Tosse persistente, fiato corto, respiro sibilante, catarro frequente, stanchezza insolita. Sintomi comuni, spesso banalizzati o attribuiti all’età, al fumo o alla sedentarietà, che però possono rappresentare i primi segnali di una patologia respiratoria cronica. E proprio dalla necessità di riconoscere questi campanelli d’allarme prima che la malattia diventi invalidante nasce “Ampio Respiro – Percorsi personalizzati nelle patologie respiratorie”, il nuovo progetto nazionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), presentato alla Camera dei Deputati.
L’obiettivo è rafforzare il ruolo del medico di famiglia nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella presa in carico territoriale delle malattie respiratorie croniche, in particolare asma e BPCO, condizioni diffuse ma ancora oggi largamente sottodiagnosticate e sottotrattate.
Il ruolo centrale del medico di famiglia
Secondo gli esperti, molte patologie respiratorie iniziano in modo silenzioso. Il paziente tende a convivere con tosse, affanno o ridotta tolleranza allo sforzo, modificando progressivamente le proprie abitudini senza arrivare subito a una valutazione specialistica. In questo scenario il medico di medicina generale rappresenta il primo presidio sanitario in grado di intercettare il rischio e avviare un percorso diagnostico appropriato.
“Respirare bene non è un dettaglio: è una condizione essenziale di salute”, sottolinea Tecla Mastronuzzi, Responsabile Macroarea SIMG Prevenzione. “Molte patologie respiratorie cominciano con sintomi sfumati, che nella vita quotidiana possono essere sottovalutati. Il progetto Ampio Respiro vuole aiutare cittadini e medici a non aspettare che il respiro peggiori: agire prima significa vivere meglio, ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità della vita”.
Il progetto promuove infatti un modello di gestione della salute respiratoria che parte dal territorio e dalla quotidianità delle persone, non soltanto dall’ospedale o dalle fasi avanzate della malattia. Prevenzione, riconoscimento precoce dei sintomi, continuità assistenziale e monitoraggio diventano così elementi centrali di una strategia che punta a ridurre il peso clinico e sociale delle malattie respiratorie croniche.
BPCO e malattie respiratorie: numeri ancora sottovalutati
Tra le patologie respiratorie croniche, la broncopneumopatia cronica ostruttiva rappresenta una delle condizioni più rilevanti. “La BPCO riguarda circa il 5-6% della popolazione italiana, pari a circa 3,5 milioni di persone”, evidenzia Andrea Zanché, Responsabile Macroarea SIMG Cronicità.
“Il problema è che molti cittadini non percepiscono il rischio respiratorio con la stessa attenzione che riservano, ad esempio, alle patologie cardiovascolari. Per questo serve una medicina di iniziativa: non aspettare che il paziente arrivi quando la malattia è avanzata, ma cercare precocemente i soggetti a rischio, riconoscere i sintomi e avviare tempestivamente le terapie disponibili”.
Secondo gli specialisti, una maggiore attenzione ai sintomi iniziali e ai fattori di rischio potrebbe permettere diagnosi più tempestive, riducendo il numero di riacutizzazioni e il ricorso alle ospedalizzazioni.
Formazione, prevenzione e strumenti per i cittadini
Il progetto “Ampio Respiro” si sviluppa attraverso diversi strumenti integrati. Uno dei pilastri è una formazione nazionale FAD rivolta ai medici di medicina generale, disponibile dal 15 maggio 2026 al 14 maggio 2027. Il percorso affronta temi centrali nella gestione delle patologie respiratorie croniche, tra cui asma, BPCO, spirometria, appropriatezza terapeutica, aderenza alla terapia inalatoria, prevenzione delle riacutizzazioni, vaccinazioni e riabilitazione respiratoria.
Accanto alla formazione professionale, il progetto prevede anche strumenti informativi rivolti ai cittadini, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui fattori di rischio e sui sintomi da non ignorare. Fumo, inquinamento ambientale, esposizioni professionali e infezioni respiratorie rappresentano infatti elementi che possono favorire lo sviluppo o il peggioramento delle malattie respiratorie croniche.
Una rete tra territorio, specialisti e istituzioni
Secondo SIMG, la diagnosi precoce può fare la differenza non solo in termini clinici, ma anche sulla qualità della vita e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Intervenire prima significa infatti ridurre riacutizzazioni, accessi in pronto soccorso, ospedalizzazioni e progressione della malattia.
“Ampio Respiro è un progetto di sistema perché tiene insieme tre livelli: cittadini, medici e istituzioni”, spiega Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG. “Vogliamo rafforzare il ruolo della medicina generale nella prevenzione, nell’identificazione precoce e nella gestione continuativa delle patologie respiratorie croniche. Il medico di famiglia conosce il paziente, intercetta i sintomi nel tempo e può costruire percorsi personalizzati, in collaborazione con gli specialisti e con il territorio”.
Il progetto, patrocinato da AIPO-ITS e SIP e presentato alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti, punta proprio a costruire una rete tra medicina territoriale, specialisti, cittadini e istituzioni per rendere la salute respiratoria una priorità di sanità pubblica.
“La salute respiratoria è un tema di salute pubblica e di sostenibilità del sistema”, ha sottolineato Ciocchetti. “Le istituzioni devono sostenere percorsi che aiutino a intercettare prima le malattie croniche e a garantire cure più vicine alle persone”.



