Malattie rare: dall’Ema parere positivo a due nuove terapie per le patologie colestatiche

Irma D’Aria, giornalista scientifica

Il Comitato per i Medicinali ad Uso Umano (CHMP) dell’EMA ha dato un parere positivo a due nuovi trattamenti per malattie colestatiche rare: elafibranor per la Colangite Biliare Primitiva (PBC) e odevixibat per il prurito colestatico nella sindrome di Alagille (ALGS). Questi farmaci offrono nuove speranze a pazienti che lottano con condizioni croniche e debilitanti. L’annuncio arriva dall’azienda produttrice Ipsen.

Elafibranor per la Colangite Biliare Primitiva (PBC)

Elafibranor è un agonista del recettore PPAR, sviluppato per trattare la PBC, una malattia progressiva che può portare all’insufficienza epatica. Questo farmaco è stato progettato per essere utilizzato in combinazione con acido ursodesossicolico (UDCA) o come monoterapia per i pazienti che non tollerano l’UDCA. I dati dello studio di fase III ELATIVE hanno mostrato miglioramenti significativi nei livelli di fosfatasi alcalina (ALP) e bilirubina totale, indicatori chiave della progressione della malattia.

La PBC è spesso una malattia silenziosa, con molti pazienti che non rispondono ai trattamenti attuali o che soffrono di effetti collaterali. Monitorare regolarmente i livelli di ALP e bilirubina e discutere dei sintomi con il medico è cruciale per gestire la malattia. Come ha spiegato Marco Carbone, professore di Gastroenterologia, la consapevolezza e il monitoraggio continuo sono fondamentali per migliorare la qualità della vita dei pazienti: “La PBC è una malattia progressiva con un elevato numero di pazienti che non rispondono ai trattamenti attualmente disponibili o che non li tollerano. Questo può comportare una continua progressione della patologia, che potrebbe non essere rilevata fino alla successiva visita del paziente, un intervallo che in alcuni casi può durare fino a 12 mesi. – ha spiegato Marco Carbone, Professore di Gastroenterologia, Università di Milano Bicocca e consulente epatologo presso il Centro Trapianti di Fegato dell’ospedale Niguarda di Milano – È importante non solo esaminare regolarmente i pazienti affetti da PBC per garantire che i livelli di fosfatasi alcalina, o ALP, e bilirubina siano entro i limiti di normalità, ma anche discutere dei sintomi che potrebbero compromettere la qualità della vita, determinando potenzialmente la sospensione dei trattamenti in corso”.

“È utile che le persone con diagnosi di PBC sappiano che la progressione della malattia deve essere monitorata attraverso i livelli di biomarcatori nel sangue, come l’ALP. – ha affermato Sindee Weinbaum, Patient Advocate della European Liver Patients’ Association – Essere consapevoli di questi livelli aiuta la persona con PBC ad avere un maggiore controllo della malattia e a intraprendere un dialogo costruttivo con il proprio medico, al fine di controllare i sintomi e individuare quale sia il trattamento più adatto. Questo è importante per le persone con PBC, che a volte possono sentirsi inascoltate”.

Odevixibat per la Sindrome di Alagille (ALGS)

Odevixibat ha ricevuto un parere positivo per il trattamento del prurito colestatico nella sindrome di Alagille, una malattia genetica che colpisce il fegato. I risultati dello studio di fase III ASSERT hanno dimostrato che odevixibat può ridurre significativamente il prurito, migliorando la qualità del sonno nei bambini affetti da questa condizione. Questo è un grande passo avanti, poiché il prurito intenso può essere devastante per la qualità della vita. “Trattamenti efficaci e ben tollerati in grado di gestire il prurito debilitante causato dalla sindrome di Alagille e di ridurre la concentrazione di acidi biliari nel sangue sono di grande importanza nella gestione e nella cura dei bambini affetti da questa malattia; il fatto che presto potrebbe essere disponibile una nuova opzione terapeutica rappresenta un passo importante. – ha affermato Henkjan Verkade, Pediatric Gastroenterology and Hepatology, Department of Pediatrics, University of Groningen, Beatrix Children’s Hospital and University Medical Center Groningen, Netherlands- Questa condizione porta a molteplici complicazioni, la più significativa delle quali è il prurito intenso avvertito dai bambini e i conseguenti disturbi del sonno, che vengono segnalati dalla grande maggioranza delle persone che vivono e si prendono cura di un bambino con la sindrome di Alagille”.

Nello studio ASSERT è stata dimostrata anche una riduzione statisticamente significativa della concentrazione sierica degli acidi biliari alla fine del trattamento (endpoint secondario chiave), nei pazienti che hanno ricevuto odevixibat rispetto al placebo. Coerentemente con i miglioramenti osservati nel prurito, il trattamento con odevixibat ha determinato miglioramenti significativi nei parametri del sonno, riportati da diversi osservatori. L’incidenza complessiva degli eventi avversi emersi dal trattamento con odevixibat è stata simile a quella del placebo, con un basso tasso di diarrea correlata al farmaco nei pazienti affetti da ALGS. Tutti i pazienti hanno completato lo studio, e 50 su 52 hanno aderito all’estensione in cui tutti hanno ricevuto odevixibat.

L’importanza delle nuove terapie

Christelle Huguet, Executive Vice President e Head of R&D di Ipsen, ha sottolineato l’importanza di queste nuove terapie. “Siamo lieti di aver ricevuto, nello stesso giorno, il parere positivo dal CHMP per due potenziali nuovi farmaci per il trattamento di malattie colestatiche rare. Un risultato per nulla scontato, che dimostra il nostro impegno nel mettere sempre al primo posto i bisogni clinici insoddisfatti di chi vive con queste patologie. – ha affermato la Executive Vice President, Head of R&D Ipsen – In assenza di terapie efficaci, la PBC può progredire fino a determinare l’insufficienza epatica. La decisione di oggi ci avvicina alla possibilità di rendere disponibile elafibranor per i pazienti europei, come nuovo trattamento in grado di migliorare in modo significativo i livelli dei biomarcatori associati alla progressione della malattia, senza peggiorarne i sintomi. Inoltre, grazie all’opinione positiva su odevixibat, continueremo a lavorare per fornire una nuova opzione terapeutica ai bambini con la sindrome di Alagille, la cui salute epatica può peggiorare rapidamente insieme alla qualità di vita”.

Prospettive future

La Commissione Europea esaminerà ora le raccomandazioni del CHMP e prenderà una decisione finale sull’immissione in commercio prevista per il terzo trimestre del 2024. Questo passaggio segna un momento cruciale per le persone affette da PBC e ALGS, che potrebbero presto avere accesso a trattamenti più efficaci e mirati.

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Si occupa da anni di salute, medicina, prevenzione e innovazione scientifica, con particolare attenzione alla qualità dell’informazione medico-scientifica e alla divulgazione. Firma gli articoli di Salute per Repubblica e ha maturato esperienze anche in Rai con cui continua a collaborare.