Oltre un miliardo di persone – nel mondo – e circa sei milioni – nel nostro Paese – convivono con l’obesità, una malattia cronica e complessa che, purtroppo, è ancora avvolta da stigma, pregiudizio, misconcezione. Come spiega Carmela Asteria, ospite dell’ultimo episodio del podcast Oltre il peso: «I pazienti si sentono stigmatizzati, soli, in colpa per una condizione che non dipende da loro. L’obesità è una vera malattia ed è riconosciuta come tale da tutte le maggiori associazioni mediche, nazionali e internazionali. Lo scorso maggio, in Italia, è stata varata la Legge Pella, un provvedimento importante che ha reso il nostro Paese il primo al mondo a riconoscere l’obesità come “malattia”, inserendola nei LEA. Tuttavia, l’obesità è ancora sottotrattata e sottodiagnosticata, avvolta da uno stigma che, paradossalmente, viene perpetuato soprattutto da operatori sanitari o persone vicine ai pazienti.
Ma, oggi, qualcosa sta cambiando. Il progredire della ricerca scientifica ha aperto la strada a nuove terapie farmacologiche, grazie alle quali il trattamento dell’obesità è entrato in una fase completamente diversa: quella della cura personalizzata, che unisce scienza, ascolto e rispetto della persona.
Guarda qui il video dell’episodio:
https://youtu.be/5n86cG5rEWY?si=yzhaVGd7nuK88SGp
Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma, che nell’ultimo episodio del podcast “Oltre il peso. Voci che raccontano corpi, vite e percorsi di salute” – realizzato da Medikea per la Federazione Italiana Associazioni Obesità (FIAO), con il contributo non condizionato di Eli Lilly, abbiamo cercato di raccontare dando voce proprio a chi, questo cambiamento, lo ha vissuto in prima persona. Al centro della puntata – intitolata “La nuova strada verso il benessere. Storie di cambiamento e innovazione” – la storia di Maria Di Carlo, una paziente con obesità che, dopo aver provato tantissime diete nel corso degli anni (senza ottenere risultati), ha deciso di iniziare un trattamento farmacologico, che le ha finalmente permesso di perdere peso. «Negli anni ho provato moltissimi metodi per dimagrire: dalla dieta a zone, a quella dissociata, alla chetogenica. Perdevo, poi ne riprendevo: non riuscivo più a scendere, il mio corpo si era come fermato – dice –. Poi, grazie alla terapia farmacologica, ho finalmente trovato la strada. Sono tornata a sentirmi bene, supportata, sicura. Ho riconquistato la capacità di fare cose che non potevo fare più, recuperato autostima e vita sociale, senza tutto quel timore che avevo prima. Oggi mi guardo allo specchio e mi vedo bene, con occhi diversi, perché sono contenta di come sono».
Ascolta l’episodio qui:
link Spotify Oltre Il Peso: https://open.spotify.com/show/2Tgrzh0PEbcPtMKOTqetNd
link episodio 12 Spotify Oltre Il Peso: https://open.spotify.com/episode/5ZjwoqgyTSQKygBed28J6H
link sito Oltre il Peso: https://www.oltreilpeso.it/
link episodio 12 sito Oltre il Peso: https://www.oltreilpeso.it/index.php/il-podcast/episode-12
La dottoressa Asteria, Responsabile del Centro di Nutrizione Endocrino Metabolica (NutrEndo_Me) dell’IRCCS all’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio, ricercatrice e Responsabile scientifico INCO (Istituto Nazionale per la Cura dell’Obesità) all’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio, racconta i punti di forza delle nuove terapie farmacologiche. «Stiamo attraversando un’epoca veramente rivoluzionaria per quanto riguarda la terapia farmacologica per l’obesità. In realtà, molecole ne avevamo a disposizione anche prima, ma con una basso impatto sul calo ponderale (5-10%). Con le nuove, invece, siamo arrivati fino a un 16-22%, livello altissimo d’efficacia – spiega –.Questi farmaci, semaglutide e tirzepatide, sono delle incretine, che aiutano a controllare i livelli glicemici e a migliorare l’azione dell’insulina. Recentemente, prima negli Stati Uniti e ora anche in Italia, sono stati commercializzati, il che è un grande passo in avanti. Hanno un’efficacia incredibile perché inducono il calo ponderale, contribuiscono nel metabolismo dei grassi e, soprattutto, aiutano i pazienti a stare a dieta. Perché, ricordiamocelo, il farmaco da solo non basta».
Per fidarsi e affidarsi ci vuol coraggio, fiducia e determinazione e Maria, tutto questo, ce lo ha avuto. Superata la paura e lo scetticismo iniziale, la donna ha finalmente intrapreso una nuova strada verso il benessere, tornando a stare bene. Ed è proprio grazie a tutto questo che oggi riesce a specchiarsi e pensare “Beh per avere sessant’anni non sono poi così male!”.
di Lavinia Sdoga



