La salute non è solo assenza di malattia, ma equilibrio dinamico tra corpo, mente e ambiente. È attorno a questa visione che si è articolata la quinta edizione del Convegno Nazionale AIL – svoltosi nel Centro Congressi Roma Eventi, Fontana di Trevi – dall’Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma (AIL).
Il titolo di questa nuova edizione 2025 – “Curare è prendersi cura. Alimentazione, Benessere e Stili di Vita: l’impegno di AIL” – racchiude l’essenza di un messaggio scientifico e sociale di grande attualità: la cura non può essere ridotta a una dimensione clinica, ma deve estendersi alla qualità della vita, all’ambiente e alla giustizia sociale.
Un approccio integrato alla salute
Il Convegno è stato occasione di incontro e dialogo tra esperti di ematologia, nutrizione, psicologia, sociologia ambientale e sostenibilità. Un vero e proprio confronto multidisciplinare per esplorare le interazioni tra stili di vita, alimentazione e salute nelle patologie onco-ematologiche. «Curare significa, prima di tutto, prendersi cura delle persone nella loro interezza: la salute è il risultato di un equilibrio tra corpo, mente e ambiente – ha detto Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL –. Solo integrando ricerca scientifica, sostenibilità e responsabilità sociale possiamo costruire un modello di cura centrato davvero sulla persona».
Il peso delle scelte quotidiane: alimentazione e prevenzione
I dati epidemiologici parlano chiaro. Secondo GLOBOCAN 2022 (progetto IARC che fornisce stime sull’incidenza e la mortalità dei tumori a livello globale), la leucemia è tra i dieci tumori più diagnosticati al mondo, con oltre 10mila nuove diagnosi in Italia solo nel 2022.
Circa il 40% dei casi sarebbe, però, potenzialmente prevenibile grazie all’intervento su fattori di rischio modificabili (alimentazione, sedentarietà, fumo, alcol). Tuttavia, purtroppo, la povertà alimentare rappresenta ancora un ostacolo forte – oltre sei milioni di italiani non possono permettersi un pasto proteico ogni due giorni –, una condizione che amplifica le disuguaglianze di salute e mette in discussione il diritto universale alla nutrizione adeguata. Le ricerche scientifiche dimostrano che una dieta equilibrata, basata su alimenti vegetali e povera di sostanze processate, modula l’infiammazione sistemica e sostiene il sistema immunitario. «Il cancro può essere definito una “malattia del metabolismo” – ha affermato Antonio Moschetta, professore all’Università “Aldo Moro” di Bari –. I cibi processati hanno un ruolo chiave nella proliferazione cellulare tumorale, mentre, al contrario, gli alimenti a base vegetale possono prevenire i tumori ematologici».
Il legame tra ambiente, città e salute
«La crisi sanitaria e quella ambientale sono due facce della stessa medaglia – ha spiegato Aurelio Angelini, sociologo –. L’esposizione a polveri sottili, pesticidi e sostanze tossiche nei materiali plastici influisce direttamente sul rischio oncologico. Le politiche europee, pur fissando obiettivi ambiziosi, come la riduzione del 50% dei pesticidi entro il 2030, procedono ancora troppo lentamente per rispondere alle urgenze ambientali e sanitarie. È necessario cambiare rotta».
Al centro del dibattito, nel Congresso, anche neuroscienze, agroecologia e giustizia alimentare.
Vincenzo Russo ed Eleonora Brivio, dell’Università IULM, hanno illustrato come le tecniche di nudging (“spinta gentile”) possano orientare le scelte alimentari verso comportamenti più salutari; mentre Paolo Guarnaccia, dell’Università di Catania, ha presentato modelli di agricoltura rigenerativa e locale, in grado di generare co-benefici per salute e ecosistemi. Infine, Andrea Pezzana, ASL Città di Torino, ha proposto l’approccio “One Health”, che integra salute umana, animale e ambientale in una visione sistemica della filiera alimentare.
Il Manifesto AIL
Durante il Convegno, AIL ha presentato il “Manifesto per la tutela del diritto universale alla salute e per la costruzione di un sistema sanitario equo, efficiente e centrato sulla persona”, un documento programmatico che richiama istituzioni, comunità scientifica e cittadini a un impegno collettivo e continuativo. Il Manifesto riafferma che la tutela della salute debba basarsi su evidenze scientifiche, equità di accesso e sostenibilità ambientale, ponendo la persona e il suo contesto di vita al centro delle politiche sanitarie.
L’impegno di AIL nel territorio
Il Convegno ha dato voce, altresì, alle sezioni provinciali AIL, che ogni giorno promuovono esperienze per trasformare i principi di cura in azioni concrete: servizi di nutrizione clinica, supporto psicologico, educazione alla donazione e accompagnamento nei percorsi terapeutici.
Progetti come “Stai Bene 3.0 Plus”, “Trotula” (contro la malnutrizione) e “AILY” (app per i pazienti ematologici) dimostrano come innovazione e volontariato possano coesistere in un modello di sanità partecipata e solidale.



