In occasione dei 150 anni di Lilly, Firenze ospita “Guardare lontano”, una settimana di incontri e iniziative aperte alla città. Un percorso tra le grandi tappe che hanno trasformato la medicina e le sfide dei prossimi anni, dall’intelligenza artificiale applicata alla ricerca all’uso dei dati real world, fino alla prevenzione e all’accesso alle nuove cure.
- Dalle grandi scoperte alle sfide della medicina di domani
- Dalla penicillina all’insulina: le tappe che hanno cambiato la medicina
- AI e dati real world: nuove possibilità per la ricerca
- Il nodo dell’accesso alle cure innovative
- Il Forte di Belvedere diventa uno spazio per parlare di scienza
- Dalla ricerca al territorio
- Guardare lontano significa anche interrogarsi sul presente
Dalle grandi scoperte alle sfide della medicina di domani
La storia della medicina è fatta di scoperte che, nel tempo, hanno modificato profondamente il modo di prevenire e trattare le malattie. Ma guardare alla ricerca significa anche interrogarsi su quali saranno i prossimi passaggi: come utilizzare le nuove tecnologie per accelerare lo sviluppo di terapie? Come sfruttare i dati raccolti nella pratica clinica? E come intervenire sempre più precocemente sulle malattie, facendo arrivare le innovazioni ai pazienti?
Sono alcune delle domande al centro di “Guardare lontano”, l’iniziativa organizzata da Lilly in occasione dei suoi 150 anni, che dal 22 al 27 settembre apre alla città il Forte di Belvedere di Firenze con incontri, divulgazione scientifica, spettacoli e arte digitale. Il percorso mette in relazione alcune delle tappe che hanno segnato la storia della medicina con le trasformazioni che potrebbero caratterizzare il prossimo decennio.
Dalla penicillina all’insulina: le tappe che hanno cambiato la medicina
Il racconto parte dal passato. Tra le innovazioni ricordate ci sono lo sviluppo su larga scala della penicillina-G negli anni Quaranta, il primo vaccino antipoliomielite di Salk nel 1955 e, nel 1982, le prime insuline ottenute attraverso la tecnologia del DNA ricombinante. Scoperte diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità della ricerca scientifica di trasformare conoscenze e risultati sperimentali in nuove possibilità di prevenzione e cura.
Da queste tappe prende forma un percorso articolato in tre tempi — passato, presente e futuro — che porta il discorso sulle questioni ancora aperte della medicina contemporanea.
Tra queste c’è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca, insieme alla possibilità di sfruttare i dati real world, cioè le informazioni generate nella pratica assistenziale e nella vita reale dei pazienti, per contribuire a rendere la medicina sempre più preventiva e predittiva.
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AI e dati real world: nuove possibilità per la ricerca
L’intelligenza artificiale sta entrando progressivamente anche nel mondo della ricerca biomedica, dove può essere utilizzata per analizzare grandi quantità di informazioni e supportare processi che vanno dalla ricerca alla gestione della salute.
Accanto all’AI, il comunicato pone l’attenzione sui dati real world, indicando nella loro integrazione con la ricerca una delle direttrici su cui lavorare per accelerare l’innovazione. L’obiettivo indicato è quello di comprendere meglio le malattie, intervenire in anticipo e trasformare più rapidamente i progressi scientifici in soluzioni concrete.
È un passaggio che porta la ricerca fuori dal solo perimetro dello studio sperimentale: le informazioni raccolte nella pratica clinica possono infatti contribuire a costruire una fotografia più ampia di come una malattia viene affrontata nel mondo reale. Nel comunicato, questo tema viene inserito all’interno di una prospettiva più generale di medicina preventiva e predittiva.
Il nodo dell’accesso alle cure innovative
Innovare, però, non significa soltanto sviluppare nuove tecnologie o nuove terapie. Una delle questioni richiamate nell’iniziativa riguarda infatti la possibilità di rendere le innovazioni accessibili ai pazienti.
Nel comunicato Lilly indica proprio nella velocità di accesso ai farmaci innovativi una delle criticità del sistema italiano, collegandola ai tempi delle procedure di negoziazione e al meccanismo del payback. Si tratta di una posizione espressa dall’azienda, che sottolinea la necessità di mantenere un dialogo con le istituzioni sul tema.
Il tema dell’accesso è quindi parte integrante del percorso che porta dalla ricerca alla cura: una scoperta scientifica può diventare realmente innovativa per la salute delle persone solo quando riesce a tradursi in una possibilità concreta di trattamento.
Il Forte di Belvedere diventa uno spazio per parlare di scienza
Per sei giorni il Forte di Belvedere diventa così il luogo in cui passato e futuro della medicina vengono raccontati attraverso linguaggi diversi. Accanto agli incontri, la facciata della fortezza ospita un progetto di arte digitale e videomapping, realizzato con i fondatori di Bright Festival, dedicato alla storia della ricerca e agli scenari della medicina futura.
Il programma alterna divulgazione, spettacolo e riflessione. Tra gli appuntamenti figurano l’incontro con Massimo Polidoro sul pensiero scientifico, il concerto di Etna Calling, La rivoluzione gentile di Ugo Cappellacci, la stand-up comedy di Comici Miei e Il futuro è già qui di Barbara Gallavotti, fino alla chiusura affidata a Stefano Massini in dialogo con Silvia Bencivelli.
L’idea è quindi quella di utilizzare scienza e cultura come strumenti per raccontare il cambiamento, senza limitarsi alla storia dell’azienda ma affrontando, attraverso prospettive differenti, le trasformazioni che interessano già oggi la medicina.
Dalla ricerca al territorio
L’iniziativa si intreccia anche con la presenza di Lilly in Toscana. Il sito produttivo di Sesto Fiorentino, operativo dal 1962, è passato dalla produzione di antibiotici alle biotecnologie e alla produzione di insulina da DNA ricombinante. Oggi, secondo quanto riportato nel comunicato, il sito produce farmaci e soluzioni destinati a oltre 60 Paesi ed esporta il 95% della produzione.
Il legame con il territorio viene affrontato anche attraverso i Global Day of Service: quasi 700 dipendenti saranno coinvolti, tra il 23, il 24 e il 28 settembre, in 30 turni di volontariato e nove progetti tra Firenze e Sesto Fiorentino, dedicati a temi che comprendono povertà alimentare, infanzia, salute mentale, persone anziane e vulnerabili e tutela dell’ambiente.
Guardare lontano significa anche interrogarsi sul presente
Il filo conduttore dell’iniziativa è racchiuso nel titolo “Guardare lontano”: partire dalle innovazioni che hanno cambiato la medicina per interrogarsi su ciò che ancora non è stato risolto.
AI, dati real world, prevenzione, accesso alle cure e capacità di trasformare la ricerca in soluzioni concrete sono alcune delle sfide indicate per i prossimi anni. Ma il percorso raccontato a Firenze mostra anche un altro elemento: il futuro della medicina non dipende soltanto dalle nuove tecnologie, ma dalla capacità di mettere in relazione ricerca, competenze, istituzioni, professionisti e comunità.
E proprio questo passaggio — dalla scoperta scientifica alla sua applicazione concreta — resta una delle questioni centrali per capire come cambierà la salute nei prossimi anni.



