Sanità: cresce la sfiducia e il nodo liste d’attesa pesa sempre di più

Giulia Ippolito

Il Servizio sanitario nazionale continua a rappresentare un punto di riferimento per gli italiani, ma i segnali di difficoltà sono sempre più evidenti. A fotografare la situazione è la rilevazione Adnkronos 2026, presentata durante il Forum “Salute, Prevenzione e risorse”, che evidenzia un calo della fiducia nel sistema pubblico: oggi si attesta al 58%, in discesa rispetto al 65% dello scorso anno.

Il dato più critico riguarda però l’accesso alle prestazioni: il 70% degli intervistati dichiara di aver rinunciato almeno una volta a esami o cure a causa delle liste d’attesa, un fenomeno in crescita che mette in discussione l’effettiva equità del sistema.

Liste d’attesa e personale: le criticità strutturali

Le liste d’attesa, insieme alla carenza di personale e alle risorse limitate, si confermano tra i principali nodi della sanità italiana.

“Le liste d’attesa sono oggi il problema più grave percepito dai cittadini e non possiamo più permetterci ritardi: è su questo fronte che si gioca la credibilità del Servizio sanitario nazionale”, ha dichiarato il Ministro della Salute Orazio Schillaci. “Un passaggio chiave sarà la pubblicazione dei dati Agenas regione per regione, che garantiranno trasparenza e ci permetteranno di intervenire in modo puntuale”.

Parallelamente, il Ministero punta sulla riforma della medicina territoriale, considerata una leva fondamentale per migliorare efficienza ed equità.

Sempre più ricorso al privato

Le difficoltà di accesso al pubblico spingono un numero crescente di cittadini verso il settore privato: il 45% dichiara di avervi fatto ricorso nell’ultimo anno.

Nonostante questo, il sistema di coperture integrative resta poco diffuso: solo il 29% degli italiani dispone di un’assicurazione sanitaria. Un dato che evidenzia una transizione ancora incompleta verso modelli misti pubblico-privato.

Prevenzione e territorio: le leve per il futuro

In questo contesto, la prevenzione e il rafforzamento dei servizi territoriali emergono come elementi strategici.

“La farmacia dei servizi costituisce un presidio sanitario di prossimità strategico, soprattutto nei territori più fragili”, ha spiegato il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. “Stiamo lavorando anche sul fronte delle carenze di farmaci e investendo nella digitalizzazione e nell’integrazione dei dati sanitari”.

L’obiettivo è migliorare l’accessibilità alle cure, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Innovazione e sostenibilità del sistema

Accanto alle criticità, cresce l’attenzione verso il ruolo dell’innovazione, in particolare digitale e farmaceutica, come leva per la sostenibilità del sistema.

“Oggi le priorità sono chiare: sostenere l’innovazione e superare meccanismi ormai insostenibili come il payback”, ha osservato Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria. “Serve un sistema basato su regole certe, uso dei dati e misurazione degli esiti di salute”.

Informazione e consapevolezza

Un elemento chiave resta quello dell’informazione: se il 61% degli italiani si sente adeguatamente informato sulle opzioni di cura, resta una quota significativa – circa quattro su dieci – che si dichiara poco o per nulla informata.

“Accompagnare i cittadini nella comprensione delle trasformazioni della sanità è oggi una priorità”, ha sottolineato Davide Desario, Direttore Adnkronos. “Solo attraverso un dialogo informato è possibile costruire un sistema più equo ed efficiente”.

Una sfida di sistema

Il quadro che emerge è quello di un sistema ancora solido ma sotto pressione, chiamato a evolvere rapidamente per rispondere ai bisogni della popolazione. Ridurre le liste d’attesa, rafforzare il territorio e investire in innovazione e prevenzione appaiono oggi le direttrici principali per garantire sostenibilità e qualità dell’assistenza nel lungo periodo.

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