Bandi Gilead: quindici anni di sostegno concreto a ricerca e comunità

Giulia Ippolito

Dalle intuizioni della ricerca scientifica ai progetti di assistenza sul territorio, passando per l’innovazione tecnologica e l’Intelligenza Artificiale. Con l’apertura della 15ª edizione dei Bandi Gilead – Fellowship e Community Award Program – si rinnova un modello di collaborazione che in quattordici anni ha trasformato idee progettuali in interventi concreti per pazienti e sistema salute.

Le candidature saranno aperte dal 16 febbraio al 10 aprile 2026 sul sito www.gilead.it. A fine giugno verranno pubblicati i progetti vincitori, selezionati da quattro esperti indipendenti sulla base di criteri predefiniti.

Due programmi, un obiettivo comune

I Bandi Gilead nascono con una finalità chiara: selezionare e finanziare idee innovative in grado di generare un impatto significativo sulla salute e sulla qualità dei percorsi di assistenza e cura in quattro aree terapeutiche: patologie infettive, malattie del fegato, oncologiche e oncoematologiche.

Il Fellowship Program è rivolto a ricercatrici e ricercatori di Enti pubblici e privati italiani – ospedali, università e fondazioni di ricerca – e sostiene progetti scientifici e/o sociosanitari dedicati all’infezione da HIV, alla Colangite Biliare Primitiva (CBP) e al tumore al seno. L’obiettivo è migliorare gli esiti clinici, la qualità di vita dei pazienti e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica.

Il Community Award Program è invece destinato alle Associazioni di pazienti e agli Enti del Terzo Settore attivi su tutto il territorio nazionale. Finanzia progetti di supporto, assistenza terapeutica, prevenzione e diagnosi precoce rivolti a persone con HIV, epatiti virali, CBP, tumore al seno, leucemie e linfomi.

Il premio speciale per l’Intelligenza Artificiale

Novità di questa edizione è il premio speciale nell’ambito del Fellowship Program dedicato al progetto che dimostrerà il miglior utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Il riconoscimento sarà assegnato all’iniziativa capace di impiegare l’AI, ad esempio, per ottimizzare le risorse disponibili o favorire l’avanzamento delle conoscenze e delle pratiche cliniche.

Un segnale chiaro della direzione che sta prendendo la ricerca: integrare strumenti digitali avanzati per rendere più efficienti i percorsi di studio e cura, accelerando il trasferimento delle evidenze nella pratica clinica.

Quattordici anni di risultati misurabili

I numeri delle precedenti edizioni restituiscono la dimensione dell’impatto generato. In quattordici anni sono stati realizzati 732 progetti, grazie a un finanziamento complessivo di oltre 18 milioni di euro.

Nel dettaglio, il Fellowship Program ha premiato 479 progetti per oltre 12 milioni di euro. Le iniziative sostenute hanno prodotto risultati scientifici presentati a congressi nazionali e internazionali, pubblicazioni su riviste autorevoli e programmi di rilevanza nazionale e locale per lo screening e il contrasto alle malattie infettive, oncologiche e oncoematologiche.

Il Community Award Program ha invece consentito la realizzazione di 253 progetti, con un sostegno economico complessivo di quasi 6 milioni di euro. Interventi concreti a favore di pazienti e caregiver, ma anche iniziative di prevenzione e diagnosi precoce sul territorio.

Collaborazione come leva strategica

“Con l’apertura della 15a edizione di Fellowship e Community rinnoviamo il nostro impegno a sostegno e a fianco della comunità scientifica e delle Associazioni di pazienti del Paese”, ha dichiarato Federico da Silva, Vice President e General Manager di Gilead Sciences Italia. “Da quasi 40 anni lavoriamo per sviluppare soluzioni terapeutiche innovative che cambiano la storia di patologie complesse. È un percorso che richiede la collaborazione di tutti gli attori del sistema salute: per questo sosteniamo sia la ricerca scientifica sia le attività delle associazioni di pazienti. È la missione dei Bandi Gilead da ormai 15 anni”.

La logica è quella di una sinergia strutturata tra industria, mondo accademico e Terzo Settore. Un modello che punta non solo allo sviluppo di terapie innovative, ma anche al miglioramento dell’accesso alle cure, della qualità di vita e dell’organizzazione dei percorsi assistenziali.

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