Cos’è l’emorragia intracranica? Il caso di Lula e l’intervento salvavita

Irma D’Aria, giornalista scientifica

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è stato operato per un'”emorragia intracranica” dopo la caduta in casa del 19 ottobre scorso. Lo riferiscono i media brasiliani. Il medico di Lula, Roberto Kalil, aveva dichiarato in un’intervista al canale televisivo GloboNews che la caduta del presidente ha provocato un trauma “grande” alla parte posteriore della testa, che ha richiesto punti di sutura e ha provocato una “piccola emorragia cerebrale” nella regione temporo-frontale.

Che cos’è l’emorragia intracranica

L’emorragia intracranica è una grave condizione caratterizzata dalla fuoriuscita di sangue all’interno del cranio, che può verificarsi in diverse aree del cervello (intraparenchimale, subaracnoidea, subdurale o epidurale). Può essere causata da traumi, rottura di aneurismi, ipertensione arteriosa, malformazioni vascolari o coagulopatie.

Sintomi principali

Come accorgersi che è in atto un’emorragia intracranica? I sintomi sono vari: mal di testa improvviso e intenso; nausea e vomito; perdita di coscienza o stato confusionale; difficoltà motorie o sensoriali; paralisi o debolezza su un lato del corpo (emiparesi) ma anche convulsioni.

Come si esegue la diagnosi

La diagnosi viene effettuata principalmente tramite una TAC cerebrale (Tomografia Computerizzata) per individuare la presenza di emorragia e localizzarla, e una RM cerebrale (Risonanza Magnetica) utile per una valutazione più dettagliata delle lesioni.

Cos’è la craniotomia?

La craniotomia è un intervento chirurgico invasivo che prevede l’apertura di una parte del cranio per accedere al cervello e trattare una condizione critica, come un’emorragia intracranica con formazione di ematoma. L’obiettivo è rimuovere o drenare il sangue accumulato, alleviare la pressione intracranica e prevenire ulteriori danni al tessuto cerebrale. La durata dell’intervento varia da 2 a 4 ore, a seconda della localizzazione dell’ematoma e della complessità del caso.

Quali rischi comporta la craniotomia?

Possono esserci alcuni rischi immediati come il sanguinamento residuo durante o dopo l’intervento. Ma possono verificarsi anche infezioni come meningite o osteomielite (infezione dell’osso cranico); edema cerebrale (gonfiore del cervello post-operatorio) e convulsioni. In alcuni casi possono esserci complicanze neurologiche. Infatti, possono insorgere deficit motori o cognitivi se il tessuto cerebrale vicino alla lesione viene danneggiato; oppure afaisa, cioè difficoltà a parlare o comprendere il linguaggio, se l’emorragia interessa le aree del linguaggio. Altri rischi generali includono la trombosi venosa profonda (TVP) (rischio aumentato a causa dell’immobilità post-operatoria) oppure reazioni all’anestesia: Problemi cardiaci o respiratori durante l’intervento.

Prognosi
La craniotomia è spesso salvavita, ma la prognosi dipende dall’entità del danno cerebrale, dalla rapidità dell’intervento e dalle condizioni di salute preesistenti del paziente.

Riabilitazione post-operatoria

Dopo l’intervento è necessario che il paziente segua un programma di fisioterapia e logopedia per recuperare le abilità motorie o cognitive. Può essere necessario anche una terapia farmacologica per il controllo delle crisi epilettiche e la prevenzione di infezioni. Inoltre, è necessario un monitoraggio neurologico con visite regolari per valutare il recupero e prevenire recidive.

 

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Si occupa da anni di salute, medicina, prevenzione e innovazione scientifica, con particolare attenzione alla qualità dell’informazione medico-scientifica e alla divulgazione. Firma gli articoli di Salute per Repubblica e ha maturato esperienze anche in Rai con cui continua a collaborare.