Linfomi non-Hodgkin, Zinzani: “Sempre più vicini ad un’ematologia chemio-free”

L’ematologia sta vivendo una fase di trasformazione molto rapida: terapie mirate, immunoterapia, approcci chemio-free, strumenti digitali e modelli predittivi stanno cambiando il modo in cui leucemie e linfomi vengono diagnosticati e trattati. È in questo scenario che si inserisce la sesta edizione di BeClose, l’appuntamento promosso da AbbVie per favorire il confronto tra specialisti su innovazione, dati e medicina personalizzata.

Al centro di questa edizione, che ha per due giorni riunito a Roma oltre 300 ematologi, un nuovo concept: “The Hemaverse”, una rappresentazione dell’ematologia contemporanea come ecosistema dinamico in cui esperienza clinica, dati, evidenze scientifiche e strumenti digitali convergono per supportare decisioni terapeutiche sempre più personalizzate. Tra i tanti temi affrontati dagli oltre 300 ematologi che hanno preso parto a BeClose, ci sono i linfomi che rappresentano il sesto tipo di tumore più diffuso in Italia e che incidono in modo significativo sulla vita delle persone colpite. In questo video, l’intervista a Pier Luigi Zinzani, Professore Ordinario di Ematologia e Direttore dell’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli”, Università degli Studi di Bologna.

Interviste di Irma D’Aria
Riprese di Alessandro Costantino
Montaggio di Luca Pellegrini

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