Rientro a scuola, dal caldo all’ansia: i consigli per affrontare bene i primi giorni

Si torna sui banchi mentre in molte città le temperature restano elevate, ma solo l’11% degli istituti scolastici dispone di sistemi di climatizzazione. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), inoltre, gli impianti sono spesso presenti negli uffici amministrativi e non nelle aule. Caldo, ambienti affollati e poco ventilati possono così aggiungere stanchezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione allo stress tipico del rientro a scuola.

Emanuele Acri
MEDIKEA RIENTRO A SCUOLA

Si torna sui banchi mentre in molte città le temperature restano elevate, ma solo l’11% degli istituti scolastici dispone di sistemi di climatizzazione. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), inoltre, gli impianti sono spesso presenti negli uffici amministrativi e non nelle aule. Caldo, ambienti affollati e poco ventilati possono così aggiungere stanchezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione allo stress tipico del rientro a scuola.

Back to school blues: come riconoscere lo stress da rientro

La fine delle vacanze e il ritorno alla routine possono provocare il cosiddetto back to school blues: malinconia, irritabilità o una certa resistenza a riprendere i ritmi scolastici. In alcuni bambini e ragazzi il disagio può accompagnarsi anche a manifestazioni di ansia e stress.

Secondo Chiara Cattaneo, del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, e Vittorio Palermo, del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, Endocrino-Metaboliche e Invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità, il rientro rappresenta soprattutto una fase di adattamento. Particolare attenzione va riservata ai momenti di transizione, come l’ingresso in una nuova scuola o in una nuova classe, quando anche la ridefinizione delle amicizie e dei gruppi può creare insicurezza.

Le preoccupazioni possono riguardare gli insegnanti, il rendimento, le amicizie o semplicemente la nuova organizzazione della giornata. Alcuni ragazzi cercano continuamente rassicurazioni, mentre altri diventano più irritabili o sensibili oppure mostrano difficoltà di concentrazione.

Anche il corpo può segnalare il disagio. Mal di pancia, nausea, mal di testa, stanchezza, disturbi del sonno e diminuzione dell’appetito sono alcune delle manifestazioni possibili. Nella maggior parte dei casi si tratta di una risposta transitoria al cambiamento delle abitudini.

Sonno: ripristinare gradualmente gli orari

Tra le abitudini da recuperare, il sonno occupa un ruolo centrale. Durante le vacanze gli orari tendono facilmente a spostarsi in avanti e, con la ripresa delle lezioni e la sveglia al mattino, bambini e adolescenti rischiano di dormire meno del necessario.

Per questo è utile riportare gradualmente il ritmo sonno-veglia alla normalità già nei cinque-sette giorni precedenti l’inizio della scuola, anticipando progressivamente l’orario in cui si va a letto e quello della sveglia.

Attenzione anche agli smartphone nelle ore serali. L’uso dei dispositivi può sottrarre tempo al sonno e rendere più difficile addormentarsi. Ridurne progressivamente l’utilizzo, soprattutto prima di andare a letto, può aiutare a recuperare ritmi più regolari.

Anche l’alimentazione contribuisce a scandire nuovamente la giornata. In particolare, è importante recuperare l’abitudine alla colazione: saltarla può significare arrivare a scuola con meno energie e affrontare con maggiore difficoltà le attività della mattinata.

Il ruolo dei genitori nel rientro a scuola

I genitori possono accompagnare il rientro senza trasformarlo in una fonte di ulteriore pressione. Meglio evitare interrogatori del tipo “Sei preoccupato?”, “Come andrà quest’anno?” o richieste immediate sui risultati e privilegiare invece domande aperte e neutrali, mostrando interesse senza trasmettere le proprie ansie o aspettative eccessive.

L’obiettivo nei primi giorni non dovrebbe essere pretendere che tutto torni immediatamente alla normalità, ma aiutare bambini e ragazzi a recuperare gradualmente sicurezza e routine, lasciando loro il tempo necessario per adattarsi.

