Istanbul – Per alcune persone con obesità, perdere peso non significa solo vedere scendere il numero sulla bilancia. Significa ridurre il grasso corporeo, proteggere il metabolismo e preservare la forza muscolare. Nuove analisi presentate all’European Congress on Obesity 2026 di Istanbul aggiungono un tassello importante: una dose più alta di semaglutide ha mostrato risultati rilevanti nella perdita di peso, anche nei pazienti che non rispondono immediatamente al trattamento. I nuovi dati arrivano dallo studio clinico STEP UP, condotto su oltre 1.400 adulti con obesità e senza diabete di tipo 2. Lo studio ha confrontato semaglutide 7,2 mg, una dose più alta rispetto a quella già nota da 2,4 mg, con placebo, in un periodo di 72 settimane.
Una perdita di peso media del 21%
I risultati principali mostrano che le persone trattate con semaglutide 7,2 mg hanno perso in media il 21% del peso corporeo totale. Per una persona che all’inizio dello studio pesava circa 113 kg, valore medio dei partecipanti, questo equivale a circa 23 kg in meno. Il confronto con gli altri gruppi evidenzia la differenza: con semaglutide 2,4 mg la perdita media è stata del 17,5%, mentre nel gruppo placebo si è fermata al 2,4% dopo 72 settimane.
Obesità: chi risponde presto perde di più
Una delle nuove analisi ha cercato di capire quanto conti la rapidità della risposta iniziale al trattamento. I ricercatori hanno definito “early responders”, cioè pazienti con risposta precoce, le persone che avevano perso almeno il 15% del peso corporeo entro le prime 24 settimane, circa sei mesi.
Circa 1 persona su 4, pari al 27% dei pazienti trattati con semaglutide 7,2 mg, ha avuto questa risposta precoce. In questo gruppo, la perdita di peso media alla settimana 72 è arrivata al 27,7%. Con la dose da 2,4 mg, i pazienti con risposta precoce sono stati il 20,9% e hanno raggiunto una perdita media del 24,8%. Il dato importante, però, è che anche chi non ha avuto una risposta così rapida ha ottenuto una riduzione significativa del peso: nella popolazione trattata con semaglutide 7,2 mg, i pazienti non classificati come “early responders” hanno perso in media il 15,4% del peso corporeo. Questo aspetto è rilevante nella pratica clinica, perché aiuta a evitare conclusioni affrettate. Una risposta più lenta non significa necessariamente che il trattamento non funzioni.
La maggior parte del peso perso è grasso corporeo
Un’altra analisi dello studio STEP UP si è concentrata sulla composizione corporea, cioè su cosa si perde davvero quando si dimagrisce: grasso, massa magra o entrambi. In un sottogruppo di 55 partecipanti valutati con risonanza magnetica, è emerso che l’84% del peso perso con semaglutide 2,4 mg e 7,2 mg era attribuibile alla riduzione della massa grassa. Il grasso viscerale addominale, quello che si accumula intorno agli organi interni ed è fortemente associato al rischio cardiometabolico, si è ridotto di oltre il 30%.
Obesità e massa muscolare
La massa muscolare si è ridotta in misura più contenuta, pari a circa il 10% rispetto al basale, ma il dato più rassicurante riguarda la funzione: la forza muscolare funzionale è stata mantenuta. I ricercatori l’hanno valutata con il test “sit-to-stand” di 30 secondi, che misura quante volte una persona riesce ad alzarsi e sedersi da una sedia in mezzo minuto. In altre parole, la perdita di peso osservata nello studio è stata guidata soprattutto dalla riduzione del grasso, con conservazione della funzione muscolare.
Perché questi dati sono importanti
L’obesità è una malattia cronica complessa, non una semplice questione di volontà o calorie. Per questo la gestione del peso richiede spesso un approccio di lungo periodo, che può includere alimentazione, attività fisica, supporto comportamentale e, quando indicato, terapie farmacologiche.
I nuovi dati su semaglutide 7,2 mg suggeriscono che una dose più alta del farmaco può aiutare alcune persone con obesità a raggiungere una perdita di peso più marcata e più rapida rispetto alla dose da 2,4 mg. Allo stesso tempo, l’analisi mostra che anche chi non risponde in modo precoce può ottenere un dimagrimento clinicamente significativo. Resta fondamentale ricordare che questi trattamenti devono essere prescritti e monitorati dal medico. La scelta della terapia dipende dal profilo clinico della persona, dalla presenza di eventuali malattie associate, dalla tollerabilità e dagli obiettivi di salute.



