Continua l’impegno della Fondazione Lilly per l’Italia nell’ambito della formazione medico-scientifica. Questa volta, con un investimento strategico no-profit di oltre 1,5 milioni di euro, volto a creare una nuova generazione di ricercatori in grado di guidare la trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale.
«Il nostro Servizio Sanitario Nazionale ha bisogno di strumenti innovativi, capaci di sostenere l’adozione di modelli organizzativi più rispondenti alle reali esigenze di salute della popolazione – dichiara Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della salute –. Le iniziative in grado di valorizzare la ricerca accademica, specialmente se con un focus su politiche sanitarie, sono molto importanti. Serve, infatti, investire su competenze in grado di affrontare le sfide della sanità contemporanea, trovando il giusto equilibrio tra personalizzazione delle cure e sostenibilità del sistema». Ed è proprio questo il cuore del piano decennale con cui la Fondazione ha oggi rilanciato la propria missione, rafforzando l’impegno nella formazione avanzata e nella costruzione di competenze per la salute pubblica.
Il programma
Si chiama “30×30”: trenta dottorati di ricerca in trenta università italiane, finanziati nei prossimi dieci anni, in tutte le regioni d’Italia.
Cinque i focus tematici che si toccheranno: innovazione digitale e trasformazione tecnologica; sostenibilità, economia e modelli finanziari; accesso, equità e riforme organizzative; prevenzione, salute pubblica e One Health; partnership, formazione e internazionalizzazione.
«Investire oggi nella formazione di ricercatori specializzati in politiche sanitarie significa costruire le fondamenta per un Sistema Sanitario più efficiente, equo e orientato ai risultati – dice Claudio Jommi, Presidente del Comitato Consultivo della Fondazione Lilly –. I dottorati finanziati dalla Fondazione Lilly potranno generare un impatto moltiplicativo: competenze strategiche per il sistema pubblico, migliori decisioni allocative, e un contributo concreto all’innovazione delle politiche basate su evidenze. È una visione di lungo periodo che mette la conoscenza al centro del cambiamento».
Ogni dottorato sarà arricchito da collaborazioni internazionali con atenei che verranno selezionati – sfruttando anche la presenza multinazionale di Lilly nel mondo – per formare i nuovi manager della sanità, capaci di operare a livello territoriale e globale.
I risvolti futuri
La campagna 30×30 non è l’unico nuovo progetto promosso dalla Fondazione. Nei prossimi mesi, infatti, Lilly annuncerà la collaborazione con un attore strategico globale nell’area dell’intelligenza artificiale per la creazione di un nuovo strumento volto a favorire lo scambio di informazioni tra i ricercatori del network dei trenta atenei nazionali. La collaborazione favorirà anche l’elaborazione dei risultati della ricerca, che verranno elaborati e resi disponibili nell’ambito dell’area delle politiche sanitarie.
Inoltre, la Fondazione organizzerà degli incontri – in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito –, al fine di sensibilizzare i ragazzi alle tematiche scientifiche e avvicinarli al mondo della ricerca medica e sanitaria. Tra i piani futuri, anche la creazione di una Academy per la formazione continua dei dipendenti pubblici impegnati nella sanità.
Le carenze della sanità in Italia: i numeri
A spingere Lilly nell’avvio dell’investimento, la serie di carenze strutturali (sanitarie) presenti nel nostro Paese. A partire dalla spesa lorda in Ricerca e Sviluppo che, secondo dati Eurostat, in Italia ammonta circa all’1,31% (a dispetto del 2,24% UE). Il gap tocca anche l’ambito della tutela della salute. A livello nazionale, i valori sono di poco superiori allo 0,2%, mentre negli altri Paesi europei il range è compreso tra lo 0,3% e lo 0,6%. Dulcis in fundo, la spesa sanitaria pubblica: 6,7% in Italia, contro il 7,2% in Spagna, il 9,1% in Francia e il 10,1% in Germania. «È necessario cambiare questi dati, invertire la tendenza e noi siamo orgogliosi di rilanciare la Fondazione Lilly per l’Italia con un progetto che guarda al futuro del nostro Paese – afferma Federico Villa, Direttore Generale della Fondazione Lilly per l’Italia –. Crediamo nella scienza, ma anche nella capacità delle istituzioni di ascoltarla ed è per questo che investiamo sui giovani ricercatori, affinché possano essere protagonisti del cambiamento, non solo spettatori. Perché solo rafforzando il legame tra ricerca e decisione pubblica possiamo costruire un sistema sanitario più efficace, orientato ai risultati e alle persone».
di Lavinia Sdoga



