Un nuovo passo in avanti per chi è affetto da tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione del gene EGFR. L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha approvato la rimborsabilità del farmaco Osimertinib in combinazione con chemioterapia come trattamento di prima linea per i pazienti con carcinoma polmonare localmente avanzato o metastatico.
Lo studio internazionale FLAURA2 – pubblicato sul New England Journal of Medicine – ha dimostrato che la combinazione migliora in modo significativo la sopravvivenza dei pazienti: il 49% è vivo a quattro anni, rispetto al 41% di coloro trattati con Osimertinib in monoterapia. La sopravvivenza globale ha raggiunto di media i 47,5 mesi, con una riduzione del rischio di morte del 23%. «Con la nuova combinazione i pazienti hanno ora due opzioni di cura basate su Osimertinib – ha spiegato Filippo de Marinis, Direttore dell’Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e Presidente di AIOT –, il che consente un approccio migliore e più personalizzato».
Osimertinib: l’approvazione
Il farmaco, già utilizzato in monoterapia, viene in questo modo affiancato da una nuova strategia terapeutica capace di contrastare i meccanismi di resistenza del tumore. Lo studio FLAURA2 ha coinvolto 557 pazienti e ha mostrato un vantaggio di quasi nove mesi nella sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla monoterapia.
AIFA ha inoltre approvato Osimertinib in monoterapia per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule localmente avanzato, non resecabile, con mutazione di EGFR, la cui malattia non è progredita dopo chemioradioterapia. Nello studio LAURA – pubblicato anch’esso sul New England Journal of Medicine – il trattamento ha ridotto il rischio di progressione o morte dell’84%, portando la sopravvivenza libera da progressione a oltre tre anni. «Osimertinib diventa la prima terapia mirata disponibile con intento curativo in questo setting», ha detto de Marinis.
L’importanza della diagnosi molecolare
Poiché la mutazione del gene EGFR è presente nel 15% circa dei casi di carcinoma polmonare non a piccole cellule, con maggiore incidenza nei non fumatori, secondo Silvia Novello, Presidente di WALCE e direttrice dell’Oncologia Medica dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano: «La profilazione molecolare è oggi indispensabile per guidare le scelte terapeutiche e assicurare ai pazienti le cure più efficaci».
«Le due approvazioni di AIFA confermano Osimertinib come terapia cardine per il tumore del polmone con mutazione di EGFR – ha concordato Paola Morosini, Medical Affairs Head Oncology di AstraZeneca –. Questo farmaco offre benefici concreti ai pazienti in ogni stadio della malattia, dalle forme più precoci a quelle metastatiche».
In Italia, solo nel 2024, sono stati stimati circa 45mila nuovi casi di tumore del polmone, di cui oltre l’80% diagnosticato in fase avanzata. Grazie ai progressi della ricerca, i pazienti con mutazione di EGFR possono ora contare su terapie in grado di prolungare la sopravvivenza e di mantenere una buona qualità di vita.



