In Italia oltre il 22% degli adolescenti presenta sovrappeso o obesità (18,2% sovrappeso e 4,4% obesità). Una condizione che, nel 70-80% dei casi, persiste anche in età adulta. Le conseguenze possono essere molto gravi, sia nel breve che nel lungo periodo: diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemie, steatosi epatica non alcolica, apnea del sonno, problemi ortopedici e disturbi psicologici come isolamento o bassa autostima. A ciò si aggiunge l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari, tumori e una riduzione dell’aspettativa di vita.
L’urgenza di una risposta nazionale strutturata
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che servisse una strategia coordinata e continuativa. Un primo passo è arrivato con la Legge 149/2025, che ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica e ha istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Obesità e un piano triennale di contrasto. Ma per agire davvero sulla fascia più giovane serviva un intervento specifico.
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L’urgenza di una risposta nazionale strutturata
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che servisse una strategia coordinata e continuativa. Un primo passo è arrivato con la Legge 149/2025, che ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica e ha istituito l’Osservatorio Nazionale sull’Obesità e un piano triennale di contrasto. Ma per agire davvero sulla fascia più giovane serviva un intervento specifico.
Ogni ragazzo verrà affidato alle reti clinico-assistenziali regionali dedicate alle malattie croniche, con il coinvolgimento di specialisti o equipe multidisciplinari, come previsto dal Piano Nazionale della Cronicità. La Proposta di Legge punta a uniformare gli interventi su tutto il territorio e a superare lo stigma, riconoscendo l’obesità come una condizione clinica complessa che richiede diagnosi precoce e continuità assistenziale.
Una presa in carico omogenea e multidisciplinare
“La Legge 2663 è un atto di tutela della salute pubblica, della crescita e del futuro delle nuove generazioni”, spiega l’on. Giorgio Mulè.
“Intervenire presto significa ridurre i costi umani, sanitari e sociali che l’obesità genera lungo tutto l’arco della vita. La Legge offre la possibilità di attivare percorsi multidisciplinari integrati con le reti assistenziali regionali e istituisce il monitoraggio epidemiologico nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale per lo Studio dell’Obesità”.
“Con la Proposta di Legge 2663 l’Italia si dota di un intervento stabile e di lungo periodo”, conclude Mulè.
“Riconosce l’obesità in età evolutiva come priorità sanitaria nazionale e costruisce un modello di prevenzione attiva capace di intercettare precocemente i fattori di rischio e sostenere i ragazzi e le loro famiglie”.
di Giulia Ippolito



