in ambiti come l’ortopedia, la dermatologia e la respiratoria – nella medicina estetica, cercando di migliorare le performance dei prodotti iniettabili con un nuovo approccio. Così è nata NAHYCO®, una piattaforma che oggi stiamo espandendo, integrando nuovi biopolimeri per applicazioni sempre più mirate.”
Dieci anni dopo, quel primo slancio è diventato un sistema strutturato, capace di produrre risultati concreti e misurabili. Non solo ringiovanimento visibile, ma rigenerazione autentica. E soprattutto, una visione: quella di una bellezza che non si impone, ma si costruisce, giorno dopo giorno, in equilibrio con il tempo, il corpo e la persona.



