Si è aperto a Riccione il 66° Congresso della Società Italiana di Nefrologia (SIN), appuntamento fondamentale per il mondo della medicina renale, che fino al 24 ottobre accoglierà esperti, ricercatori e professionisti del settore.
Un congresso che – oltre a tracciare il futuro della nefrologia – dà modo di condividere le ultime scoperte scientifiche e gli approcci più innovativi nella prevenzione e trattamento delle malattie renali. Molte le questioni trattate: domiciliarità delle cure, terapie all’avanguardia, prevenzione.
Obesità: un fattore di rischio modificabile
Tra obesità e malattia renale cronica (MRC) – patologia che colpisce circa un italiano su quattro – c’è un legame forte e ben definito. Secondo Luca De Nicola, Presidente della SIN: «L’obesità è un fattore di rischio indipendente per l’insorgenza e la progressione della MRC, un dato che mette in luce l’urgenza di intervenire sulla prevenzione e sulla gestione di questa condizione».
Studi recenti hanno confermato che i pazienti obesi, in particolare quelli affetti da diabete, hanno una maggiore probabilità di sviluppare malattia renale e complicanze cardiovascolari. Le nuove terapie – come gli inibitori SGLT2 (Empagliflozin, Dapagliflozin) e gli agonisti del recettore GLP-1 (Semaglutide) – si sono dimostrate efficaci nel rallentare la progressione della malattia renale, riducendo il rischio di insufficienza renale e migliorando la qualità della vita dei pazienti. Ma la ricerca non si ferma: nuove molecole sono in fase di sperimentazione e promettono di rivoluzionare ulteriormente la gestione della MRC, soprattutto nei pazienti obesi.
Il ruolo della medicina generale: prevenzione e screening
Il Congresso ha posto l’accento sulla crescente sinergia tra nefrologia e medicina generale: la prevenzione delle malattie renali passa (anche) attraverso un rafforzamento dei rapporti con i medici di famiglia. È imminente l’approvazione di una legge che prevede l’introduzione degli screening per la MRC negli ambulatori di medicina generale, un passo importante per una diagnosi precoce e per l’attivazione tempestiva delle terapie.
È importante che i medici di base siano adeguatamente formati sulla MRC. Il progetto PREMIO SIN-SIMG promuove tale processo, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza e la capacità diagnostica, permettendo di individuare la malattia in epoca sempre più precoce.
Nefrologia Pediatrica
Progressi e nuove speranza anche dal fronte della nefrologia pediatrica. Dopo anni di attesa, la terapia con inibitori SGLT2 ha mostrato risultati promettenti nel trattamento della malattia renale cronica nei bambini. Sebbene i dati siano ancora preliminari, gli studi indicano che questi farmaci potrebbero ridurre l’iperfiltrazione glomerulare e rallentare la progressione della malattia nei piccoli pazienti.
«Tuttavia, purtroppo, la malattia renale nei bambini ha cause prevalenti legate ad anomalie congenite e non è sempre possibile applicare direttamente le soluzioni adottate per gli adulti – spiega De Nicola –. Ma la ricerca continua per identificare le migliori terapie per i bambini con malattie renali rare».
L’efficacia della dialisi peritoneale
Altro tema cruciale, emerso al Congresso, riguarda il confronto tra emodialisi e dialisi peritoneale. Secondo un nuovo studio HTA Altems, quest’ultima risulterebbe più efficace e meno costosa rispetto all’emodialisi ospedaliera. I dati mostrano un risparmio annuo significativo – con un abbattimento dei costi del 43% per paziente –, il che rende la dialisi peritoneale un’opzione preferibile per i pazienti con MRC in stadio avanzato.
Malattie Renali Rare: quali sono
Una delle malattie renali rare più comuni è la nefropatia da IgA, che colpisce soprattutto i giovani adulti. Il Congresso ha esplorato alcuni degli ultimi sviluppi terapeutici: nuove cure mirate che potrebbero modificare radicalmente il decorso della malattia. Tra queste, i farmaci anti-endotelina (Atrasentan, Sparsentan) stanno emergendo come opzioni promettenti per rallentare la progressione della malattia, rispondendo a un bisogno urgente di trattamenti più efficaci.
Gravidanza e Rischio di MRC
Anche la gravidanza può incidere sulla salute renale, in quanto complicanze come la Preeclampsia e il Diabete gestazionale aumentano il rischio di sviluppare MRC anche molti anni dopo il parto. Le nuove ricerche offrono modelli predittivi per identificare precocemente le donne a rischio, permettendo l’attuazione di strategie preventive mirate.
In particolare, le donne con trapianto renale – anche attraverso tecniche di fecondazione assistita – mostrano un maggior rischio di ipertensione e parto prematuro, pur senza compromissione della sopravvivenza del bambino.



