Influenza. Quasi 4 milioni di casi nella scorsa stagione, i bambini i più colpiti

Lavinia Sdoga

Nella stagione 2024-2025, il virus influenzale ha messo a dura prova il nostro Paese, con quasi 4 milioni di persone contagiate.
L’influenza non ha risparmiato nessuno, ma i più colpiti sono stati – come sempre – i bambini, rappresentando un motore di diffusione per l’intera società (scuole e famiglie).
Durante un media tutorial online dedicato al tema, pediatri e igienisti hanno lanciato un messaggio chiaro: la vaccinazione antinfluenzale è lo strumento più efficace per proteggere i piccoli e contenere la circolazione del virus. Tra le opzioni disponibili, il vaccino spray nasale (LAIV, vaccino vivo attenuato), che – oltre a evitare l’uso dell’ago – può ridurre le ospedalizzazioni fino al 61%.

I numeri
Nella quarta settimana del 2025, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali (ILI), in Italia, ha toccato i 17,3 casi ogni 1000 persone, raggiungendo una soglia di alta intensità. Le analisi del sistema di sorveglianza Respivirnet mostrano un impatto dell’influenza tornato ai livelli pre-pandemici, soprattutto nella popolazione pediatrica. Un situazione allarmante, che, purtroppo, non sembra poter migliorare neppure nella prossima stagione invernale. «Dati provenienti dall’Australia prevedono un inverno in cui il virus influenzale potrebbe diffondersi in modo più ampio, con quadri clinici ancora più severi delle stagioni passate», ha spiegato Silvio Tafuri, professore ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università di Bari Aldo Moro .

Prevenzione: igiene e vaccino spray nasale
I gesti quotidiani restano fondamentali per limitare la diffusione dei virus respiratori: lavarsi le mani, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, restare a casa quando si ha la febbre. Tra tutte le misure di prevenzione, però, la vaccinazione rimane quella più efficace.
Il vaccino spray nasale agisce stimolando una risposta immunitaria simile a quella naturale, attivando anticorpi e cellule di difesa. È indicato per i bambini dai 2 ai 18 anni ed è rimborsato a livello nazionale dai 2 ai 6 anni. Gli studi ne attestano un’efficacia reale del 62% contro tutti i ceppi virali, con una protezione che può durare fino a un anno. Uno dei suoi principali vantaggi è la somministrazione indolore, che lo rende più accettabile da bambini e genitori. «Le ricerche mostrano che la somministrazione nasale è preferita dal 69% dei bambini e da circa l’80% dei genitori – ha detto Tafuri –. Ed è anche più facile da gestire durante le campagne vaccinali nelle scuole».

Vaccinare i più piccoli: un beneficio per tutti
«Circa il 42% delle ospedalizzazioni per influenza nel mondo riguarda bambini e adolescenti, spesso sani e non vaccinati – ha sottolineato Rocco Russo, pediatra dell’ASL di Benevento e coordinatore del Tavolo Tecnico Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (SIP) –. I bambini non solo si ammalano più spesso, ma sono anche i principali trasmettitori del virus in famiglia, tant’è che l’80% dei contagi domestici parte proprio da loro». Tra le complicanze più frequenti, polmoniti, otiti e infezioni gastrointestinali. Inoltre, nel 20% dei casi più gravi può essere necessario il ricovero in terapia intensiva.
Secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la vaccinazione riduce le visite ambulatoriali dal 59% al 67%, le ospedalizzazioni dal 52% al 61% e l’uso di antibiotici del 64%. La vaccinazione della fascia 5-17 anni con il vaccino spray riduce del 7,3% i casi sintomatici di influenza nella popolazione generale, con effetti positivi anche tra gli over 65. «Vaccinare i più piccoli significa rafforzare la protezione dell’intera comunità – ha affermato Russo –. Il pediatra di famiglia è il primo punto di riferimento per informare e rassicurare i genitori, ma è fondamentale che anche i centri vaccinali territoriali garantiscano un’offerta capillare e accessibile».

 

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