Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, cresce l’attenzione non solo per l’organizzazione sportiva, ma anche per quella sanitaria. Saranno quasi 4mila gli atleti impegnati nelle competizioni, un numero che rende evidente la necessità di sistemi di prevenzione, diagnosi e cura in grado di rispondere in modo efficace e sicuro alle esigenze della medicina dello sport. In questo scenario, la radiologia medica è chiamata a svolgere un ruolo strategico.
Prevenzione e appropriatezza al centro della medicina dello sport
Secondo la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), la diagnostica per immagini non deve limitarsi alla sola individuazione delle lesioni, ma contribuire in modo attivo alla prevenzione degli infortuni e alla riduzione dei danni legati alla pratica sportiva, anche in vista di eventi complessi come Milano Cortina 2026.
“Oggi, anche se solo il 3% della popolazione pratica sport regolarmente, tuttavia 16 milioni sono i tesserati alle varie federazioni o associazioni sportive affiliate al CONI; un numero elevato di atleti in grado di generare una grande pressione sul SSN sia nella fase di avvicinamento allo sport (idoneità) sia per le eventuali lesioni e alterazioni dell’organismo a seguito della pratica sportiva. In questo scenario la diagnostica per immagini riveste un ruolo centrale nella medicina dello sport”, spiega Nicoletta Gandolfo, presidente SIRM.
Radiologia come parte integrante del team dell’atleta
La presidente SIRM sottolinea come il valore dell’imaging risieda anche nella sua capacità di integrarsi con le altre discipline cliniche.
“Si tratta di momenti di confronto pensati non solo per i radiologi, ma per l’intero team che si prende cura dell’atleta (sia esso professionista o praticante giovanile e amatoriale) quali ortopedici, cardiologi, medici dello sport, fisiatri, fisioterapisti, neurologi. L’obiettivo è costruire una formazione realmente congiunta, in cui il nostro sapere tecnologico possa integrarsi con l’esperienza clinica, così da migliorare la gestione dell’atleta dal momento dell’infortunio fino al ritorno alla piena attività”.
In questo senso, “l’imaging diventa quindi non solo strumento di diagnosi, ma anche di predizione del rischio e il radiologo formato in medicina dello sport diventa così parte attiva del team medico e garantisce che la pratica dell’imaging rispetti i principi di sicurezza e appropriatezza”.
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Sicurezza, comunicazione e riduzione degli esami inutili
Il tema dell’appropriatezza è centrale anche per Andrea Giovagnoni, Past President SIRM, che richiama l’attenzione sui rischi di un uso improprio della diagnostica.
“La prevenzione è il primo vero strumento di tutela della salute degli atleti, e la radiologia ricopre un ruolo decisivo sia nella valutazione dell’idoneità alla pratica sportiva nei casi clinicamente dubbi soprattutto nelle alterazioni dell’apparato cardiovascolare, sia nella immediata e accurata diagnosi in caso di infortuni”.
Giovagnoni aggiunge:
“È fondamentale che i team medico-sportivi sappiano orientarsi con criteri rigorosi di appropriatezza e sicurezza: scegliere la metodica corretta, evitare esposizioni non necessarie a radiazioni ionizzanti o l’uso improprio del mezzo di contrasto, comunicare i risultati con sensibilità e chiarezza. Una diagnostica sbagliata o eccessiva può portare a interruzioni inutili dell’attività, tempi di recupero inappropriati e a trattamenti non necessari”.
Una sfida organizzativa su scala nazionale
Milano Cortina 2026 rappresenta anche una sfida logistica e sanitaria senza precedenti, con 13 location sportive distribuite su tre regioni.
“Milano Cortina 2026 rappresenta una sfida senza precedenti per l’organizzazione dei servizi medici”, commenta Giuseppe Massazza, Direttore dei Servizi Medici di Milano Cortina 2026. “Proprio per questo, la formazione diventa un pilastro strategico: eventi come questo permettono di condividere competenze, protocolli e visione con chi sarà in prima linea”.
Secondo Massazza, “il radiologo medico formato in medicina dello sport ricoprirà un ruolo decisivo nel percorso di diagnosi e gestione degli atleti e sarà parte di un percorso di sviluppo in termini di tecnologie e know-how”.
Imaging e ritorno sicuro all’attività sportiva
L’importanza della diagnostica emerge in particolare nella gestione dei traumi muscolo-scheletrici.
“Le patologie muscolari come stiramenti, distrazioni e lesioni costituiscono una delle principali cause di inattività sportiva”, sottolinea Luca Maria Sconfienza, IRCCS Ospedale Galeazzi di Milano. “Per trattarle è necessaria una valutazione integrata che includa diagnostica per immagini, analisi biomeccanica del gesto sportivo e gestione terapeutica multimodale, per facilitare il ritorno all’attività fisica con una riduzione del rischio di recidive”.
Un approccio che consente anche un uso più corretto delle risorse sanitarie, come confermato dall’aumento dell’impiego della risonanza magnetica nelle recenti edizioni dei Giochi Olimpici.
Un’eredità che va oltre i Giochi
“Garantire un sistema di assistenza medica all’altezza di un evento di questa portata è una priorità”, conclude Ettore Squillaci, Direttore UOC Diagnostica per Immagini Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola. “Oggi, grazie alla radiologia, sia gli atleti che gli sportivi non agonisti possono contare su strumenti all’avanguardia non solo nella diagnosi ma anche nella cura attraverso trattamenti mininvasivi effettuati in ambito radiologico”.
Milano Cortina 2026 diventa così anche un’occasione per rafforzare un modello di sanità integrata, in cui la radiologia contribuisce in modo determinante alla qualità, alla sicurezza e alla sostenibilità delle cure.



