Schizofrenia, ora anche gli adolescenti over 13 possono curarsi

Francesco Ciavorella

Il brexpiprazolo – approvato dall’Ue, nel 2018, per il trattamento della schizofrenia negli adulti – potrà essere usato anche negli adolescenti di età pari o superiore ai 13 anni.
La decisione, presa dalla Commissione europea e annunciata dalle case farmaceutiche Otsuka IT e H. Lundbeck A/S, è arrivata al termine di uno studio condotto su 316 pazienti, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza del farmaco.
«Se insorta in fase adolescenziale, la schizofrenia può determinare sintomi più gravi e acuti rispetto a quella diagnosticata in pazienti già adulti – dice Andy Hodge, CEO di Otsuka Pharmaceutical Europe –. La decisione della Commissione europea di estendere il brexpiprazolo anche a persone più giovani è giusta, perché offre loro un’ulteriore chance terapeutica molto importante».
Lo studio – randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo – è durato sei settimane e ha evidenziato gli effetti benefici del farmaco e il suo alto profilo di sicurezza. Secondo quanto misurato dalla Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS), nei pazienti curati con brexpiprazolo – rispetto a coloro trattati con placebo – la gravità dei sintomi era notevolmente inferiore e il farmaco generalmente ben tollerato.
«Questa decisione segna un punto di svolta importante nella cura della schizofrenia – afferma Johan Luthman, EVP e Head of Research & Development di Lundbeck – e testimonia il costante impegno che ha l’Europa nel ridurre il carico della malattia per i giovani pazienti e per i loro caregiver».

Cos’è il brexpiprazolo
Antipsicotico atipico orale da assumere una volta al giorno, il brexpiprazolo – che agisce modulando i sistemi della serotonina e della dopamina – combina un’attività agonista parziale a livello dei recettori serotoninergici 5-HT1A e dopaminergici D2, con un’attività antagonista a livello dei recettori serotoninergici 5-HT2A.
Il farmaco – lanciato da Otsuka, co-sviluppato e co-commercializzato tra Otsuka e Lundbeck – è in grado di legarsi anche ai recettori noradrenergici α1B/2C, con affinità nello stesso intervallo sub-nanomolare di Ki.

La schizofrenia
La schizofrenia, malattia mentale cronica, invalidante e progressiva, è una delle quindici cause di disabilità più diffuse al Mondo. I suoi sintomi – deliri, allucinazioni e disturbi cognitivi – possono manifestarsi a intervalli variabili (alternati a periodi di relativa stabilità) e colpiscono, a livello globale, circa 24 milioni di persone (un individuo su 300).
L’esordio avviene solitamente nella tarda adolescenza, intorno ai vent’anni, e l’insorgenza è più precoce negli uomini rispetto alle donne. Questa patologia, che spesso può portare a compromissioni della vita sociale e lavorativa, è particolarmente aggressiva nei pazienti giovani, in cui gli effetti collaterali compaiono con maggiore intensità.

Di Lavinia Sdoga

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