In Italia parlare di sessualità e disabilità è ancora difficile. Preconcetti culturali e silenzi radicati continuano a ignorare un aspetto fondamentale della qualità della vita delle persone con fragilità fisiche o psichiche. In occasione del 3 dicembre, Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità, Escort Advisor – il principale sito europeo di recensioni di escort – porta l’attenzione su un tema che per molte famiglie e caregiver resta invisibile: la possibilità di accedere, in modo sicuro e rispettoso, a servizi intimi garantiti da professioniste formate.
“La sensibilizzazione verso il tema promossa da Escort Advisor è molto importante – afferma Roberto Garlaschi, portavoce dell’associazione D_People odv – auspichiamo che possa contribuire al difficile e tortuoso percorso delle persone con disabilità verso l’inclusione e l’affermazione dei loro diritti fondamentali”.
Le testimonianze: ascolto e accoglienza
Oltre ai numeri, ci sono le storie di chi lavora ogni giorno con persone che vivono barriere non solo fisiche, ma anche emotive e sociali.
Luana Absoluta, escort di Brescia, racconta: “Attraverso il sito mi cercano diverse persone con disabilità, e alcune sono diventati clienti fissi. Io memorizzo i loro nomi associati alla disabilità così so quello di cui hanno bisogno per sentirsi a proprio agio e superare in primis difficoltà di movimento o anche verbali. Queste persone hanno indubbiamente problemi ad instaurare rapporti intimi, si vergognano e hanno paura del giudizio altrui. Con una escort possono affrontare il momento intimo con più tranquillità, non si sentono giudicati ma ascoltati e guidati”.
La mancanza di spazi educativi e di supporto dedicati rende queste figure, di fatto, un punto di riferimento per chi non trova alternative nel sistema socio-sanitario.
Una mappatura nazionale
Grazie ai filtri presenti su escort-advisor.com, è possibile tracciare una mappatura precisa delle province italiane in cui le professioniste dichiarano la disponibilità a incontrare clienti con disabilità.
Le province più aperte all’incontro con persone disabili:
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Campobasso: 40%
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Pordenone: 39%
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Reggio Calabria: 36%
Tra le grandi città, Milano e Roma registrano entrambe il 22%.
Per i servizi a domicilio, fondamentali per chi ha difficoltà motorie, la classifica cambia:
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Udine: 20%
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Genova: 15%
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Valle d’Aosta: 13%
Milano (7%) e Roma (8%) confermano una presenza più bassa.
Ancora diverso lo scenario per chi lavora con disabilità psichiche:
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Pordenone: 11%
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Campobasso: 10%
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Napoli: 7%
In molte province italiane non è presente alcuna professionista disponibile a questo tipo di incontro, un dato che segnala fragilità strutturali e timori legati alla sicurezza.
Una questione di tutele: la necessità di un intervento normativo
La percentuale di sex worker disposte a raggiungere clienti con disabilità psichiche o cognitive crolla ulteriormente, proprio a causa dei rischi legati alla mancanza di tutele. Una vulnerabilità che chi opera nel settore denuncia da anni.
“Proprio questa evidenza mette in luce la necessità urgente di un intervento normativo capace di offrire tutele adeguate alle sex worker – affermano da Escort Advisor – garantendo loro la possibilità di operare in sicurezza. Molte sex worker mostrano già una grande sensibilità nel lavorare con persone con disabilità, ma senza un quadro normativo chiaro operano spesso in condizioni di rischio. Percorsi formativi specifici, riconosciuti e regolamentati, permetterebbero alle professioniste di acquisire competenze adeguate e di lavorare in maggiore sicurezza, offrendo un supporto reale e rispettoso a chi oggi non ha alternative”.
Con l’identificazione fiscale del settore tramite il codice ATECO 969992, oggi esistono anche i presupposti burocratici per un riconoscimento più ampio e meno stigmatizzato.
di Giulia Ippolito



