Dolore cronico, prima indagine nazionale: 13 milioni italiani colpiti, 57% terapie difficili da raggiungere

Giulia Ippolito

In Italia circa 13 milioni di persone convivono con il dolore cronico, pari a un quarto dell’intera popolazione. Una condizione permanente che accompagna ogni gesto quotidiano, lavorare, dormire, progettare il futuro.

Eppure, il 57% di chi ne soffre non è mai stato inserito in un percorso di cura strutturato, il 28% ha atteso più di cinque anni per ottenere una diagnosi, e il 23% non ha mai iniziato alcun trattamento. È questo il quadro che emerge dalla survey “Vivere con il dolore cronico: impatto del dolore nella vita quotidiana”, la prima indagine nazionale promossa dall’Alleanza sul Dolore, una coalizione che riunisce tredici associazioni di pazienti, FAIS (Federazione Italiana Associazioni Insufficienti e Trapiantati di Rene), Al.Ce (Alleanza Cefalalgici), ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici), La voce di una è la voce di tutte, Libellula Libera (Associazione Fibromialgici), APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza), Gruppo LES Italia (Lupus Eritematoso Sistemico), FAND (Associazione Italiana Diabetici), APMARR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare), AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), AMICI (Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino), FIAO (Federazione Italiana Associazioni Osteoporosi) e Diabete Italia, promossa da Health Engine ETS con il coordinamento di Teresa Petrangolini, Alessandra Sorrentino, Lorenzo Latella e Luca Savarese, e presentata ieri presso la Biblioteca Spadolini del Senato della Repubblica, su iniziativa del Senatore Questore Marco Meloni.

Il costo del dolore cronico

I rispondenti all’indagine indicano tre bisogni rimasti in larga parte insoddisfatti: supporto medico (56%), supporto psicologico (45%) e supporto economico (40%). Quest’ultimo dato si motiva con i costi diretti che il dolore cronico scarica sui pazienti: il 35% spende tra 50 e 150 euro al mese in spese aggiuntive legate alla malattia, il 22% tra 151 e 300 euro, e l’11% supera i 300 euro mensili. La spesa media stimata si attesta intorno ai 160 euro al mese.

Il dolore cronico, però, non è solo un problema individuale, ma un problema che ha un impatto sull’intero sistema del Paese. La stima illustrativa elaborata nell’ambito della ricerca indica un costo complessivo annuo di circa 72 miliardi di euro, tra perdita di produttività (circa 47 miliardi), minor gettito fiscale (12,4 miliardi) e spesa privata (12,1 miliardi).

Le evidenze scientifiche confermano questa direzione. “Studi recenti hanno evidenziato che rivolgersi inizialmente a uno specialista della Terapia del Dolore, anziché intraprendere percorsi frammentati tra diverse specialità, può generare un risparmio di circa 3.000 euro per paziente”, ha ricordato Marco Mercieri, Direttore dell’Unità Operativa di Terapia del Dolore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Andrea di Roma.

Ma non solo, “tecniche avanzate come la neurostimolazione hanno mostrato di ridurre fino al 50% mortalità, amputazioni e suicidi nei pazienti con dolore cronico correlato al diabete – ha commentato Mercieri -. Per questo motivo clinici, associazioni di pazienti e cittadini sono impegnati in un’opera di sensibilizzazione a tutti i livelli affinché la Terapia del Dolore sia maggiormente conosciuta e accessibile. L’obiettivo è garantire una risposta concreta a milioni di persone che convivono ogni giorno con una significativa riduzione della qualità della vita e che troppo spesso non sanno a chi rivolgersi per ottenere aiuto”.

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