Race for the Cure 2026, Roma si colora di rosa: torna la grande corsa per la prevenzione

Irma D’Aria, giornalista scientifica
Race for the Cure, prevenzione

Domani Roma non correrà soltanto per sport. Correrà per la prevenzione, per la ricerca, per le donne che affrontano o hanno affrontato un tumore del seno. E correrà anche per ricordare che prendersi cura della propria salute non dovrebbe essere un gesto eccezionale, ma una possibilità concreta, accessibile a tutti.

Domenica 10 maggio, al Circo Massimo, si terrà il momento più atteso della 27ª edizione della Race for the Cure, la grande manifestazione organizzata da Komen Italia per la lotta ai tumori del seno. La partenza è prevista alle 10.00 da via Petroselli, alla Bocca della Verità, con l’obiettivo di colorare di rosa l’intera città e superare il traguardo dei 150mila iscritti.

Non solo corsa: quattro giorni dedicati alla salute

La Race for the Cure non è soltanto una corsa. È un grande villaggio della prevenzione, aperto al Circo Massimo da giovedì 7 a domenica 10 maggio, con screening gratuiti, consulenze mediche, attività sportive, incontri, laboratori di sana alimentazione, benessere psicofisico e momenti di intrattenimento.

L’iniziativa è stata inaugurata con il taglio del nastro alla presenza, tra gli altri, del fondatore di Komen Italia Riccardo Masetti, della presidente Alba Di Leone, della presidente del Comitato d’Onore Laura Mattarella, del ministro della Salute Orazio Schillaci, della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e di numerose istituzioni.

Il Villaggio della Salute

Il cuore dell’iniziativa è il Villaggio della Salute, dove, grazie alle otto Unità Mobili della Carovana della Prevenzione di Komen Italia, vengono offerti gratuitamente esami e consulenze per la diagnosi precoce dei tumori del seno e di altre patologie frequenti nelle donne.

Sono previsti controlli senologici, ginecologici, tiroidei, dermatologici, del cavo orale, del retto-ano, del fegato, del cuore e delle vie respiratorie. Spazio anche a valutazioni sull’idoneità fisica alla pratica sportiva, controlli visivi, consulenze nutrizionali, menopausa e corretti stili di vita.

Tra le novità del 2026 ci sono percorsi dedicati alle donne under 40, alle donne tra 40 e 45 anni, agli over 65 e a chi vuole iniziare o praticare attività sportiva in sicurezza. Una particolare attenzione è rivolta anche alle donne in condizioni di maggiore fragilità: vittime di violenza, migranti, rifugiate e madri caregiver di figli con disabilità.

“Puntare sulla prevenzione”

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato il valore della prevenzione come pilastro del sistema sanitario: «Il servizio sanitario nazionale è un vero orgoglio, una delle basi della nostra Repubblica, della nostra democrazia e dobbiamo rafforzarlo. […] Dobbiamo conservare le basi fondanti del nostro servizio sanitario: la gratuità delle cure, l’universalismo e l’attenzione alle persone più deboli. Per fare questo dobbiamo puntare sulla prevenzione per avere meno malati in futuro e offrire a tutti ciò che la scienza e la ricerca mettono a disposizione».

Anche la ministra Anna Maria Bernini ha richiamato il ruolo della ricerca e della condivisione: «La Race for the Cure non è solamente una corsa contro il tempo, ma una corsa per la vita». E ancora: «Il cancro si può vincere, continueremo a strappare brandelli di terreno alla malattia per restituirli alla vita».

Le Donne in Rosa al centro

Le vere protagoniste della Race sono le Donne in Rosa, donne che stanno affrontando o hanno affrontato un tumore del seno. A loro è dedicata un’area specifica del Villaggio, con attività pensate per il benessere psicofisico, momenti di incontro, laboratori, conferenze e spazi di condivisione.

Il professor Riccardo Masetti, fondatore di Komen Italia, ha ringraziato «tutte le donne che si stanno confrontando o si sono confrontate con la difficile esperienza del tumore del seno» e che, in 27 anni, hanno contribuito a cambiare l’approccio culturale alla malattia, «sostituendo la paura con la condivisione e la vicinanza, medicine potentissime».

Sport, famiglie e città

Accanto alla prevenzione, il Villaggio propone un ampio programma sportivo. Grazie al sostegno del CONI, di Sport e Salute e di numerose federazioni, sarà possibile provare pallavolo, basket, tennis, padel, pickleball, golf, canottaggio, rugby, scherma, tiro con l’arco, baseball, softball, cricket e altre discipline.

Ci sono anche attività per bambini e ragazzi nell’area Kids&Teens, laboratori sull’alimentazione, iniziative sulla sostenibilità, incontri educativi e momenti di gioco. L’obiettivo è trasmettere il messaggio della prevenzione fin da piccoli, senza paura e con un linguaggio vicino alla vita quotidiana.

Domani la corsa

Il momento più atteso arriva domani, domenica 10 maggio. I partecipanti potranno scegliere tra la passeggiata di 2 chilometri, la corsa di 5 chilometri e, novità di questa edizione, la prova sui 10 chilometri, aperta per la prima volta anche ai corridori amatoriali oltre che agli atleti competitivi.

Prima della partenza, gli atleti del Reparto Attività Sportive di Paracadutismo dell’Esercito effettueranno un lancio di precisione, portando sul luogo della partenza la Bandiera italiana, quella dell’Esercito e la Bandiera di Komen Italia. Dopo la corsa, sono previste la cerimonia di premiazione alle 11.30 e il dj set di RDS e Radio Dimensione Suono Roma.

Come partecipare

È ancora possibile iscriversi alla Race for the Cure con una donazione minima di 18 euro, che dà diritto, fino a esaurimento scorte, alla maglia ufficiale e allo zainetto dell’evento. Le iscrizioni sono disponibili online, nei punti fisici aderenti e direttamente al Villaggio della Race al Circo Massimo.

Domani, però, il senso della giornata andrà oltre il numero dei passi o dei chilometri. Sarà una grande prova collettiva di presenza: esserci per chi ha attraversato la malattia, per chi la sta affrontando, per chi crede nella ricerca e per chi vuole trasformare la prevenzione in un’abitudine, non in un’eccezione.

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Si occupa da anni di salute, medicina, prevenzione e innovazione scientifica, con particolare attenzione alla qualità dell’informazione medico-scientifica e alla divulgazione. Firma gli articoli di Salute per Repubblica e ha maturato esperienze anche in Rai con cui continua a collaborare.