L’America di Donald Trump riscrive le regole dell’alimentazione e punta a cambiare le abitudini degli americani a tavola. Con una svolta rispetto alle indicazioni nutrizionali degli ultimi decenni, l’amministrazione – nella persona di R.F. Kennedy Jr., segretario alla Salute – ha presentato ieri una serie di nuove linee guida che modificano la tradizionale piramide alimentare. Il nuovo modello alimentare proposto dall’amministrazione americana punta con decisione su un elevato apporto proteico quotidiano, riabilita latticini interi e grassi animali definiti “naturali”, adotta una posizione più sfumata sul consumo di alcol e, allo stesso tempo, lancia un attacco frontale agli alimenti ultra-processati. Una svolta che viene presentata come una risposta pragmatica al fallimento del modello alimentare statunitense, ma che segna una frattura evidente rispetto alle indicazioni nutrizionali consolidate in Europa e alle raccomandazioni dei principali organismi internazionali. Un cambio di rotta che prende le distanze anche dal modello mediterraneo, storicamente più cauto sull’uso di proteine animali e grassi saturi. La piramide alimentare italiana pubblicata nel 2025 dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu), infatti, stabilisce per la carne rossa e i salumi un consumo soltanto occasionale.
R.F. Kennedy Jr.: «Mangiate cibo vero»
In pratica, le ultime indicazioni invitano gli americani a dare priorità alle proteine. E a evitare cibi zuccherati e industriali, ritenuti «velenosi per la salute» dal segretario stesso, promotore di quel che è stato definito «il più significativo ripensamento della politica nutrizionale federale nella storia». «Il mio messaggio è chiaro: mangiate cibo vero», ha dichiarato R.F. Kennedy Jr. durante il briefing di presentazione, descrivendo le linee guida come «uno strumento decisivo per prevenire le malattie croniche e migliorare lo stato di salute della popolazione». E aggiungendo che «le nostre famiglie devono preferire gli alimenti integrali, ricchi di nutrienti, ma anche frutta e verdura, queste ultime da assumere sempre. Per la precisione, cinque porzioni al giorno: due per la frutta e tre per la verdura. I cibi altamente trasformati sono invece da evitare».
Più proteine per gli americani
Le nuove regole, che riflettono le priorità del movimento di R.F. Kennedy «Make America Healthy Again», puntano dunque su un maggior consumo di proteine. «Ogni pasto deve dare priorità a proteine di alta qualità e ricche di nutrienti, provenienti da fonti animali e vegetali», ha precisato Kennedy. Ma secondo molti nutrizionisti, la maggior parte degli americani ne assume già in quantità sufficienti: si parla di un apporto tra 1,2 grammi e 1,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, ovvero dal 50 al 100 per cento in più rispetto alle precedenti indicazioni federali. Nel dettaglio, le fonti proteiche indicate, oltre alle carni rosse e al latte intero con i suoi derivati, includono pollame, pesce, uova. E poi legumi, frutta secca, semi e soia. Pur riconoscendo che diversi studi associano le proteine vegetali a un minor rischio cardiovascolare e a una maggiore longevità, il documento non incoraggerebbe esplicitamente a privilegiare queste ultime.
Ma troppe proteine non fanno male?
Gli epidemiologi concordano sul fatto che chi segue diete ricche di proteine animali, soprattutto carni rosse e lavorate, ha un maggior rischio di sviluppare malattie croniche non trasmissibili, come diabete, obesità, malattie cardiovascolari renali e neurodegenerative oltre a diverse forme di cancro e infezioni. Non solo: le nuove linee guida alimentari dell’amministrazione Trump promuovono alimenti che hanno un impatto pesante sull’ambiente. La produzione di carne bovina, infatti, è una fonte particolarmente significativa di emissioni di gas serra, inquina i corsi d’acqua, favorisce la perdita di habitat e la deforestazione.
I grassi e l’invito di Kennedy a cucinare con burro e sego di manzo
Per Kennedy «i grassi sono una componente integrante di alimenti come carne, pesce, latticini, frutta secca, olive e avocado. Se consumati nella loro forma naturale, favoriscono la salute del cervello, la funzione ormonale e l’assorbimento dei nutrienti», ha spiegato.
In particolare, il testo recepisce diversi punti centrali del pensiero di Kennedy, tra cui l’invito a «cucinare con burro e sego di manzo». Manca un riferimento diretto agli oli di semi, spesso bersaglio delle critiche del segretario alla Salute che ne ha più volte messo in discussione la sicurezza «senza, però, il supporto di evidenze scientifiche», come sottolinea il New York Times.
Stop agli zuccheri aggiunti
Di positivo c’è la linea dura contro gli zuccheri aggiunti: il documento raccomanda di non assumere bevande zuccherate e di limitare tutte le altre fonti di zucchero. Per i bambini, l’indicazione è quella di non introdurli prima dei 10 anni, un limite molto più restrittivo rispetto alle precedenti indicazioni che fissavano la soglia a due anni. Kennedy non ha dubbi: «Gli zuccheri aggiunti non fanno parte del consumo di cibi sani. Anzi, la nuova piramide incoraggia a evitarli del tutto». Idem per gli alimenti ultra-processati, inclusi i carboidrati raffinati altamente processati, come pane bianco, tortillas di farina e cracker. E ancora: patatine, biscotti e caramelle contenenti additivi quali aromi artificiali, conservanti, coloranti di origine petrolchimica e dolcificanti ipocalorici.
Le «strette» sull’alcol
Più sfumata, infine, la posizione sull’alcol: le indicazioni aggiornate si limitano a dire che le persone dovrebbero consumarne meno «per una migliore salute generale», ma non indicano quantità come in passato: dal 1980 erano al massimo uno o due drink al giorno. Sparito l’avvertimento esplicitato nel 2020 secondo cui «anche il consumo moderato di alcol può aumentare il rischio di cancro e di alcune forme di malattie cardiovascolari, oltre al rischio complessivo di mortalità», né si mette più in guardia contro il consumo di alcolici da parte dei minorenni.
Linee guida: i diversi indici di gradimento
Il documento è stato accolto dall’American Medical Association che solo pochi giorni fa aveva condannato duramente la revisione del calendario vaccinale infantile promossa dallo stesso Kennedy. Più prudente, d’altra parte, la posizione dell’American Heart Association, che ha espresso un sostegno tiepido, mettendo in guardia dal rischio di un aumento eccessivo del consumo di grassi saturi e sale. Le linee guida consentono, infatti, di insaporire carni e verdure proprio con il sale (pur ribadendo l’invito a evitare cibi salati e processati) e non ne modificano i limiti giornalieri.
Da Biden a Trump: un cambiamento radicale
Le indicazioni, elaborate congiuntamente dai dipartimenti della Salute e dell’Agricoltura, orientano l’alimentazione in scuole, ospedali, carceri, basi militari e programmi di assistenza federale. Aggiornate ogni cinque anni, raramente subiscono cambiamenti sostanziali. «Questa volta, però, Kennedy ha accantonato il lavoro del comitato di esperti nominato sotto l’amministrazione Biden per affidarsi a un nuovo gruppo selezionato direttamente, e attivo a porte chiuse negli ultimi mesi», si legge ancora sul New York Times che aggiunge: «In passato proprio Kennedy aveva criticato le precedenti linee guida accusandole di essere influenzate dall’industria alimentare. Oggi cinque dei dieci esperti scientifici attualmente coinvolti hanno dichiarato rapporti finanziari con i settori della carne bovina, dei latticini o della carne suina, o con aziende alimentari, di latte artificiale, integratori o farmaceutiche».



