Tumore al seno metastatico, alla Race for the Cure arriva “La Voce oltre la Cura”

Giulia Ippolito
Tumore al seno metastatico: donne insieme per "La voce oltre la cura"

Non solo cure e terapie, ma anche ascolto, qualità di vita e spazio alle emozioni spesso non dette. È da qui che nasce “La Voce oltre la Cura. Qualità di vita e tumore al seno metastatico”, la nuova campagna presentata da Pfizer in occasione della 27ª edizione della Race for the Cure, la manifestazione organizzata da Komen Italia dedicata alla lotta ai tumori del seno.

L’iniziativa punta ad accendere i riflettori su tutto ciò che spesso resta invisibile nel percorso di malattia: il peso emotivo della diagnosi, il rapporto con il proprio corpo, la gestione del tempo, la fatica quotidiana e i bisogni che non sempre trovano spazio durante il percorso clinico.

Una malattia che riguarda migliaia di donne

Secondo i dati AIOM aggiornati al 2025, in Italia vivono circa 925mila donne con una diagnosi di tumore al seno. Di queste, circa 55mila convivono con una forma metastatica della malattia.

Negli ultimi anni i progressi della ricerca e delle terapie hanno migliorato significativamente la sopravvivenza e aperto nuove prospettive di trattamento. Ma insieme all’efficacia clinica cresce anche l’attenzione verso la qualità di vita delle pazienti, intesa come equilibrio tra benessere fisico, psicologico, relazionale ed emotivo.

“La Voce oltre la Cura”: uno spazio per le emozioni

Al centro della campagna c’è l’idea che ascoltare davvero le pazienti significhi andare oltre i dati clinici e dare valore anche alle emozioni, ai timori e alle fragilità che accompagnano la malattia.

Durante la Race for the Cure, lo stand Pfizer ha ospitato “L’angolo delle parole mai dette”, uno spazio aperto a donne, caregiver, familiari e amici, pensato per condividere pensieri, emozioni e bisogni spesso difficili da esprimere nei tradizionali percorsi di cura.

Accanto a questo momento di ascolto, si è svolta anche una tavola rotonda dedicata al ruolo delle Breast Unit, considerate sempre più fondamentali per costruire percorsi terapeutici personalizzati e multidisciplinari.

Il ruolo centrale delle Breast Unit

“L’ascolto è parte integrante della presa in carico della paziente”, ha spiegato Alessandra Fabi, Responsabile Medicina di Precisione in Senologia del Policlinico Gemelli.

Nelle Breast Unit, infatti, la cura non si limita alla terapia oncologica ma coinvolge diverse figure professionali che lavorano insieme per accompagnare la donna lungo tutto il percorso terapeutico.

Un approccio che permette di considerare anche aspetti meno visibili ma molto impattanti sulla quotidianità, come fatigue, insonnia, dolore e difficoltà emotive.

Qualità di vita: corpo, mente e tempo

Tra i temi emersi durante l’incontro anche il rapporto con il proprio corpo, che dopo la diagnosi può cambiare profondamente.

Secondo Giusy Giambertone, delegata Lazio di Europa Donna Italia, molte donne vivono il corpo come un costante promemoria della malattia. Per questo il supporto psicologico e gli approcci integrati diventano strumenti fondamentali per ritrovare equilibrio, identità e benessere.

Un altro tema centrale è quello della cosiddetta “time toxicity”, ovvero il tempo assorbito da visite, controlli, terapie e attese ospedaliere, che può incidere pesantemente sulla vita quotidiana.

“È importante costruire percorsi di cura più sostenibili, che consentano alle donne di recuperare tempo di qualità da dedicare a sé stesse e alle proprie relazioni”, ha sottolineato Alba Di Leone, Presidente di Komen Italia e Think Pink Italy ETS.

Un messaggio che va oltre la malattia

Con “La Voce oltre la Cura”, Pfizer porta avanti un messaggio chiaro: mettere davvero la persona al centro significa considerare non solo la malattia, ma anche tutto ciò che la accompagna.

Perché la qualità di vita, oggi, è parte integrante della cura.

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