L’uso dei farmaci iniettabili per la perdita di peso è in forte crescita e, con esso, stanno emergendo pratiche non sempre sicure. Tra queste c’è il microdosing, ovvero l’assunzione di dosi inferiori a quelle prescritte per far durare più a lungo una penna iniettiva. I farmacisti di Chemist4U mettono in guardia soprattutto da un rischio spesso sottovalutato: il riutilizzo degli aghi, che può avere conseguenze serie sulla salute.
Il caso Mounjaro
Mounjaro è un farmaco iniettabile utilizzato nel trattamento del diabete di tipo 2 e, sempre più spesso, anche per la perdita di peso sotto controllo medico. Si somministra tramite una penna preriempita e richiede un’iniezione regolare con aghi monouso. Nel Regno Unito, le ricerche online per “microdosing Mounjaro” sono aumentate di oltre il 5.000% nell’ultimo mese, segno che molte persone stanno sperimentando dosaggi ridotti senza un’adeguata consapevolezza dei rischi.
Jason Murphy, Head of Pharmacy ed esperto di terapie per la perdita di peso di Chemist4U, spiega:
“C’è stato un aumento di utenti che sperimentano il dosaggio, come il microdosing, per far durare più a lungo le penne. Tuttavia, non esistono prove solide sui benefici di dosi più piccole e non assumere la quantità raccomandata potrebbe aumentare gli effetti collaterali o comportare rischi ancora sconosciuti.”
Guarda la video intervista QUI.
Farmaco, dosi e scadenze: perché ridurre non è sempre meglio
Ridurre la dose non incide solo sull’efficacia del trattamento, ma può anche aumentare il rischio di usare il farmaco oltre i tempi consigliati.
Murphy sottolinea:
“Cercare di far durare più a lungo una penna aumenta anche il rischio che il farmaco scada. Per Mounjaro, la validità è di 30 giorni dall’apertura, mentre può arrivare fino a 24 mesi se conservato correttamente e sigillato in frigorifero. Usarlo oltre la scadenza può renderlo inefficace.”
Il vero problema del microdosing: riutilizzare l’ago
Secondo gli esperti, il rischio maggiore del microdosing è legato al fatto che più iniezioni significano più aghi, e molti utenti finiscono per riutilizzarli.
Murphy avverte: “Il problema principale è che molte persone non si rendono conto di quanto sia pericoloso riutilizzare un ago. Dopo aver perforato la pelle, l’ago si smussa, può trattenere batteri e non rilascia più il farmaco in modo accurato.”
Il riutilizzo aumenta il rischio di infezioni batteriche, con rossore, gonfiore e dolore, può causare danni ai tessuti a causa degli aghi smussati e portare a dosaggi imprecisi, compromettendo i risultati del trattamento. Inoltre, le iniezioni ripetute nella stessa zona, soprattutto con aghi già usati, possono provocare lipohipertrofia, una condizione caratterizzata da noduli sottocutanei che riducono l’assorbimento del farmaco e rendono le iniezioni più dolorose.
Seguire le indicazioni per proteggere la salute
Gli specialisti ribadiscono che, per qualsiasi terapia iniettiva, è fondamentale attenersi alle dosi prescritte, utilizzare un ago nuovo a ogni iniezione e ruotare i siti di somministrazione. Scelte fatte per risparmiare tempo o denaro possono tradursi in rischi concreti per la salute e in una minore efficacia del trattamento.
di Giulia Ippolito



