Pirandello credeva che l’atteggiamento umoristico fosse il «modo più giusto per prendere parte al tortuoso conflitto che è la vita». Una vita che, spesso, è anche disagio, sofferenza, senso di inadeguatezza: la ricerca costante di un equilibrio tra il dentro e il fuori, l’interno e l’esterno. Ed è proprio questa l’essenza dell’obesità, un disagio interiore che emerge con forza nell’apparenza del corpo.
L’undicesimo episodio del podcast “Oltre il peso. Voci che raccontano corpi, vite e percorsi di salute” – realizzato da Medikea per la Federazione Italiana Associazioni Obesità (FIAO), con il contributo non condizionato di Eli Lilly – racconta la storia di Eligio Linoci, Vicepresidente FIAO (Federazione Italiana Associazioni Obesi) e Presidente di La Mattina dopo Odv, nonché ex paziente con obesità. «Ho sempre utilizzato lo strumento della risata, sin da quando ero piccolo, perché penso che le battute, se dette a fin di bene, facciano anche del bene alla propria persona – spiega –. La serietà sulla malattia deve ovviamente rimanere ma, allo stesso tempo, dobbiamo trattarLA (e trattarCI) con ironia».
Questa nuova puntata – dal titolo “Ridere (di) sé stessi – La leggerezza che cura.” Quando l’autoironia diventa un modo per stare meglio, non per nascondersi – racconta ciò che Eligio sa bene: prima di alleggerire il corpo serve alleggerire l’anima, ed è l’ironia la chiave per riuscirci.
Guarda qui i video dell’episodio:
https://www.youtube.com/watch?v=s0blNRJWCRg&list=PLykcD0_aSfmdOlh9moC_r-gioA3hM0fEy&index=2
https://www.youtube.com/watch?v=v1bWcIj9ZVM&list=PLykcD0_aSfmdOlh9moC_r-gioA3hM0fEy
Accanto a Eligio, ospiti in studio anche Antonio Ricatti, attore comico di Stand-up Comedy, e Leonardo Mendolicchio, Responsabile U.O.C. Riabilitazione DCA Auxologico – Piancavallo e Direttore scientifico della rete Food For Mind. L’esperto parla del limite sottile che separa l’accettazione dalla rassegnazione, il delicato (ma profondo) equilibrio tra accettarsi e curarsi. «È bello ironizzare, perché ci aiuta a sgretolare quel velo di ipocrisia che ci spinge a considerare l’essere grassi come un qualcosa di “accettabile”. In effetti, il fatto stesso che sia “accettabile” ci fa capire che c’è qualcuno che non lo condivide. E questo è discriminante – spiega –. Dobbiamo far sì che le persone con questo tipo di condizione se la vivano in modo sereno, non come un aspetto da marginalizzare solo perché esteticamente diversi dagli altri. Occorre sottolineare l’importanza del fatto che dietro i corpi e le apparenze ci sono anime, pensieri, storie, emozioni. Dev’essere quello il punto che va ascoltato: passare dallo sguardo all’orecchio, dalla visione alla comprensione».
Ascolta l’episodio qui:
link Spotify Oltre Il Peso: https://open.spotify.com/show/2Tgrzh0PEbcPtMKOTqetNd
link episodio 11 sito Oltre il Peso: https://www.oltreilpeso.it/index.php/component/content/category/podcast/ep11?Itemid=101
Antonio Ricatti, che il comico lo fa per professione, ascolta sorridendo le parole degli ospiti. È certamente d’accordo con loro: ridere non significa negare la sofferenza, ma accettare elegantemente la sua esistenza. «Io anche sono una persona in sovrappeso e, proprio per questo, ho voluto scrivere un pezzo sulla body positivity, partendo proprio da me stesso, con autoironia – racconta –. Ho detto al pubblico quali sono i tre grandi vantaggi dell’essere grassi: sedersi in macchina sempre nel posto davanti, non rischiare di essere rapiti (perché sarebbe troppo complicato), sopravvivere più a lungo se si cade in acque gelide. È questo un esempio reale, chiaro ed efficace sul come poter ridere di sé».
Non si tratta, infatti, di banalizzare o sminuire la serietà della propria condizione, ma di guardarla con occhi nuovi, diversi, più dolci e gentili. Perché se è vero che l’ironia non può curare, può comunque aiutare a vivere meglio, a non nascondersi, ad amarsi con leggerezza e semplicità.
di Lavinia Sdoga



