Emicrania, milioni di italiani convivono ancora con il dolore: “Oggi si può curare”

Giulia Ippolito

Nove milioni di italiani convivono con l’emicrania. Per molti non si tratta di un semplice mal di testa, ma di una patologia neurologica invalidante che può compromettere lavoro, relazioni, vita sociale e qualità del sonno. Eppure, nonostante i progressi della medicina e l’arrivo di nuove terapie mirate, solo una minima parte dei pazienti riceve cure davvero appropriate.

È il dato che emerge in occasione della XVIII Giornata Nazionale contro il Mal di Testa, “Su la testa!”, promossa dalla Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) insieme alla Società Italiana di Neurologia (SIN) e ad Al.Ce. – Associazione Cefalalgici. Domani, 16 maggio, i 90 Centri Cefalee riconosciuti dalla SISC apriranno le porte con open day, incontri pubblici e iniziative di sensibilizzazione in tutta Italia.

L’emicrania colpisce soprattutto le donne

Secondo i dati diffusi dagli specialisti, in Italia circa sei milioni di donne soffrono di emicrania. In molti casi gli attacchi sono sporadici, ma nelle forme croniche il dolore può presentarsi anche più di 15 giorni al mese, trasformandosi in una presenza costante e debilitante.

Il problema è che, nonostante oggi esistano farmaci specifici sempre più efficaci, soltanto un paziente grave su dieci riesce ad accedere a cure adeguate.

“Oggi viviamo una situazione paradossale”, spiega Marina De Tommaso, presidente SISC e neurologa dell’Università di Bari. “Abbiamo terapie in grado di avere successo in quasi l’80% dei casi, ma moltissimi pazienti non arrivano né a un neurologo né a un Centro Cefalee”.

13 farmaci specifici contro l’emicrania

Negli ultimi anni la ricerca ha cambiato profondamente la gestione dell’emicrania. Oggi sono disponibili 13 principi attivi specifici, suddivisi in diverse classi terapeutiche, capaci non solo di interrompere gli attacchi ma anche di prevenirli.

Tra questi ci sono i triptani, utilizzati già da tempo contro il dolore acuto, ma anche farmaci di nuova generazione come gli anticorpi monoclonali anti-CGRP e i gepanti, pensati proprio per ridurre frequenza e intensità degli attacchi.

Per molti pazienti, però, queste possibilità restano ancora poco conosciute.

Perché così pochi pazienti si curano davvero

Il nodo principale, spiegano gli esperti, è l’accesso alle cure. Da una parte manca informazione: molte persone continuano a considerare l’emicrania un disturbo “normale” da gestire con antidolorifici fai-da-te. Dall’altra, i percorsi per ottenere le terapie più innovative restano complessi e diversi da regione a regione.

Il rischio è quello dell’automedicazione eccessiva, soprattutto nei pazienti cronici, con un peggioramento progressivo dei sintomi.

Per questo gli specialisti chiedono una maggiore uniformità nell’accesso alle cure e l’inserimento delle terapie per l’emicrania nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio sanitario nazionale.

“Su la testa”: open day e incontri in tutta Italia

La Giornata Nazionale contro il Mal di Testa nasce proprio con l’obiettivo di ridurre il sommerso e aiutare le persone a riconoscere quando il dolore non deve più essere considerato “normale”.

Durante l’iniziativa saranno organizzati open day, incontri pubblici e attività informative in numerose città italiane, da Roma a Torino, da Bari a Pisa, passando per Modena, Brescia, Catanzaro e molte altre realtà territoriali.

L’obiettivo è semplice ma fondamentale: far capire che oggi l’emicrania può essere trattata e che convivere costantemente con il dolore non dovrebbe più essere considerato inevitabile.

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