Tirzepatide protegge cuore e reni nei pazienti con diabete di tipo 2: nuovo studio su oltre 13.000 persone

Irma D’Aria, giornalista scientifica

Una buona notizia per chi convive con il diabete di tipo 2 e ha un rischio cardiovascolare elevato. Un nuovo studio clinico, il più grande mai condotto su tirzepatide, ha dimostrato che questo farmaco non solo controlla la glicemia e riduce il peso corporeo, ma offre anche una concreta protezione per il cuore.

Il farmaco, sviluppato da Eli Lilly, è un agonista duale dei recettori GIP e GLP-1. Significa che agisce contemporaneamente su due ormoni naturali coinvolti nel controllo del metabolismo. Lo studio SURPASS-CVOT, condotto su oltre 13.000 pazienti con diabete e malattia cardiovascolare, ha messo a confronto tirzepatide con dulaglutide, un farmaco già noto per i suoi benefici cardiovascolari.

Meno infarti, meno ictus, meno decessi: i risultati principali

Lo studio ha raggiunto il suo obiettivo principale: dimostrare che tirzepatide è almeno efficace quanto dulaglutide nel prevenire gli eventi cardiovascolari gravi – come infarto, ictus e morte cardiaca. In realtà, tirzepatide ha fatto anche meglio, riducendo questi eventi dell’8%.

«Come classe medica siamo lieti di accogliere i risultati positivi di SURPASS-CVOT – spiega Francesco Giorgino, professore di Endocrinologia all’Università di Bari –. Il diabete è una patologia cronica e complessa. Disporre di una terapia efficace su glicemia, peso e anche sul rischio cardiovascolare, come tirzepatide ha dimostrato in questo studio, ci aiuta a gestire meglio i pazienti».

Vantaggi aggiuntivi: riduzione del peso, miglioramento della funzione renale

Tirzepatide ha anche mostrato benefici secondari importanti. Ha ridotto la mortalità per tutte le cause del 16% rispetto a dulaglutide. Nei pazienti con malattia renale cronica, ha rallentato il peggioramento della funzione renale. Inoltre, i partecipanti trattati con tirzepatide hanno perso in media oltre 11 kg di peso in tre anni, contro i 4,6 kg di chi assumeva dulaglutide.

«L’obiettivo principale dello studio era confrontare tirzepatide con una terapia già efficace come dulaglutide – spiega Stefano Del Prato, ricercatore alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa –. Dimostrare una protezione cardiovascolare almeno equivalente, e anzi migliore, è un risultato di grande rilievo. È la prima volta che una terapia per il diabete mostra benefici superiori in uno studio diretto contro un farmaco di riferimento».

Dati solidi, profilo di sicurezza confermato

I benefici sono stati riscontrati in tutte le componenti dell’endpoint cardiovascolare (infarto, ictus e morte cardiaca), e anche in confronto con placebo ipotetico, con una riduzione del 28% degli eventi e del 39% della mortalità totale. Anche sul fronte della sicurezza, i risultati sono rassicuranti: gli effetti indesiderati più comuni sono stati gastrointestinali, nella maggior parte dei casi lievi e transitori.

«Tirzepatide è una nuova opzione terapeutica solida»

«Annunciamo con soddisfazione i risultati positivi dello studio SURPASS-CVOT» commenta Elias Khalil, Presidente di Lilly Italia. «Tirzepatide conserva i benefici tipici degli agonisti del GLP-1, ma offre anche vantaggi clinici superiori: più protezione cardiovascolare, miglioramento della funzione renale, controllo glicemico e perdita di peso. È una terapia solida e innovativa per le persone con condizioni cardiometaboliche».

Dove e quando saranno presentati i risultati

I risultati completi dello studio verranno presentati al Congresso dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) 2025 a settembre, e pubblicati su una rivista scientifica. Lilly ha annunciato che presenterà i dati alle autorità regolatorie internazionali entro fine anno.

Come funziona tirzepatide e chi può usarlo

Tirzepatide agisce attivando i recettori di due ormoni incretinici, GIP e GLP-1, coinvolti nella regolazione dell’appetito e della glicemia. È disponibile in Italia per il trattamento del diabete di tipo 2 in adulti non adeguatamente controllati, sia in monoterapia sia in combinazione con altri farmaci. È autorizzato anche per la gestione del peso in pazienti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità, come ipertensione o prediabete.

Cosa c’era già: dulaglutide e lo studio REWIND

Dulaglutide, il farmaco di confronto, è un agonista del GLP-1 che aveva già dimostrato benefici cardiovascolari nello studio REWIND pubblicato nel 2019. Lo studio includeva quasi 10.000 pazienti con e senza malattia cardiovascolare conclamata, e aveva evidenziato una riduzione degli eventi gravi.

Un nuovo standard di riferimento nella cura del diabete?

SURPASS-CVOT rappresenta un punto di svolta: non solo conferma la sicurezza cardiovascolare di tirzepatide, ma suggerisce un possibile superamento delle attuali terapie di riferimento. Un’opzione terapeutica che potrebbe cambiare il modo in cui affrontiamo la gestione integrata del diabete e delle sue complicanze.

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Si occupa da anni di salute, medicina, prevenzione e innovazione scientifica, con particolare attenzione alla qualità dell’informazione medico-scientifica e alla divulgazione. Firma gli articoli di Salute per Repubblica e ha maturato esperienze anche in Rai con cui continua a collaborare.