Milano Cortina 2026: cosa si aspettano gli italiani alla vigilia delle Olimpiadi

Giulia Ippolito

Mancano pochi giorni all’inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, che dal 6 febbraio porteranno l’Italia al centro dell’attenzione sportiva internazionale. Un evento che non rappresenta solo una grande competizione, ma anche una prova generale per il Paese sul piano organizzativo, comunicativo e sociale. A raccontare come gli italiani arrivano a questo appuntamento è l’Osservatorio Top Olimpia di Ipsos, che nei mesi scorsi ha monitorato conoscenza, aspettative e percezioni legate ai Giochi.

Un evento conosciuto, ma da accompagnare

Secondo i dati raccolti, il 65% degli italiani dichiara di conoscere Milano Cortina 2026. Un valore solido, che conferma la notorietà dell’evento, ma che evidenzia anche come la familiarità non sia automaticamente sinonimo di coinvolgimento continuo. L’intenzione di seguire le gare resta infatti alta, ma con qualche segnale di flessione: 67% per le Olimpiadi e 61% per le Paralimpiadi. Un dato che oggi, alla vigilia della cerimonia inaugurale, richiama l’importanza di una narrazione capace di riaccendere l’attenzione e trasformare l’attesa in partecipazione.

Sponsor: visibilità in crescita

Tra gli elementi più dinamici emersi dall’indagine c’è il ricordo degli sponsor ufficiali. Il 77% degli italiani è in grado di citare almeno un brand legato a Milano Cortina 2026, un dato in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti. Tra chi conosce l’evento, la media degli sponsor correttamente ricordati supera le due unità, mentre le citazioni errate restano marginali. Un segnale positivo per le aziende coinvolte, che conferma l’efficacia delle strategie di comunicazione in una fase cruciale del percorso verso i Giochi.

Guarda la video intervista QUI.

Sostenibilità: grandi aspettative, qualche diffidenza

La sostenibilità si conferma uno dei temi più delicati e osservati. Il 36% degli italiani si aspetta un’attenzione maggiore rispetto alle precedenti edizioni olimpiche, mentre per il 45% l’impegno resterà simile. Solo una minoranza teme un arretramento. Più articolata, invece, la percezione legata ai territori e alle comunità locali: oltre la metà degli intervistati ritiene che la sostenibilità non sarà una priorità, con il rischio che prevalga la ricerca del ritorno economico.

Nel dettaglio, solo il 10% si aspetta un’attenzione prevalente alla tutela di persone e territori; il 37% prevede un equilibrio tra sostenibilità e vantaggi economici; il 39% ritiene che a dominare sarà il guadagno; mentre un ulteriore 14% non si attende benefici rilevanti né sul piano ambientale né su quello economico.

Le criticità sotto osservazione

Tra gli aspetti ritenuti più critici emergono temi concreti: la gestione delle strutture dopo i Giochi, l’uso di plastica e materiali non naturali, la raccolta differenziata durante gli eventi, la costruzione degli impianti, il consumo energetico, la gestione degli spostamenti del pubblico e il ricorso a innevamento artificiale e raffreddamento dei palazzetti. Questioni che accompagnano l’evento e che rappresentano una cartina di tornasole per valutare l’eredità reale di Milano Cortina 2026.

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