Obesità: 8 persone su 10 hanno raddoppiato la loro funzionalità motoria con terapia orale

redazione medikea
obesità massa muscolare

Istanbul – Per molte persone con obesità, perdere peso non significa solo vedere un numero diverso sulla bilancia. Può voler dire camminare con meno fatica, muoversi meglio, sentirsi più autonomi nelle attività quotidiane e ridurre il peso di una condizione che spesso viene giudicata in modo troppo semplicistico. Al Congresso Europeo sull’Obesità 2026, in corso a Istanbul, sono stati presentati nuovi dati dello studio clinico di fase 3 Oasis 4 su una terapia orale a base di semaglutide 25 mg, valutata in adulti con obesità o sovrappeso associato ad almeno una complicanza legata al peso.

Lo studio Oasis 4

I risultati indicano che una parte dei partecipanti ha risposto precocemente al trattamento. In particolare, quasi un adulto su tre ha ottenuto una riduzione del peso pari o superiore al 10% entro le prime 16 settimane. In questo gruppo, la perdita di peso media è stata del 13,2% alla settimana 16 e del 21,6% alla fine dello studio, durato 64 settimane. Anche tra le persone che non hanno raggiunto una risposta precoce, il calo ponderale medio è stato comunque rilevante, pari all’11,5% al termine dello studio. Nel complesso, i dati suggeriscono che il trattamento possa portare a una riduzione del peso clinicamente significativa in diversi profili di pazienti.

8 pazienti su 10 hanno recuperato funzionalità fisica

Un altro aspetto emerso riguarda la funzionalità fisica. Tra i partecipanti che all’inizio dello studio presentavano una ridotta capacità motoria, quasi 8 su 10 hanno ottenuto un miglioramento clinicamente rilevante dopo il trattamento, rispetto a poco più di 4 su 10 nel gruppo placebo. La valutazione includeva parametri legati alla capacità di movimento, alla resistenza e allo svolgimento delle attività fisiche quotidiane. Lo studio principale ha confrontato la terapia orale con placebo in adulti con indice di massa corporea pari o superiore a 30, oppure pari o superiore a 27 in presenza di almeno una complicanza correlata al peso. Dopo 64 settimane, nel gruppo trattato è stata osservata una perdita di peso media del 17%, rispetto al 2,7% registrato nel gruppo placebo.

Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello già noto per questa classe di farmaci, gli agonisti del recettore GLP-1. Gli effetti indesiderati più comuni sono stati di tipo gastrointestinale, generalmente lievi o moderati, e tendevano a diminuire nel tempo.

Obesità: una malattia complessa, non una questione di volontà

L’obesità è una malattia cronica, progressiva e complessa, che richiede una gestione a lungo termine. Ridurla a una semplice mancanza di volontà è fuorviante e contribuisce allo stigma verso chi ne soffre. Alla base dell’obesità possono esserci fattori biologici, genetici, ambientali e sociali. Questi elementi possono influenzare sia l’aumento di peso sia la difficoltà a perdere peso e a mantenere i risultati nel tempo. Per questo motivo, la cura dell’obesità richiede un approccio personalizzato, che può includere cambiamenti dello stile di vita, supporto medico, interventi nutrizionali, attività fisica adeguata e, in alcuni casi, terapie farmacologiche o chirurgiche. La scelta del percorso più adatto deve sempre essere valutata con professionisti sanitari.

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