Ipertensione arteriosa resistente: nuova terapia riduce pressione arteriosa nelle 24 ore

Giulia Ippolito

Il trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente (rHTN) è una delle sfide più complesse in cardiologia. Nonostante l’uso di tre o più farmaci antipertensivi, molti pazienti non riescono a raggiungere una pressione arteriosa ottimale, aumentando il rischio di eventi cardiovascolari e renali. Tuttavia, un recente studio di Fase III, denominato Bax24, ha messo in evidenza l’efficacia di un nuovo farmaco chiamato Baxdrostat, che potrebbe segnare un’importante evoluzione terapeutica.

Risultati del Bax24: un impatto clinico significativo

I risultati dello studio Bax24, presentati al Congresso dell’American Heart Association (AHA) nel novembre 2025, hanno mostrato che Baxdrostat riduce in modo significativo la pressione arteriosa sistolica (SBP) nelle 24 ore nei pazienti con ipertensione resistente. Dopo 12 settimane di trattamento, i pazienti trattati con Baxdrostat (2 mg) hanno sperimentato una riduzione media della pressione arteriosa sistolica di 14,0 mmHg rispetto al placebo, con un intervallo di confidenza al 95% tra -17.2 e -10.8 mmHg, e un valore di p inferiore a 0.0001.

Questo risultato è stato particolarmente rilevante, poiché l’efficacia del farmaco è stata osservata durante tutto il periodo di 24 ore, inclusi i momenti più critici, come le prime ore del mattino, quando i pazienti con ipertensione sono maggiormente a rischio di eventi cardiovascolari. La capacità di Baxdrostat di ridurre la pressione anche durante il sonno, con una riduzione di 13,9 mmHg nelle ore notturne, è un altro punto di forza del trattamento, considerando l’importanza di mantenere un controllo della pressione anche nelle ore di riposo.

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Il profilo di sicurezza di Baxdrostat

Baxdrostat ha mostrato anche un buon profilo di sicurezza, con effetti collaterali simili a quelli osservati nel precedente studio BaxHTN. Non sono stati riscontrati eventi avversi gravi legati al trattamento, il che suggerisce che Baxdrostat possa essere una terapia sicura anche per i pazienti con comorbidità cardiovascolari e renali. Questo dato, unito all’elevata efficacia, contribuisce a rafforzare la posizione di Baxdrostat come opzione terapeutica promettente per i pazienti con ipertensione resistente.

L’impatto clinico: una nuova speranza per i pazienti

Il Professor Gianfranco Parati, uno degli esperti che ha commentato lo studio, ha sottolineato l’importanza di questi risultati, dicendo: “I pazienti con ipertensione resistente al trattamento sono spesso esposti a un rischio cardiovascolare molto elevato, nonostante il trattamento con più farmaci. Baxdrostat rappresenta una nuova possibilità per questi pazienti, permettendo loro di ottenere un controllo più stabile della pressione arteriosa, con un significativo impatto sulla prevenzione di eventi cardiovascolari e renali.”

Anche il Dr. Bryan Williams, Principal Investigator dello studio, ha evidenziato come i dati dimostrino che Baxdrostat potrebbe “trasformare la pratica clinica”. La capacità di ridurre la pressione arteriosa in modo significativo e duraturo nelle 24 ore, con una percentuale elevata di pazienti che raggiungono i target raccomandati dalle linee guida, rappresenta una evoluzione nel trattamento dell’ipertensione difficile da controllare.

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Un nuovo approccio terapeutico

Baxdrostat agisce inibendo la produzione di aldosterone, un ormone che gioca un ruolo chiave nell’aumento della pressione arteriosa. L’inibizione selettiva dell’aldosterone sintasi, il meccanismo d’azione del farmaco, ha permesso una significativa riduzione della pressione nei pazienti con ipertensione resistente, anche nelle ore notturne, quando il rischio di eventi cardiovascolari è maggiore. Questo approccio innovativo potrebbe essere determinante nel trattare una condizione che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

Sharon Barr, Executive Vice President di BioPharmaceuticals R&D, ha dichiarato: “I risultati dello Studio Bax24 dimostrano come la lunga emivita di baxdrostat e la sua azione selettiva sull’aldosterone possano avere un impatto significativo nella gestione dell’ipertensione resistente, migliorando la pressione arteriosa sia nelle 24 ore che durante la notte.”

Un necessario avanzamento nella lotta contro l’ipertensione

L’ipertensione è una condizione che colpisce circa 1,4 miliardi di persone nel mondo, con una prevalenza di circa il 30% nella popolazione italiana. Nonostante le opzioni terapeutiche esistenti, molti pazienti non riescono ancora a controllare adeguatamente la propria pressione. Un aumento di 9,5 mmHg della pressione arteriosa sistolica media nelle 24 ore è associato a un aumento del 30% del rischio di mortalità per tutte le cause. Pertanto, i risultati dello studio Bax24, che mostrano una significativa riduzione della pressione nei pazienti con ipertensione resistente, sono un passo avanti fondamentale nella gestione di questa patologia.

I risultati dello studio Bax24 saranno condivisi con le autorità regolatorie globali per l’approvazione del farmaco, con l’obiettivo di renderlo disponibile per i pazienti il prima possibile. Questo trattamento rappresenta una potenziale soluzione per milioni di pazienti che soffrono di ipertensione resistente al trattamento, migliorando le loro prospettive di salute cardiovascolare e renale.

di Giulia Ippolito

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