Il diritto alla Salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, è parte della storia italiana recente ed è ormai considerato un elemento identitario del nostro Paese e dei suoi cittadini che negli ultimi 50 anni circa, a partire dal 1978, con l’istituzione del Sistema Sanitario Nazionale con la legge n. 833, hanno vissuto nella certezza di un sistema assistenziale basato su principi di uguaglianza ed equità. Negli ultimi anni, però, questa certezza ha iniziato a vacillare e sono emerse sempre più criticità strutturali, recentemente esacerbate dalla pandemia e dalle sue conseguenze.
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Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), tramite la Missione 6, ha portato a una iniezione di investimenti e innovazione che hanno offerto al Paese gli strumenti per superare molte di queste difficoltà. A due anni dal termine del PNRR, che si concluderà nel 2026, si rende dunque necessaria una discussione sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale dopo la chiusura delle erogazioni di fondi europei.
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“Siamo conosciuti nel mondo perché garantiamo i diritti universali e una presa in carico di qualità affinché la cura non richieda una carta di credito capiente, ma garantisca a tutti servizi qualificati. Si deve aprire una stagione costituente di riforme necessarie per mettere in sicurezza uno dei pilastri fondamentali che è il diritto alla salute – ha commentato il co-presidente dell’Intergruppo parlamentare per l’Innovazione sostenibile in sanità, Daniele Manca (Pd) -. Il Pnrr ha rappresentato una grande stagione di discussione. In uscita dalla pandemia si era riusciti a rimettere al centro il dibattito sulla sanità e sulla necessità delle riforme per una migliore presa in carico, per rilanciare la medicina territoriale, per rilanciare la prevenzione – ha aggiunto -. I governi sono chiamati ad affrontare le sfide del futuro e a garantire alle nuove generazioni una prospettiva”. “Il tema della sanità è centrale. Nel Pnrr ci sono risorse importanti, quasi 14 miliardi di euro, e molte sono rivolte alla sanità territoriale. L’esperienza del Covid ha fatto capire a tutte le amministrazioni quanto sia importante l’assistenza sanitaria e soprattutto la sanità di carattere territoriale”, ha sottolineato Massimo Bitonci (Lega), sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il PNRR ha rappresentato un’opportunità formidabile di cambiamento, ma l’Italia sta cogliendo fino in fondo l’occasione e come si sta preparando per il futuro? Di questi temi hanno parlato gli ospiti dell’edizione di quest’anno di “Principi Attivi”, ciclo di eventi promossi da Boehringer Ingelheim Italia per affrontare alcune tra le priorità più impellenti di Salute Pubblica, a partire dai fondamenti legislativi fino all’impatto sui pazienti, le famiglie e la società. L’appuntamento, intitolato “La Salute degli italiani tra tradizione, ripresa e resilienza”, ha coinvolto il Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Massimo Bitonci, il Presidente di Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, il Segretario Nazionale FISM, Federazione Società Medico-Scientifiche Italiane, Francesco Macrì, Il Co-presidente dell’Intergruppo parlamentare per l’innovazione sostenibile in sanità, Daniele Manca, il Presidente della FOFI, Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli.
articolo di Celeste Ottaviani