È utile anche non riempire immediatamente l’agenda di attività extrascolastiche. Dopo mesi scanditi da ritmi diversi, qualche giorno di assestamento può rendere meno brusco il passaggio dalle vacanze agli impegni dell’anno scolastico.

Cosa possono fare ragazze e ragazzi

Anche gli studenti possono mettere in pratica alcune strategie semplici. Pianificare le attività senza concentrare troppi impegni nelle stesse giornate, concedersi pause, utilizzare tecniche di respirazione lenta nei momenti di tensione e condividere le proprie preoccupazioni con un adulto di fiducia o con i compagni può facilitare l’adattamento.

È importante soprattutto mantenere aspettative realistiche. I primi giorni rappresentano un periodo di assestamento: non è necessario che orari, studio, relazioni e attività extrascolastiche funzionino perfettamente fin dal primo giorno.

Quando il rientro fa emergere un problema

La ripresa delle lezioni può anche rendere più evidenti difficoltà che durante le vacanze erano rimaste poco riconoscibili. La vita scolastica mette quotidianamente alla prova vista, udito, attenzione, apprendimento e capacità di adattamento.

Nelle prime settimane possono quindi emergere problemi visivi o uditivi, difficoltà di attenzione oppure cambiamenti nel comportamento. In questo processo è importante anche l’osservazione degli insegnanti, che seguono quotidianamente gli studenti sia nelle attività didattiche sia nelle relazioni con i compagni.

Nella maggior parte dei casi il disagio legato al rientro tende progressivamente ad attenuarsi. Se però persiste, aumenta oppure interferisce in modo significativo con il sonno, l’alimentazione, la frequenza scolastica o le normali attività quotidiane, è opportuno confrontarsi con il pediatra.

Più del singolo sintomo conta soprattutto un cambiamento significativo rispetto alle abitudini del bambino o del ragazzo: una stanchezza insolita, la perdita persistente dell’appetito, un calo marcato dell’attenzione o del rendimento oppure variazioni importanti dell’umore e del comportamento.

Settembre, tempo di controlli: vista e vaccinazioni

Per i bambini che iniziano la scuola primaria, settembre può essere anche l’occasione per verificare che siano stati effettuati i controlli della vista previsti o raccomandati, soprattutto in presenza di segnali che possono far sospettare una difficoltà visiva. Le attività scolastiche richiedono infatti un impegno continuo, dalla lettura della lavagna a quella di libri e quaderni.

È inoltre utile verificare che il calendario vaccinale sia aggiornato e programmare, quando indicata, la vaccinazione antinfluenzale. Per i bambini nelle fasce di età interessate vanno seguite anche le indicazioni relative alla prevenzione del virus respiratorio sinciziale.

Scuola e famiglia: il benessere si costruisce insieme

Anche la scuola può contribuire a rendere più semplice il rientro attraverso routine chiare, una ripresa graduale delle attività e una particolare attenzione agli studenti che entrano in una nuova classe o in nuovi gruppi.

Il contrasto al bullismo, la qualità delle relazioni con gli insegnanti e il senso di appartenenza alla comunità scolastica contribuiscono a creare un ambiente più sicuro e possono favorire sia il benessere emotivo sia l’apprendimento.

Secondo Chiara Cattaneo, il disagio scolastico non può infatti essere considerato soltanto un problema educativo o sanitario: coinvolge contemporaneamente aspetti psicologici, relazionali, sociali ed educativi.

Da qui l’importanza di una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio. È il principio del cosiddetto whole-school approach, l’approccio che considera salute e benessere una responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica.

Un ruolo importante è svolto anche dalle life skills, le “competenze per la vita”, come autoregolazione emotiva, empatia e capacità di risolvere i problemi. Strumenti che possono aiutare bambini e adolescenti non soltanto ad affrontare il ritorno sui banchi, ma a sviluppare nel tempo una maggiore capacità di adattarsi ai cambiamenti.

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