Urologia: a Genova confronto su innovazione, formazione e futuro della disciplina

Giulia Ippolito

Per tre giorni Genova è stata al centro del dibattito urologico nazionale ed europeo, ospitando il XXXIII Congresso Nazionale dell’Associazione Urologi Italiani (AURO.it). L’evento, che ha riunito circa 900 partecipanti tra specialisti, infermieri e stakeholder, si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti per l’aggiornamento scientifico e il confronto tra professionisti.

“I numeri registrati rappresentano un segnale forte della vitalità della comunità urologica e della qualità dell’offerta scientifica proposta”, ha sottolineato il presidente AURO.it, Carlo Introini, evidenziando anche un percorso di rinnovamento dell’associazione orientato a maggiore integrazione e sostenibilità.

Dall’oncologia alle tecnologie: i temi al centro

Il programma ha affrontato l’intero spettro delle patologie urologiche, dalle condizioni benigne alle forme oncologiche. Ampio spazio è stato dedicato ai tumori renali, testicolari e vescicali, ma anche a ipertrofia prostatica benigna, calcolosi urinaria e tecniche mini-invasive.

Tra i filoni più discussi, le nuove tecnologie – dal laser all’intelligenza artificiale – e la crescente personalizzazione dei percorsi terapeutici, elementi sempre più centrali nella pratica clinica.

Formazione pratica e chirurgia “dal vivo”

Uno degli aspetti distintivi del congresso è stata la forte attenzione alla formazione pratica. “L’offerta formativa ha compreso corsi teorico-pratici ed hands on, sessioni plenarie e un’intera area dedicata alla formazione endoscopica, laparoscopica e robotica”, ha spiegato Giuseppe Simone, direttore scientifico AURO.it. “Il numero delle presenze è espressione di un rinnovato interesse della comunità urologica”. Grande partecipazione hanno registrato anche le sessioni di chirurgia semi-live, che hanno permesso ai partecipanti di seguire interventi in tempo reale dai principali centri italiani.

Giovani specialisti e collaborazione internazionale

Un dato rilevante di questa edizione è stata la forte presenza di giovani urologi, segnale di continuità e rinnovamento per la disciplina. In questo contesto si inserisce anche il rafforzamento della collaborazione con la European Association of Urology (EAU), che ha contribuito allo sviluppo delle sessioni pratiche, offrendo ai giovani specialisti l’opportunità di confrontarsi direttamente con tecnologie avanzate.

Chirurgia robotica e nuovi modelli organizzativi

Tra i temi più seguiti, la chirurgia robotica si conferma in espansione, grazie alla sua capacità di coniugare precisione e innovazione. Parallelamente, cresce l’attenzione verso modelli organizzativi più efficienti, come dimostrato dal workshop infermieristico dedicato ai protocolli ERAS. Un ambito che evidenzia il ruolo sempre più centrale del team multidisciplinare nella gestione del paziente e nella qualità dell’assistenza.

Un momento di confronto per il futuro

Nel corso del congresso sono stati assegnati anche riconoscimenti scientifici, tra cui un premio speciale al chirurgo Aldo Bocciardi per il contributo allo sviluppo della prostatectomia robotica. Al di là dei numeri e dei risultati, l’evento si conferma come uno spazio di confronto strategico per il futuro dell’urologia, sempre più orientata verso innovazione tecnologica, formazione continua e centralità del paziente.

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