Migliorare l’adesione agli screening e potenziare la copertura vaccinale contro l’HPV. Queste le azioni sollecitate nel convegno nazionale “L’impegno per un’Italia libera dall’HPV: tutelare la fertilità ed eliminare i tumori prevenibili” – svoltosi oggi in Senato – con lo scopo di ridurre l’incidenza dei tumori correlati al Papillomavirus e proteggere la fertilità maschile e femminile.
Già dal 2020, l’OMS ha avviato una strategia globale per l’eliminazione del tumore della cervice uterina e, secondo gli specialisti, l’Italia disporrebbe degli strumenti per seguire tale linea. Tuttavia, i dati attuali su screening e vaccinazioni mostrano ritardi che rischiano di compromettere gli obiettivi fissati per il 2030.
HPV: cos’è e chi colpisce
Nel nostro Paese, ogni anno, quasi 8mila persone vengono colpite da tumori correlati al papillomavirus (HPV). Tra gli uomini si stimano più di 2mila casi, mentre nelle donne il virus è responsabile del 90% dei tumori della cervice uterina e di una quota compresa tra il 43% e il 70% dei carcinomi di vulva e vagina. Le sedi più coinvolte per il genere maschile, invece, includono ano, pene, orofaringe, cavo orale e laringe. «L’HPV è un patogeno trasmesso attraverso rapporti sessuali non protetti che colpisce in maniera simile uomini e donne – ha spiegato Alessandra Fabi, Consigliere Nazionale AIOM –. Ma molti di questi tumori sarebbero prevenibili o curabili se diagnosticati precocemente».
L’HPV rappresenta una malattia grave, in quanto – oltre al ruolo oncogeno – può interferire con la fertilità, in particolare quella maschile. Studi recenti mostrano, infatti, una prevalenza del DNA virale nello sperma quasi doppia negli uomini infertili rispetto alla popolazione generale (20% a fronte dell’11%).
Obiettivi OMS: Italia lontana
Tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2030, l’OMS ha indicato: il 90% delle ragazze vaccinate prima dei quindici anni, il 70% delle donne sottoposte a screening con test HPV ad alta performance, il 90% delle pazienti con carcinoma cervicale con accesso tempestivo a cure e follow-up.
Purtroppo, però, il nostro Paese è ancora molto lontano da questi standard. «Le coperture vaccinali italiane restano disomogenee e insufficienti – ha affermato Enrico Di Rosa, presidente della SItI –. Tra le ragazze, coorti 2009–2003, si superano di poco i 70%, mentre tra i ragazzi, coorti 2004–2003, la copertura scende sotto il 20%». A servire, quindi, un’azione specifica rivolta ai giovani maschi e un miglioramento dell’equità territoriale nell’offerta vaccinale.
Vaccinazione
Altra azione necessaria, estendere la vaccinazione alle donne fino a 45 anni. «Le analisi farmaco-economiche più recenti mostrano che questa strategia è costo-efficace nel medio termine e produce benefici clinici significativi – ha detto Annalisa Calabrò, docente di Igiene presso l’Università di Cassino –. Una vaccinazione “opportunistica” unita all’ampliamento dell’offerta, potrebbero accelerare il raggiungimento degli obiettivi OMS».
Ampliare la prevenzione delle infezioni da HPV sarebbe fondamentale, sia per la riduzione dei tumori, che per la tutela della fertilità. «In un Paese che registra un calo costante delle nascite, è fondamentale promuovere la salute riproduttiva e incentivare la partecipazione ai programmi di prevenzione», ha concluso Di Rosa.



