Sono ragazzi tra i 18 e i 30 anni, spesso studenti o giovani all’inizio della carriera, ma con un compito che conta più di qualsiasi lavoro: prendersi cura di un familiare malato o con disabilità. Li chiamano giovani caregiver e, in Italia, sono una realtà sommersa, ancora poco riconosciuta dal punto di vista sociale e istituzionale.
A raccontare il loro vissuto è arrivato il progetto “Impressions of Humanity”, ideato dalla Fondazione MSD. Un percorso che unisce arte contemporanea e intelligenza artificiale, affidando agli studenti della RUFA – Rome University of Fine Arts – il compito di trasformare in opere visive le testimonianze dei giovani caregiver.
Il peso di un ruolo invisibile
I dati emersi dalla prima indagine nazionale sul caregiving giovanile – realizzata da Eikon Strategic Consulting in 17 regioni – sono sorprendenti: il 59% dei ragazzi assiste un familiare da oltre un anno, il 32% da più di tre (per un carico settimanale dalle 7 alle 35 ore). I principali destinatari delle cure sono nonni (42%) e genitori (30%) e 8 ragazzi su 10 chiedono con urgenza un riconoscimento ufficiale del loro ruolo. «I giovani caregiver si sentono socialmente invisibili – spiega Cristina Cenci, antropologa e Senior Partner di Eikon, curatrice dell’indagine –. Chiedono soprattutto ascolto, supporto emotivo e informazioni chiare».
L’arte come voce nuova
Guidati dall’artista e performer Francesca Fini, gli studenti RUFA hanno sperimentato il potenziale dell’IA nei processi creativi, dando forma a opere originali capaci di raccontare emozioni e fatiche spesso taciute. «L’AI si è rivelata un alleato creativo – afferma Marta Jovanovic, Performance Artist e docente della RUFA –. Le opere mostrano una forza comunicativa che conferma come l’arte sia uno strumento essenziale per narrare salute e malattia». Cinque i lavori selezionati da una giuria di esperti e associazioni partner, premiati alla presenza del divulgatore Jacopo Veneziani e ora in mostra al Pastificio Cerere.
Una sfida culturale e sociale
Per Marina Panfilo, direttrice della Fondazione MSD, il progetto «è un modo innovativo per celebrare il ventennale, promuovere la health literacy e riconoscere il valore dei caregiver attraverso linguaggi nuovi». Le associazioni di pazienti coinvolte lanciano però l’allarme: «Serve una normativa nazionale adeguata, non bastano iniziative isolate. I giovani caregiver non possono restare un vuoto istituzionale». Dopo l’inaugurazione a Roma, la mostra vivrà online e sarà parte della Rome Art Week (che si terrà dal 20 al 25 ottobre), confermando come – attraverso la creatività e la sensibilizzazione – si può davvero dare visibilità a chi, finora, è rimasto nell’ombra.



