Diabete e buoni propositi: a gennaio vince la ripartenza “slow”

Giulia Ippolito

Gennaio è tradizionalmente il mese dei nuovi inizi, dei buoni propositi e delle promesse di cambiamento. Dopo le feste, però, la voglia di “rimediare” agli eccessi può spingere verso soluzioni drastiche e poco sostenibili. Per chi convive con il diabete, o è a rischio di svilupparlo, questa corsa al reset può trasformarsi in una trappola. A ricordarlo è la Società Italiana di Diabetologia (SID), che invita a iniziare l’anno nel segno della gradualità, della concretezza e della scienza.

Niente punizioni dopo le feste: serve equilibrio

Diete lampo, digiuni improvvisati e programmi “tutto o niente” non sono la risposta giusta, soprattutto dopo il periodo natalizio. “Questi approcci non solo sono difficili da seguire, ma possono risultare controproducenti o addirittura pericolosi per il controllo della glicemia”, spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia. “Dopo le vacanze il corpo non ha bisogno di punizioni, ma di ritrovare il suo equilibrio. L’obiettivo non è rimediare agli eccessi in pochi giorni, ma tornare gradualmente a una routine sostenibile”.

Secondo gli esperti SID, i cambiamenti che funzionano davvero sono quelli realistici e ripetuti nel tempo: pasti regolari, scelte alimentari consapevoli, attenzione alle porzioni e movimento quotidiano. “Piccoli gesti come evitare le bevande zuccherate, cucinare più spesso a casa o muoversi un po’ di più ogni giorno hanno un impatto molto maggiore sul controllo glicemico rispetto a qualsiasi dieta drastica”, sottolinea Buzzetti.

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Attività fisica sì, ma senza esagerare

Anche l’attività fisica dovrebbe essere inserita nella quotidianità senza estremismi. Iscriversi in palestra con ritmi intensi, salvo poi abbandonare dopo pochi giorni, è uno scenario molto comune. “Nel lungo periodo è più efficace camminare di più ogni giorno, ridurre il tempo passato seduti e rendere il movimento parte della routine”, spiegano gli esperti.

Meno alcol, più consapevolezza

Gennaio è anche il momento ideale per rivedere il proprio rapporto con l’alcol, soprattutto dopo settimane di brindisi. “Ridurre il consumo di alcol, o scegliere alternative analcoliche, aiuta a migliorare il controllo glicemico, riduce il rischio di ipoglicemie e aumenta la sicurezza, in particolare per chi assume farmaci o insulina”, spiega la presidente SID. “Non è una rinuncia, ma una scelta di protezione”.

Un altro nemico tipico del periodo post-festivo è il senso di colpa, soprattutto a tavola. “Colpevolizzarsi per ciò che si è mangiato non aiuta né la salute fisica né quella mentale”, ricorda Buzzetti. Al contrario, un approccio più gentile verso se stessi e obiettivi realistici migliorano l’aderenza alle terapie e favoriscono un rapporto più equilibrato con il cibo.

Il buon proposito più importante: seguire le terapie

Tra tutti i buoni propositi per il nuovo anno, ce n’è uno fondamentale: l’aderenza alle terapie. “Assumere correttamente i farmaci, rispettare tempi e modalità indicate dal medico e non sospendere mai le cure di propria iniziativa ha un impatto sulla salute molto maggiore di qualsiasi dieta alla moda”, conclude la presidente della SID.

Il nuovo anno può essere davvero un’occasione di cambiamento, ma solo abbandonando la logica del “tutto e subito”. Per chi convive con il diabete, il miglior obiettivo non è la perfezione, ma la costruzione quotidiana di un equilibrio possibile, fatto di scelte concrete, realistiche e condivise con il proprio medico.

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