Il nuovo SSN secondo gli italiani: priorità accesso ai servizi. Importante la prevenzione da HPV.

Giulia Ippolito

Liste d’attesa, pronto soccorso e accesso alle cure restano tra le principali criticità percepite dai cittadini. È quanto emerge dall’indagine “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Servizio sanitario nazionale”, realizzata da Euromedia Research e presentata a Roma durante l’ottava edizione dell’Investing for Life Health Summit organizzato da MSD Italia.

Secondo la ricerca, il 46% degli italiani ritiene che il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione non sia pienamente garantito. Il Servizio sanitario nazionale riceve comunque una valutazione complessiva vicina alla sufficienza, con un voto medio di 5,74 su 10, anche se persistono differenze territoriali significative.

Liste d’attesa e accesso ai servizi

Tra i problemi più sentiti dai cittadini, le liste d’attesa restano la principale criticità, indicate dal 58% degli intervistati. Seguono l’organizzazione dei pronto soccorso e dei servizi di emergenza (38%) e l’assistenza ospedaliera (25%).

«Quasi un italiano su due ritiene che il diritto alla salute non sia pienamente rispettato», ha spiegato Alessandra Ghisleri, amministratore delegato di Euromedia Research. Secondo Ghisleri, il giudizio sul sistema sanitario è influenzato non solo dalle risorse disponibili ma anche dalla percezione di una gestione non sempre efficiente e dalla necessità di definire priorità politiche più chiare.

Sul tema è intervenuto anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha ribadito l’impegno del Governo per ridurre i tempi di attesa: «Abbiamo introdotto una legge organica con strumenti chiari e incisivi, ma è necessario il contributo delle Regioni per ottenere risultati concreti».

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Il valore dell’innovazione e della ricerca

Accanto alle criticità, l’indagine evidenzia anche un forte riconoscimento del ruolo della ricerca scientifica. Il 40% degli italiani ritiene che gli investimenti in ricerca e sviluppo abbiano contribuito in modo decisivo all’allungamento dell’aspettativa di vita, mentre il 44% attribuisce grande importanza al contributo dell’industria farmaceutica nello sviluppo di nuove terapie.

Una fiducia che si riflette anche sul piano economico: l’80% degli intervistati considera il settore sanitario e farmaceutico un motore di crescita per il Paese.

«Il progresso scientifico ha già cambiato la prospettiva di vita di molti pazienti e continuerà a farlo», ha sottolineato Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia. «Per sostenere questo percorso è necessario riconoscere il valore strategico della ricerca e garantire investimenti adeguati».

Un tema centrale all’Investing for Life Summit

Nel corso dell’Investing for Life Summit, si è approfondito uno dei nodi più rilevanti per la salute pubblica: la prevenzione dei tumori legati al papillomavirus umano (HPV). Nonostante oggi esistano strumenti efficaci per ridurre drasticamente il rischio di sviluppare queste patologie, come la vaccinazione e lo screening cervicale, la loro diffusione resta ancora troppo limitata e disomogenea sul territorio nazionale.

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Vaccinazione e screening: strumenti chiave ancora poco utilizzati

Ogni anno in Italia migliaia di persone ricevono una diagnosi di tumore HPV-correlato. Eppure, grazie alla prevenzione vaccinale e ai programmi di screening, una parte significativa di questi casi potrebbe essere evitata. Il problema non è tanto la mancanza di strumenti, quanto piuttosto la difficoltà nel raggiungere coperture vaccinali adeguate e uniformi in tutte le regioni, oltre a una partecipazione ancora insufficiente ai programmi di prevenzione.

La sfida dell’obiettivo europeo 2030

L’Europa ha fissato un obiettivo ambizioso: arrivare entro il 2030 all’eliminazione dei tumori HPV-correlati come problema di salute pubblica. Per raggiungerlo serve però un cambio di passo, con strategie coordinate tra istituzioni, sistema sanitario, medici e associazioni. Un Piano Straordinario dedicato alla prevenzione potrebbe rappresentare uno strumento decisivo per aumentare le coperture vaccinali, rafforzare lo screening e migliorare l’informazione ai cittadini.

Il confronto con gli esperti

Di queste prospettive si è parlato con diversi esperti del settore: Caterina Rizzo, dell’Università di Pisa, Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana di Igiene (SitI), Elsa Viora, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), e Alberico Catapano, presidente della Fondazione SISA e direttore del Centro Studi sull’Aterosclerosi Multimedica. Con loro abbiamo analizzato lo stato della prevenzione in Italia, le criticità ancora presenti e le azioni necessarie per accelerare il percorso verso l’eliminazione dei tumori HPV-correlati.

È la fotografia che emerge dal dibattito e dalle evidenze presentate nel corso dell’Investing for Life Summit: un obiettivo raggiungibile, ma solo attraverso un impegno condiviso e strategie di prevenzione più efficaci e diffuse.

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