Asma eosinofilico grave. Una terapia innovativa consente la remissione clinica

Lavinia Sdoga

L’asma grave eosinofilico è una seria forma di malattia respiratoria, caratterizzata da un’elevata presenza di eosinofili (tipo di globuli bianchi)  nelle vie aeree e(o) nel sangue.
I risultati dello studio osservazionale ANANKE – presentati in occasione del Congresso della European Respiratory Society (ERS) 2025 – hanno rivelato che Benralizumab, un anticorpo monoclonale indicato per il trattamento dei pazienti adulti con asma grave eosinofilico, è efficace per la remissione clinica della malattia.

I risultati dello studio
Le evidenze emerse da una post hoc analysis dello studio hanno confermato che Benralizumab – recentemente approvato anche da EMA per EGPA (Granulomatosi Eosinofila con Poliangite) – è efficace nella remissione clinica della malattia, già a tre mesi dall’assunzione (nell’87,2% dei casi) e a dodici (nel 95% dei casi), con una conferma dei risultati anche a 24 mesi (nel 96,1% dei casi).
«Benralizumab rappresenta oggi una terapia biologica innovativa per le malattie che sottendono una infiammazione eosinofilica, tra cui l’asma grave eosinofilico, efficace nella riduzione delle riacutizzazioni, nel miglioramento del controllo dei sintomi e nella riduzione dell’uso cronico di corticosteroidi orali – ha spiegato Raffaela Fede, Direttore Medico AstraZeneca Italia –. Attualmente la molecola è al centro di un ampio programma di sviluppo clinico che punta ad estenderne l’impiego a diverse patologie eosinofilo correlate, tra cui la recente approvazione EMA in EGPA».

Lo studio ANANKE
ANANKE – che ha coinvolto oltre 200 pazienti – è un’indagine multicentrica, osservazionale, retrospettiva e nazionale, condotta in 21 centri clinici in Italia. Lo studio, dopo aver valutato le caratteristiche dei pazienti trattati con Benralizumab, ha poi descritto gli effetti del farmaco in termini di frequenza delle riacutizzazioni, funzione polmonare, controllo dei sintomi dell’asma e ridotta assunzione di corticosteroidi orali (OCS).
«I risultati dello studio ANANKE rappresentano un’importante conferma del ruolo che Benralizumab può avere nella gestione della pratica clinica – ha affermato ancora Fede –. I dati presentati al Congresso ERS confermano ulteriormente come il trattamento con questo farmaco favorisca una remissione clinica rapida e duratura della malattia, migliorando in modo sostanziale la qualità di vita dei pazienti».

Un cambio di prospettiva
Tradizionalmente, l’asma grave veniva gestita cercando di ridurre i sintomi e limitare le riacutizzazioni. Oggi, grazie ai farmaci biologici, l’asticella si alza. «Non ci limitiamo più al controllo, ma puntiamo alla remissione clinica – spiega Giorgio Walter Canonica, Professore & Senior Consultant Centro di Medicina Personalizzata Asma e Allergie Humanitas University & Istituto Clinico e di Ricerca IRCCS di Milano –. Ciò significa assenza di sintomi, nessun ricorso a corticosteroidi sistemici, funzione polmonare stabile e assenza di riacutizzazioni». Il valore di questo approccio – definito treat to target (trattare per raggiungere l’obiettivo) – sta nella possibilità di migliorare in modo sostanziale la qualità di vita, evitando i rischi legati a terapie croniche con cortisone, spesso responsabili di effetti collaterali importanti.

 

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