Smettere di fumare: disponibile in Italia il primo farmaco rimborsato dal SSN a base di citisina

Giulia Ippolito

Una nuova opzione farmacologica per smettere di fumare è ora disponibile in Italia con rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Il trattamento si basa sulla citisina, un principio attivo di origine vegetale estratto dal Cytisus laburnum, pianta della famiglia delle Leguminose, ed è indicato per supportare la cessazione del consumo di tabacco attraverso un protocollo terapeutico standard di 25 giorni.

Già inclusa nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e nell’elenco dei farmaci essenziali, la citisina entra oggi nel panorama delle terapie accessibili per il Disturbo da Uso di Tabacco (DUT), una condizione che rappresenta una delle principali cause prevenibili di malattia e mortalità.

Come agisce la citisina nel trattamento della dipendenza da nicotina
La citisina agisce sugli stessi recettori cerebrali coinvolti nella dipendenza da nicotina, contribuendo a ridurre i sintomi dell’astinenza e il piacere associato al fumo. Il meccanismo d’azione si basa sulla modulazione dei recettori nicotinici, con l’obiettivo di attenuare manifestazioni come irritabilità, ansia, insonnia e alterazioni dell’umore, frequentemente responsabili delle ricadute.

Il trattamento prevede una somministrazione orale con posologia progressivamente decrescente nell’arco di 25 giorni, uno schema validato da diversi studi clinici che mira a facilitare la sospensione completa del fumo già entro i primi giorni di terapia.

“La citisina, per la sua comprovata efficacia, il profilo di sicurezza e il favorevole rapporto costo-beneficio, rappresenta un’opzione terapeutica particolarmente adatta ad essere integrata nei percorsi multidisciplinari per il trattamento del Disturbo da Uso di Tabacco”, sottolinea Claudio Leonardi, Presidente della Società Italiana Patologie da Dipendenza.

Profilo di sicurezza e accessibilità della terapia
Il principio attivo presenta un buon profilo di tollerabilità, con effetti collaterali generalmente lievi e temporanei. L’assenza di interazioni farmacologiche rilevanti lo rende una possibile opzione anche per pazienti con patologie croniche o in trattamento con più farmaci, ampliando la platea di persone che potrebbero beneficiare di un supporto farmacologico nella cessazione del fumo.

“La citisina deve essere considerata un’opzione terapeutica di prima linea, anche alla luce della recente introduzione tra i farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale”, evidenzia Fabio Beatrice, Direttore Scientifico del MOHRE, sottolineando l’importanza di un coinvolgimento attivo dei professionisti sanitari impegnati nella gestione delle patologie correlate al fumo.

Il peso sanitario del tabagismo in Italia
Il consumo di tabacco rappresenta ancora oggi una rilevante emergenza di salute pubblica. In Italia si stimano oltre 90.000 decessi evitabili ogni anno correlati al fumo, con un impatto significativo anche in termini economici: i costi sanitari diretti e indiretti superano i 26 miliardi di euro annui tra spesa pubblica e perdita di produttività.

L’ampliamento dell’accesso a trattamenti efficaci per la cessazione del fumo rappresenta quindi una strategia di prevenzione ad alto impatto, con potenziali benefici sia per la salute individuale sia per la sostenibilità del sistema sanitario.

Verso un approccio sempre più integrato alla cessazione del fumo
L’introduzione della citisina tra le terapie rimborsabili potrebbe contribuire a migliorare l’efficacia dei percorsi di cessazione, favorendo un accesso più equo alle cure e supportando i professionisti sanitari nella gestione di una dipendenza complessa come quella da nicotina.

Un approccio integrato, che combini supporto medico, interventi comportamentali e strumenti farmacologici, rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per ridurre l’impatto del tabagismo sulla salute pubblica.

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