BPCO. Triplice terapia per una vita migliore già dopo tre mesi

Lavinia Sdoga

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) – tra le prime cause di morte a livello mondiale – racchiude un insieme di malattie respiratorie che interessano polmoni e bronchi.
La qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti è fortemente compromessa, attorniata da sofferenze e dolori.
Per loro, una luce di speranza è arrivata al Congresso della European Respiratory Society (ERS) – svolto ad Amsterdam –, con la presentazione dei risultati dello studio CHOROS ORION, che confermano l’efficacia della triplice terapia a combinazione fissa con Budesonide, Glicopirronio e Formoterolo Fumarato, aprendo prospettive importanti per i pazienti.

Lo studio CHOROS ORION
La ricerca – che si è svolta in ventitré centri italiani e ha coinvolto 250 persone – ha osservato l’efficacia del trattamento nella vita reale, cioè al di fuori dei contesti sperimentali controllati. I dati preliminari, raccolti dopo tre mesi di trattamento, mostrano un quadro chiaro: la triplice terapia migliora sensibilmente la qualità di vita dei pazienti, con oltre la metà di loro che riferisce un beneficio clinicamente rilevante. «La triplice terapia in una singola combinazione a dose fissa rappresenta un passo avanti importante nel trattamento della BPCO – ha detto Micaela Romagnoli, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia dell’Ospedale Ca’ Foncello AULSS2 Marca Trevigiana –. L’analisi dello studio CHOROS ORION ci consente di valutare l’impatto a breve termine della triplice terapia, contribuendo così a colmare il gap di conoscenze dalla letteratura scientifica fino a oggi disponibile».

I risultati clinici
I miglioramenti ottenuti grazie alla triplice terapia riguardano, innanzitutto, la percezione dei pazienti. La loro idea circa la gravità della malattia è, infatti, cambiata in modo significativo: se all’inizio il 27,9% delle persone affette descriveva la propria condizione come grave o molto grave, dopo dodici settimane questa percentuale è scesa al 18,7%, mentre è aumentato in modo significativo il numero di coloro che considerano i sintomi lievi o addirittura assenti.
L’efficacia non riguarda soltanto il benessere percepito, ma anche i dati clinici. I test utilizzati nello studio hanno evidenziato una riduzione dei sintomi respiratori, come la tosse con catarro e la difficoltà a respirare sotto sforzo. Ancora più significativo è il calo delle riacutizzazioni, che rappresentano uno dei momenti più critici per chi convive con la BPCO. Il tasso annualizzato di episodi acuti è passato da 1,6 a 0,26, un risultato che avvicina a una condizione di quasi totale assenza di riacutizzazioni.

La BPCO: i numeri
Nonostante i miglioramenti ottenuti grazie alla triplice terapia, la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva resta un grande problema di salute pubblica. Nel mondo colpisce circa 391 milioni di persone – nel nostro Paese ben 3,3 milioni – ed è la terza causa di morte globale. Si stima, inoltre, che circa un paziente su due non riceva diagnosi, perché i sintomi iniziali (tosse cronica, espettorato e fiato corto sotto sforzo) vengono spesso sottovalutati, soprattutto tra i fumatori.
I primi risultati dello studio CHOROS ORION – che proseguirà per un anno intero per raccogliere evidenze ancor più complete – rappresentano un passo importante nella gestione di questa malattia.

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